Esiste un Pericolo Reale di Guerra?

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E se la guerra fosse l’economia con altri mezzi?

Di David de Ugarte. Originale pubblicato su lasindias.blog il 15 agosto 2017 con il titolo ¿Existe un Peligro Real de Guerra? Traduzione di Enrico Sanna.

Abbiamo parlato tante volte del dramma del sovradimensionamento e delle sue origini strutturali. In pratica, parliamo di una gigantesca massa di capitali che non riesce a trovare a trovare uno sbocco produttivo.

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Il Rovescio della Guerra

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Di emmerre. Pubblicato su umanitanova.org il primo ottobre 2017.

La celebrata storia dell’Esercito italiano annovera numerose quanto ingloriose sconfitte: da Adua (1896) a Sciara Sciat (1911), da Guadalajara (1937) ad El Alamein (1942), sino alla dissoluzione militare dell’8 settembre 1943, ma sicuramente quella che, ancora a cento anni di distanza, mantiene la maggiore rilevanza simbolica e politica è senz’altro la disfatta di Caporetto, nell’ottobre 1917, ossia lo sfondamento del fronte da parte delle truppe degli Imperi Centrali che, soltanto nel primo giorno, penetrarono per venti chilometri in territorio italiano.

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Marchio di Fuoco

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Di Renzo Sabatini. Pubblicato originariamente su arivista.org nº 418, estate 2017.

Ziko, Kobu, Juan, Judith, Carmen, Ramon, Alicia, Marina e Paolo, Rajida, Wun-Chi: alcune persone in carne e ossa incontrate nei consolati e negli uffici stranieri. La loro sorte dipende dai funzionari che presidiano quei muri chiamati frontiere. Uno di loro, sconvolto dal proprio ruolo, ha cambiato mestiere. Per dignità umana. Forse c’è speranza.

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Media e Stato Corporativo

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Di Kevin Carson. Originale pubblicato su Center for a Stateless Society il 2 aprile 2016 con il titolo The Media and the Corporate State. Traduzione di Enrico Sanna.

In un’intervista con Cenk Uygur del 23 marzo, Bernie Sanders diceva: “In questo paese, i media sono un’arma della classe di potere,” e proseguiva citando le concentrazioni industriali (ad esempio, la Disney che possiede la ABC, Comcast la NBC eccetera). I media a proprietà aziendale hanno un interesse personale a riportare le notizie in modo da nascondere la causa profonda dei problemi. Altrimenti la struttura di potere verrebbe minacciata alla base. Sanders ha indubbiamente ragione. E non è una situazione accidentale: alle sue origini c’è il ruolo centrale dello stato.

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La Nube e la Tempesta

L’«identità» è la versione liscia della parola «razza»?

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Ovvero, come l’estrema destra porta avanti la battaglia del linguaggio

Di Nicolas Lebourg. Pubblicato su francosenia.blogspot.com. Originale pubblicato il 25 agosto 2017 su Slate.

La difficoltà consiste innanzitutto nel definire il politicamente corretto- In Francia, è un fatto acquisito che il fenomeno è dovuto all’influenza, presumibilmente debilitante, degli Stati Uniti. Nel 1996, Philippe de Villiers ha pubblicato un Dizionario del Politicamente Corretto, in cui affermava di essere un archeologo del linguaggio, e spiegava che il “politicamente corretto” sarebbe una “tirannia della minoranza” a beneficio della globalizzazione, e che sarebbe stata imposta alla Francia da Bruxelles, dopo che era nata dall’altra parte dell’Atlantico. Ma, negli Stati Uniti, il “politicamente corretto” è stato denunciato dalla destra conservatrice come una “francesizzazione” dei costumi… Una disputa fra la Francia e gli Stati Uniti nella quale ognuno vuole attribuire all’altro la paternità di un fenomeno: come esprimere meglio a parole la difficile immagine del politicamente corretto?

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Come la Giustizia ha Ucciso Kalief

Kalief Browder

Di Brittany Hunter. Originale pubblicato su fee.org il 19 settembre 2017 con il titolo How the Justice System Killed Kalief Browder. Traduzione di Enrico Sanna.

Immaginate una persona giovane, vulnerabile, accusata di un crimine che non ha commesso. Il sistema giudiziario lo considera un semplice dato statistico. Il suo caso non vale né tempo né risorse. La sua innocenza importa poco al procuratore. È l’ennesimo fascicolo che si aggiunge a tantissimi altri. Il suo unico scopo è di spostare la pratica sulla scrivania di qualcun altro.

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