Conoscere Liberal e Progressisti


[Di Walter Williams. Pubblicato su lewrockwell.com il quattro giugno 2013. Titolo originale: Understanding Liberals and Progressives. Traduzione di Enrico Sanna.]

Per capire liberal e progressisti, bisogna capire prima come concepiscono il mondo e quali sono i loro valori. Vediamo qualche esempio.

Perché la corsa a bandire il DDT negli anni settanta? Alexander King, fondatore del malthusiano Club di Roma, nel 1990 scrisse sulla sua biografia: “I miei dubbi nacquero quando il DDT fu introdotto per usi civili. In Guyana quasi debellò la malaria in due anni, ma nello stesso periodo il tasso delle nascite raddoppiò. Dunque la mia principale obiezione all’uso del DDT, col senno di poi, è che ha aggravato il problema demografico.”

Una volta chiesero al Dr. Charles Wurster, ex direttore scientifico dell’Environmental Defense Fund, se riteneva che il bando del DDT nello Sri Lanka avrebbe portato all’uso di prodotti chimici più pericolosi e ad una maggiore diffusione della malaria. Lui rispose: “È probabile. E con questo? Gli uomini sono all’origine dei problemi. Ne abbiamo troppi. Dobbiamo liberarci di qualcuno, e (la malaria) è un modo come un altro per farlo.”

Earthbound, una raccolta di saggi sull’etica ambientalista, ha raccolto queste frasi di William Aiken: “Una moria di massa del genere umano sarebbe una buona cosa. È nostro dovere provocarla. È dovere della nostra specie, relativo a tutto l’insieme, eliminare il 90 percento di noi.”

L’ex biologo ricercatore David Graber, dell’ente americano parchi, dichiarò: “La felicità umana, e soprattutto la fecondità umana, non sono importanti quanto un pianeta selvaggio e in buona salute. … Siamo diventati una piaga per noi stessi e per la Terra. … Finché l’homo sapiens non deciderà di tornare alla natura, alcuni di noi possono solo aspettare l’arrivo del virus giusto.”

A proposito di virus, questo è quello che disse il principe Filippo, duca di Edimburgo e finanziatore del WWF: “Se dovessi reincarnarmi, vorrei rinascere virus assassino per far diminuire la popolazione mondiale.” E il defunto Jacques Cousteau, parlando all’UNESCO Courier: “L’America da sola pesa sul mondo molto più di venti Bangladesh. È terribile dirlo. Per stabilizzare la popolazione mondiale dovremmo eliminare 350.000 persone al giorno. È orribile dirlo, ma è altrettanto orribile tacere.”

Questi sono i valori di alcuni progressisti. E le loro predizioni? Nel 1972, un rapporto del Club di Roma avvertiva che l’oro si sarebbe esaurito entro il 1981, il mercurio e l’argento entro il 1985, lo stagno entro il 1987, e petrolio, rame, piombo e gas naturale entro il 1992. Risulta però che ognuna di queste risorse è più abbondante oggi che allora. Gordon Taylor, nel suo libro The Doomsday Book del 1970, scriveva che gli americani consumavano il 50 percento delle risorse mondiali, e che “entro il 2000, se non verranno fermati, le consumeranno tutte.” Nel 1975, l’Environment Fund pubblicò inserzioni a tutta pagina che ammonivano: “Il mondo come lo conosciamo oggi sarà probabilmente distrutto entro l’anno 2000.” Nel 1970, il nobel per la biologia e docente di Harvard George Wald avvertì: “La civiltà finirà nei prossimi 15-30 anni se non si prendono misure immediate contro i problemi che minacciano il genere umano.” L’ex senatore Gaylord Nelson, citando il dottor S. Dillon Ripley sul periodico Look (1970), avvertiva che, entro il 1995, “tra il 75 e l’85 percento di tutte le specie sarà estinto.” Nel 1974, lo U.S. Geological Survey disse che gli Stati Uniti avevano riserve di gas naturale per appena dieci anni. In realtà, secondo la American Gas Association, c’è gas per oltre 110 anni.

Nel 1986, Lester Brown, dopo aver annunciato l’inedia globale per quarant’anni, ricevette dalla Fondazione MacArthur il premio “genio” e un vitalizio. Nel 1990 lo stesso capitò a Paul Ehrlich, che aveva predetto la morte di inedia di milioni di americani. Da notare che questi premi, tra 300.000 e 400.000 dollari, furono dati quando il tempo aveva già dimostrato da molto che Brown e Ehrlich avevano torto marcio.

Ora pensate: il congresso ascolta gente come questa e poi fa le sue politiche sulla base di predizioni disperate che sostengono che stiamo esaurendo qualcosa.

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