Lo Stato Criminale


[Di Albert Jay Nock. Originariamente pubblicato sulla rivista American Mercury di H. L. Mencken nel numero di marzo 1939. Ripubblicato su LewRockwell.com il primo agosto 2013. Traduzione di Enrico Sanna. Un classico della cultura libertaria e anarchica dopo, cronologicamente, gli scritti di Henry David Thoreau e Lysander Spooner.]

Da quel che posso giudicare, quei pochi americani interessati alla politica estera mostrano un generale atteggiamento di stupore accoppiato a disgusto, amarezza, orrore, secondo le capacità emotive dell’osservatore individuale. Per mantenermi sul sicuro, dovrei forse sfumare l’affermazione e dire che questo è l’atteggiamento che si nota più spesso.

Tutte le nostre voci istituzionali – la stampa, il pulpito, i forum – parlano con lo stesso tono di indignazione stupita di questa o quella fase degli avvenimenti attuali di Europa e Asia. Questo mi porta a credere che, genericamente, la nostra gente guarda con meraviglia e ripugnanza certe azioni evidenti dei vari stati esteri; ad esempio, l’atteggiamento barbaro dello stato tedesco verso i propri cittadini; il dispotismo crudele dello stato sovietico; l’imperialismo spietato dello stato italiano; il “tradimento della Cecoslovacchia” da parte degli stati britannico e francese; la crudeltà dello stato giapponese; la brutalità dei mercenari dello stato cinese; e così via, di qua e di là, in tutto il mondo: pare che tutto questo sia in contrasto con il buonsenso del nostro popolo, che parla di queste cose con sorpresa e rabbia.

Sono profondamente d’accordo con loro in tutto tranne un punto. D’accordo con loro per quanto riguarda la ripugnanza, l’orrore, l’indignazione, il disgusto, ma non la sorpresa. Essendo la storia dello stato quella che è, ed essendo la testimonianza del suo passato eloquente e invariabile, devo dire che il tono infantile di sorpresa con cui la nostra gente si lamenta di queste cose mi sembra un triste riflesso della loro intelligenza. Se qualcuno fosse abbastanza sgarbato da chiedere con voce roca “Bè, e cosa vi aspettavate?” quale sarebbe la loro risposta razionale? A me non ne viene in mente nessuna.

Con garbo o senza, questo è esattamente ciò che bisognerebbe chiedere ogni volta che un crimine di stato compare tra le notizie. Dovrebbero chiederlo al nostro pubblico tutti i giorni: tutti i quotidiani, i periodici, i docenti, le radio; e dovrebbero accompagnare la domanda con un appello alla storia, un invito a guardare la storia. Lo stato britannico ha venduto lo stato ceco al mercato degli schiavi con un trucco odioso; bene, arrabbiatevi e mostratevi disgustati quanto volete; ma cosa vi aspettavate? Date uno sguardo ai precedenti dello stato britannico! Lo stato tedesco perseguita una gran massa della sua popolazione, quello russo ha una purga in atto, quello italiano ingloba interi territori, quello giapponese fa il bucaniere sulla costa asiatica; orribile, certo, ma per carità di Dio non perdete la testa per queste cose, perché… cosa vi aspettavate? Date uno sguardo ai precedenti!

Ecco come questi fatti dovrebbero essere pubblicamente presentati se gli americani dovessero mai sviluppare un atteggiamento adulto nei loro confronti. Aggiungo anche che, per tenere a bada il grande peccato di bigottume degli americani, ogni pubblica presentazione dei fatti dovrebbe essere accompagnata da un parallelo con i precedenti dello stato americano. Lo stato tedesco perseguita una minoranza, esattamente come lo stato americano fece dopo il 1776; lo stato italiano invade l’Etiopia, esattamente come lo stato americano invase territori che erano del Messico; lo stato giapponese massacra le tribù della Manciuria in quantità industriali, esattamente come fece lo stato americano con le tribù indiane; lo stato britannico pratica il colonialismo elettorale, come lo stato americano dopo il 1864; lo stato imperialista francese massacra civili indigeni nei loro territori, come fece lo stato americano inseguendo la sua politica imperialista sul Pacifico. E così via.

Forse così potrebbe accendersi un lumicino nella testa della nostra gente, un lumicino che riveli loro il fatto che i crimini dello stato non sono né una novità né una cosa di cui meravigliarsi. Tutto iniziò quando i primi predoni si unirono per formare lo stato, e tutto continuerà finche ci sarà uno stato nel mondo, perché lo stato è un’istituzione fondamentalmente antisociale e criminale. L’idea che lo stato sia nato per onorare un qualunque genere di scopi sociali è completamente fuori dalla storia. Le sue origini sono nella conquista e nella confisca: ovvero, nel crimine. Lo stato nasce con il proposito di dividere la società in due: da una parte una classe di possessori e sfruttatori e dall’altra la classe di chi non ha nulla; ovvero, per un proposito criminale.

Nessuno stato di cui si abbia memoria ha avuto origine in altro modo, o con altri propositi. Come tutte le istituzioni parassitiche o predatorie, il suo primo istinto è la conservazione di se stesso. Tutti i suoi sforzi sono diretti, primo, verso la conservazione di se stesso, e, secondo, verso la crescita del proprio potere e l’allargamento della propria attività. Per raggiungere questo traguardo lo stato commette, spesso, qualunque crimine le circostanze dimostrino opportuno. Dopotutto, cos’è che realmente stanno facendo gli stati di Germania, Italia, Francia o Gran Bretagna? Stanno mandando in rovina i propri popoli per conservare se stessi, per incrementare potere e prestigio, per estendere la propria autorità; e lo stato americano sta facendo la stessa cosa fino al limite delle proprie possibilità.

E allora cosa significa per gli stati di Francia o Gran Bretagna una robetta come un trattato? È solo un pezzo di carta, secondo la definizione appropriata di Bethmann-Hollweg. E perché stupirsi se lo stato tedesco o russo uccide i propri cittadini? Nelle stesse circostanze lo stato americano farebbe la stessa cosa. Di fatto, ottanta anni fa ne uccise un gran numero semplicemente colpevoli del crimine di non voler più stare sotto la sua giurisdizione; e se quello era un crimine, allora i coloni guidati da G. Washington erano criminali incalliti e il Quattro Luglio non è altro che l’anniversario di un eccidio.

Più lo stato è debole e minore è la sua capacità di commettere crimini. In Europa, quali sono gli stati con la fedina penale migliore? Quelli più deboli: Svizzera, Olanda, Danimarca, Norvegia, Lussemburgo, Svezia, Monaco, Andorra. Eppure, quando lo stato olandese era potente, la sua criminosità era a livelli impressionanti; a Giava massacrò 9.000 persone in una mattina, cosa che lo mette all’avanguardia di Hitler o di Stalin. Se oggi non lo fa è perché non può; gli olandesi non gli danno il potere, e comunque non potrebbero tollerare un tale comportamento. Quando lo stato di Svezia era un grande impero, all’incirca tra il 1660 e il 1670, il suo attivo era da paura. Tutto ciò significa che, se vuoi che lo stato non compia crimini, devi disarmarlo come faresti con un criminale: devi tenerlo debole. Lo stato è sempre criminale in proporzione alla sua forza; uno stato debole sarà sempre, o proverà ad essere, criminale finché può, ma se viene mantenuto debole al di sotto di un livello opportuno (che, sia detto, è un livello molto più basso di quanto alla gente non venga fatto credere) si potrebbe anche convivere pacificamente con le sue tendenze criminali.

Annunci

Scrivi un commento

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...