Gli USA Pronti a Lanciare “Iraq, Parte 2” in Siria


[Di Daniel McAdams. Originale pubblicato su lewrockwell.com il 26 agosto 2013. Traduzione di Enrico Sanna.]

Se vi è piaciuto l’attacco USA contro l’Iraq, con le sue finte luride storie sui laboratori chimici mobili e l’atomica di Saddam, apprezzerete “Iraq, Parte 2”, in programma in Siria. Contiene tutto quello che gli interventisti hanno sempre sognato: un cocktail di Kosovo, Iraq e Libia. E c’è anche la possibilità di una conflagrazione infinitamente più tossica e di dimensioni esponenziali che aumenterà l’eccitazione degli interventisti.

L’ultima notizia:

Una quarta nave da guerra americana, capace di lanciare missili cruise del tipo che ha ridotto in cenere la Libia e spianato la strada agli affiliati di Al-Qaeda che volevano prendere il controllo del paese, corre verso le acque della Siria, pronta a seminare distruzione. Chuck Hagel, che secondo alcuni sciocchi commentatori antibellici avrebbe dovuto fermare l’avventurismo militare di Washington, sta preparando i piani d’attacco per il presidente Obama. I mass-media di tutto il mondo, interventisti fino al midollo, spingono i leader di USA, Francia e Gran Bretagna affinché regalino alla Siria un’altra devastante “liberazione”.

Cosa è stato, in questi ultimi giorni, a provocare un’accelerazione drammatica verso l’invasione della Siria da parte dell’occidente? Un pretesto. Un presunto attacco con armi chimiche che avrebbe prodotto, secondo una stima di Médicins Sans Frontières, 300 morti. Non è chiaro se si tratti di un attacco chimico vero e proprio, ed è ancora meno chiaro chi, se l’attacco è vero, possa essere il responsabile. Ma tanto è bastato a mettere improvvisamente in moto la macchina da guerra del trio Washington/Parigi/Londra. I pretesti per la guerra sono diventati molto banali. Quasi come in un videogame.

Noi dovremmo credere che meno di 72 ore dopo l’arrivo di un’ispezione ONU incaricata di esaminare (con la cooperazione del governo siriano) i siti di presunti attacchi chimici sui civili, lo stesso governo siriano ha lanciato un attacco a pochi chilometri dagli stessi ispettori. Gli ispettori ONU erano lì su invito del governo siriano, e quello stesso governo avrebbe usato armi chimiche nelle loro vicinanze?

A meno che Assad non sia pazzo suicida, cosa che non risulta, il tutto non ha senso. Perché rischiare l’ira del resto del mondo, alienando anche gli ultimi alleati Iran e Russia, per un risultato così meschino: la morte di 300 civili in una guerra contro i jihadisti finanziati da USA, Arabia Saudita e Turchia? L’atto non ha giustificazioni, né militari né in altro senso, a meno che il clan Assad non sia una sorta di famiglia Manson del Medio Oriente. È questa la questione?

Come fa notare il blog Moon of Alabama, l’ipocrisia dell’occidente è stupefacente. L’occidente si prepara ad entrare in guerra esclusivamente sulla base di quanto riportato dall’opposizione siriana, che parla di sostanze di qualche genere che avrebbero ucciso da 100 a 300 persone fuori Damasco. È passata poco più di una settimana da quando i militari egiziani hanno massacrato più di mille persone appartenenti alla Fratellanza Musulmana e l’occidente non solo non ha condannato il fatto ma ha anche approvato un’ulteriore repressione dei sostenitori del governo egiziano giustamente eletto. E tutto nel nome della democrazia.

Si sorvola sulle migliaia uccisi dai militari egiziani alleati degli USA, e si fanno partire le navi ad un appuntamento con la distruzione alla semplice notizia, proveniente da fonti fortemente di parte, secondo cui sarebbero state uccise 300 persone in una guerra che finora ha fatto 100.000 vittime. Che differenza c’è tra queste centinaia di siriani e le migliaia uccisi dagli insorgenti con armi fornite dalla CIA? Nessuna risposta.

I mass-media occidentali ignorano i rapporti della stampa pro-regime che sostiene che più di una volta, compresa ieri, i ribelli avrebbero usato agenti chimici nel loro tentativo di rovesciare il governo. La stessa stampa occidentale, però, riporta senza battere ciglio tutto quello che viene dai portavoce dei ribelli, l’Osservatorio Siriano per i Diritti Umani.

Le voci secondo cui sono state usate armi chimiche sono state accolte con scetticismo da quelli che studiano queste cose. Nonostante la stampa, con la sua singolare mancanza di analisi, parli incessantemente di una guerra in preparazione (fa bene agli indici di gradimento e ai profitti dell’industria delle armi), ci sono fortunatamente alcuni mass-media che ancora si degnano di analizzare quelle stranezze chiamate fatti.

Tra questi il giornale Israeli Haaretz che, tramite il blog Sic Semper Tyrannis, parla di esperti del settore che non sono convinti dalle voci degli insorgenti siriani secondo cui il governo avrebbe usato armi chimiche.

“Esperti occidentali di armi chimiche che hanno esaminato almeno una parte dei filmati mostrano scetticismo riguardo l’uso di agenti chimici, ma evidenziano anche che non si può arrivare ad una conclusione seria senza un esame sul posto. Dan Kaszeta, ex ufficiale USA del Corpo Militare per la Guerra Chimica e affermato consulente privato, fa notare un certo numero di dettagli che finora nei filmati non si sono visti: ‘Soccorritori e fotografi non indossano indumenti protettivi,’ dice, ‘e nonostante ciò sembra che non ne risentano.’ Questo porta ad escludere gran parte degli agenti chimici usati in guerra, compresa la stragrande maggioranza di gas nervini: queste sostanze non evaporano immediatamente, specialmente se usate in quantità necessaria ad uccidere centinaia di persone, ma restano sugli indumenti e sui corpi e possono intossicare chiunque arrivi sulla scena senza indumenti protettivi nelle ore successive all’attacco. Kaszeta ha poi aggiunto che ‘mancano gli indizi che ci si aspetterebbe dopo un attacco chimico, come livelli intermedi di intossicazione, problemi seri alla vista, vomito e diarrea’.

“Steve Johnson, che studia gli effetti dell’esposizione a sostanze pericolose all’università inglese di Cranfield, e che ha collaborato con il ministero della difesa britannico a proposito di guerra chimica, concorda con il fatto che ‘da quello che si è visto finora, un gran numero di vittime in un’area vasta significa che c’è stata una forte dispersione. Con agenti chimici di quel livello, ti aspetteresti di vedere una contaminazione fortissima, tale da colpire seriamente i soccorritori che non siano adeguatamente protetti. Ma non si vede niente di tutto ciò.’ Altre domande attendono risposta, soprattutto riguardo il momento dell’attacco, proprio mentre un gruppo di ispettori ONU si trovava a Damasco per investigare sull’uso di agenti chimici. Poco chiaro è anche l’obiettivo dell’esercito siriano, considerato che nelle ultime settimane era riuscito a cacciare via i ribelli dalle aree centrali della capitale. Ma se questo non è un attacco chimico, cosa ha causato la morte di così tante persone senza lasciare segni di traumi?”

Forse mentre leggete questo articolo i missili tomahawk sono già in volo. Non fate l’errore di credere alle bugie di chi tenta di mettere su il pretesto per un’altra guerra. Questa guerra basata sulle bugie porterà alla distruzione del popolo siriano. Un altro crimine di guerra mascherato da “intervento umanitario”.

Annunci

Scrivi un commento

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...