La Proprietà Intellettuale Gonfia la Rana Zuckerberg

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[Di The Daily Bell. Originale pubblicato su The Daily Bell il 21 febbraio 2017 con il titolo Intellectual Property Rights Give Zuckerberg His Fake Size. Traduzione di Enrico Sanna.]

Facebook Punta a Riconnettere la Vostra Vita. State Attenti… Il manifesto del fondatore di Facebook Mark Zuckerberg, scritto in risposta alle accuse dirette al social sulla scia dell’aspra campagna elettorale americana, è un documento agghiacciante, distopico. Dimostra come Facebook (lanciata cinque anni fa per, come disse lui, “ampliare le possibilità delle persone di fare e mantenere relazioni”) stia diventando una sorta di stato extraterritoriale governato da un piccolo governo non eletto che si appoggia pesantemente su algoritmi di proprietà privata per fare ingegneria sociale.

Mark Zuckerberg è uno dei giovani più ricchi della terra, con un’azienda che abbraccia tutto il globo. E ora la usa per definire quali notizie sono false e quali no. E per farsi aiutare è ricorso a siti come Snopes.

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L’insostenibile Idiozia della Pseudo-anarchia

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[Di Gian Piero de Bellis. Pubblicato su poliarchy.org  nel mese di maggio 2010.]

A seguito del crollo degli stati “comunisti” dell’Europa orientale e attraverso la diffusione di Internet, la concezione anarchica ha ripreso a circolare, discretamente ma in maniera sempre più ampia. La cosa è estremamente positiva perché molti di noi non ne possono più dello stato, della sua soffocante invadenza e del suo colossale marciume.

Tuttavia, è proprio quando una concezione si espande che rischia di snaturarsi perché alcuni tra i nuovi venuti vi portano tutto il loro vecchio bagaglio fatto di miti duri a morire, pregiudizi incancreniti, contrapposizioni obsolete.

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Asinara e Pianosa, due Magnifiche Isole di Concentramento

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Carmelo Musumeci dà spazio a Francesca De Carolis, in particolare alla sua postfazione al libro curato da Pasquale De Feo Le Cayenne italiane. Pianosa e Asinara: il regime di tortura del 41 bis (Sensibili alle foglie, Roma 2016, pp. 112, € 13,00).

Ho avuto fra le mani le bozze di questo libro nei giorni degli attentati di Parigi. E di tutto quel che ne è seguito, a proposito di allarmi, emergenze, invocazioni e promesse di misure “speciali”, annunci di modifiche di pezzi di Costituzioni… Difficile in questi momenti non farsi sovrastare dalla commozione, non farsi annebbiare la mente da paure, anche irrazionali. Ma ancora una volta ho tremato al pensiero di reazioni e provvedimenti che vanno nel senso di sospensioni del diritto, che spianano la via a violenze e orrori, da infliggere ad “altri”. Nemici di turno, senza andare troppo per il sottile.

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Stiamo Vivendo il Crollo del Capitalismo

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[Intervista di Joseph Confavreux e Jade Lindgaard a Jason W. Moore. Pubblicata su blackblog Franco Senia il 18 gennaio 2017.]

Uno storico propone una tesi controcorrente: la natura non è stata sfruttata, ma è stata prodotta dal capitalismo, il quale se n’è servito per creare della ricchezza. Per Jason W. Moore, è assai più moderno e molto più fruttuoso pensare una «ecologia-mondo».
Via via che si diffonde e si discute il concetto di antropocene, la sfida che propone e la critica che ne viene fatta si diversifica e si intensifica. Lo storico Jason W. Moore ha formulato una delle critiche più forti, opponendogli il concetto di «capitalocene». Lo spiega qui, in una delle sue prime interviste in francese. Nel suo libro, “Capitalism in the Web of Life: Ecology and the Accumulation of Capital”, cerca di superare il dualismo fra natura e società e di andare al di là del «ecosocialismo».

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I Governi Sono Ingannatori

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[Di Lev Tolstoj. Originale pubblicato su coaloalab.altervista.org. Traduzione di Roberto Coaloa.]

Il secolo e la sua fine non significano nel linguaggio evangelico il termine e l’inizio di un periodo di cento anni, ma la fine di una concezione della vita, di una credenza, di un mezzo di comunione tra gli uomini, e il principio di una nuova visione del vivere, di una nuova religione, di un nuovo strumento di comunione tra gli individui.

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La Sovranità della Morte

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[Di Miguel Mellino. Pubblicato su francosenia.blogspot.it il 29 dicembre 2016. Originale pubblicato su Il Manifesto il 6 dicembre 2016.]

Il perenne gioco al massacro di «separare l’umanità»

“L’assunto di questo saggio è che l’espressione ultima della sovranità consista, in larga misura, nel potere e nella capacità di decidere chi può vivere e chi deve morire”.
Dalla deumanizzazione del destino degli schiavi all’abominio dei campi di sterminio, dalle colonie africane – luogo per eccellenza del dominio razziale e modello del genocidio ebraico – alla colonia di oggi: i Territori Occupati.
Fondando la sua riflessione su Arendt, Agamben, Bataille, Foucault, Gilroy e altri autori ancora, Mbembe traccia la genealogia dei poteri di morte: figura emblematica della modernità, della sua razionalità e della nozione di sovranità, che in essi esprime forse la sua essenza più cupa. Oggi le necropolitiche conoscono infinite metamorfosi e proliferano in un orizzonte dominato dalle guerre infinite nel Medio Oriente, dalle nuove tecnologie della morte e dallo spettro del terrorismo. Pensare a come uscire dalla notte di un mondo avvelenato dall’inimicizia: questo il lavoro instancabile che Achille Mbembe persegue da anni e di cui Necropolitica è una tappa fondamentale.
~ dal risvolto di copertina di: Achille Mbembe, Necropolitica, Ombre Corte

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