Siria: Ragioni per un Ripensamento


[Di Enrico Sanna e Ron Holland]

“Stanno vivendo al di sopra delle loro possibilità e spostando parte del peso dei loro problemi sull’economia mondiale. Stanno vivendo come parassiti dell’economia globale e del monopolio del dollaro. Se [in America] dovesse esserci un malfunzionamento sistemico, le conseguenze riguarderebbero tutti. Paesi come la Russia e la Cina hanno una parte delle loro riserve in titoli americani. Dovrebbero esserci altre valute di riserva.” – Vladimir Putin nel 2011

Avete visto Barack Obama, quello che è presidente degli Stati Uniti? E John Kerry? Ad un certo punto, a Obama e a John Kerry, che fa il segretario di stato nello stesso paese, è venuta questa idea di bombardare la Siria. Obama è uno a cui hanno dato un premio nobel per la pace. Ma è stato più di quattro anni fa. Forse c’è una scadenza. Kerry partecipava ai raduni pacifisti con Jane Fonda. Ma è stato quaranta anni fa. Poi uno cresce, diventa maturo, mette la testa a posto, eccetera.

John Kerry ad un raduno contro la guerra con Jane Fonda

Qualche tempo prima, in Egitto l’esercito aveva buttato giù un governo eletto regolarmente. Aveva buttato giù anche un po’ di egiziani. Dicono che quelli del governo fossero islamici cattivi. Ci sono islamici buoni e islamici cattivi. Questi ultimi sono chiamati islamisti. Per molti anni gli u.s.a. hanno finanziato il governo egiziano. Non so perché. Un miliardo e mezzo di dollari l’anno. Soprattutto per i militari. Non so questa volta, ma sembra che la virtù della generosità sia ancora prevalente tra i membri del congresso e dell’amministrazione americana.

Mi aspettavo la stessa generosità con l’esercito siriano di Assad. Non dico un miliardo e mezzo di dollari. Bastava un pensiero. La Siria è più piccola dell’Egitto. Probabilmente, i militari siriani stanno meglio di quelli egiziani. O tutti o nessuno.

La casa bianca alterna. Tunisia no, Libia sì, Egitto no, Siria sì. Ci fosse stato qualcun altro in mezzo alla lista, la Siria sarebbe finita in posizione dispari e avrebbe ricevuto la benedizione.

Invece Obama e Kerry sono partiti come due vaporiere. Volevano bombardare la Siria. Non tutta, ovviamente. Solo la parte cattiva. Come fa il dentista. Non ti cava mica tutta la dentatura. Giusto la parte cariata. Così sono gli u.s.a. E Obama è montato su tutte le furie e ha mosso i suoi vaporetti ormeggiati da quelle parti. Gli u.s.a. tengono sempre un certo numero di questi vaporetti a portata di mano in tutto il mondo. Non si sa mai. Poi Obama e Kerry sono andati lì, e giusto al momento magico si sono inceppati. Sono stati come attori che non si ricordano la battuta. Obama non si ricordava più neanche il film. Li avete visti? Io no. Doveva essere penoso.

Mi ricorda un tipo che portava il suo cane al guinzaglio. Non so che cane fosse. Uno di quelli seri e imponenti, con le labbra più grandi della bocca. Doveva esserci stata una minaccia incombente perché ad un certo punto il cane è partito, ha attraversato la strada ed è inciampato sul suo stesso guinzaglio. Voi che non avete mai visto un cane serio e imponente con le zampe all’aria non sapete cosa significhi. Le zampe sono sottili sottili, come quelle di un cavallo di legno. Sembrava un ragno capovolto.

Ma torniamo ai nostri due.

Perché hanno cambiato idea all’ultimo? Io non lo so. Avevo in testa un’idea banale, finché Ron Holland (Did Putin Quietly Play the Debt Card Over Syria? The Daily Bell, 27 settembre scorso) non ha dato la sua interpretazione. L’interpretazione di Ron è meglio della mia. È per questo che la pubblico.

All’inizio, Ron si fa la mia stessa domanda:

“Qual’è la ragione di questo improvviso ripensamento di Obama, dalla sera al mattino, apparentemente poche ore prima dell’attacco militare contro el Assad e la Siria? Sembra aver preso di sorpresa i suoi stessi consiglieri e i militari.

“Sì, grazie alla riforma di internet l’amministrazione non è stata capace di manipolare l’opinione pubblica e sia la popolazione che il congresso ad un certo punto hanno cominciato ad opporsi sempre di più all’azione militare minima; anche se tutto ciò in passato non ha mai fermato un attacco di Washington. Anche il potente Comitato Per gli Affari Pubblici Israelo-Americani (AIPAC) ha girato a vuoto.”

E allora bisogna seguire il denaro. Guardare da dove viene e dove va.

“Io credo che Cina e Russia abbiano giocato di nascosto la carta del debito pubblico per proteggere i loro stati clienti, Siria e Iran, dall’imminente invasione americana. Non c’è dubbio che un attacco sarebbe cresciuto fino a diventare un’invasione con le truppe di terra, aprendo la strada ad un assalto di terra contro l’Iran, il vero obiettivo finale. Dopotutto, il gasdotto che sarebbe servito agli stati clienti di Washington, pronti anche a pagare l’azione militare, è molto meno importante della sconfitta dell’Iran.”

Entra Putin:

“Se guardi alla carriera di Putin, è chiaro che il suo modo di abbattere le difficoltà passa attraverso la strategia piuttosto che la forza diretta. Scommetto che nella sua biblioteca personale tiene Il Principe di Machiavelli. Russia, Cina, Putin avevano molto da perdere se gli Stati Uniti si fossero spinti fino all’invasione della Siria.”

Un’invasione della Siria avrebbe portato direttamente ad un’invasione dell’Iran. Ci sono ragioni geografiche e etniche che permettono l’invasione dell’Iran una volta invasa la Siria. C’è poi il fatto che così gli Stati Uniti avrebbero infilato un cuneo nel fianco della Russia. Quest’ultima, infine, avrebbe perso la sua unica base militare in terra straniera, e con essa molto prestigio.

“Primo, l’Iran sarebbe stato esposto ad un’invasione di terra. L’Iraq settentrionale è sotto il controllo curdo e i curdi avrebbero gradito un attacco americano che avesse per obiettivo Tabriz e l’Iran settentrionale, perché avrebbe liberato i fratelli curdi che sono in Iran e perché sarebbe servito ad espandere e finalmente creare uno stato curdo.

“Secondo, un’invasione dell’Iran avrebbe portato le forze americane ai confini delle vecchie repubbliche sovietiche dell’Azerbaijan e dell’Armenia, minacciando così l’influenza russa nell’area.

“Terzo, a differenza degli Stati Uniti che hanno centinaia di basi in tutto il mondo, la Russia ne ha solo una fuori dai confini e dalla sfera di influenza delle vecchie repubbliche sovietiche, ed è la base navale di Tartus, in Siria. La perdita di questa base porterebbe ad un tremendo calo di prestigio e dell’influenza russa sul mondo arabo, una regione in cui sia Russia che Cina cercano di guadagnare influenza per contrastare l’occupazione americana e il controllo delle risorse energetiche di gas e petrolio.”

Arrivano i soldi. Arrivano i soldi. Finora avete mangiato contorno. Adesso bistecca.

“Attualmente, la Cina possiede circa 1.275 miliardi di dollari di debito pubblico americano, e la Russia ne possiede circa 138 miliardi.”

Il segreto, dice Ron Holland, consiste nel lasciar fare il lavoro sporco a burocrati e diplomatici di basso livello. I politici mettono la faccia in quello che fanno. Devono farsi eleggere. Non possono sporcare la propria immagine. Burocrati e diplomatici non hanno questi problemi. Vivono nelle catacombe della politica.

“Ricordate: il capo di una nazione non minaccia un’altra nazione o il suo vertice direttamente, perché tutti i maggiori leader e politici hanno bisogno della possibilità di negare plausibilmente quello che hanno fatto se le cose vanno male. Se tutto fallisce devono avere la possibilità di negare colpe, responsabilità e conoscenza dei fatti, ma allo stesso tempo devono cogliere l’opportunità di far fare il lavoro a qualcun altro e, quando serve, prendersi i meriti del successo o di una vittoria. Per questo danno la responsabilità dei rapporti e delle azioni a qualche individuo o burocrate di basso livello, con cui comunicano in segreto o verbalmente.

“Anche se non ho prove, secondo me è probabile che qualche intermediario finanziario, magari persone di basso livello delle banche centrali, abbia fatto capire alla controparte americana che Cina e Russia avrebbero potuto liquidare le obbligazioni del tesoro americano nel caso in cui Washington avesse deciso di andare avanti con la sua avventura pianificata contro la Siria.”

Ad un certo punto sono arrivati ad un accordo: rinuncia all’attacco in cambio della distruzione delle armi chimiche. Questo ha convinto la casa bianca a tenere a bada i suoi vaporetti.

Davvero?

“La mia opinione è che il cosiddetto “accordo” sulle armi chimiche proposto da Putin all’ultimo momento sia stato un regalo per salvare la faccia dell’amministrazione Obama, così da offrire una copertura e una scusa ragionevole all’improvviso cambio di idee riguardo l’attacco contro la Siria. Scommetto anche che l’accordo è stato pianificato molto prima di essere stato proposto ad Obama.

“(…)

“Putin vince un’altra volta. Il credito per aver fermato gli Stati Uniti è suo; come al solito, la Russia non spara un colpo e Washington si ritira. Se ho ragione a pensare che Putin abbia giocato la carta del debito lo si vedrà quando, su questioni diplomatiche e di politica internazionale molto importanti, l’America comincerà una lenta ritirata, come fanno tutti gli imperi quando si estendono economicamente oltre le proprie possibilità e cominciano a declinare militarmente.”

Conclusione

Per decenni, la politica estera americana si è basata sul potere del dollaro. Oggi gli Stati Uniti sono il paese più indebitato della storia. Il debito corrente è di 16 mila miliardi di dollari ($16.000.000.000.000). Le disponibilità scoperte, soldi che lo stato ha promesso di pagare per pensioni, sussidi di disoccupazione, buoni viveri, sanità e spesa sociale in genere, ammontano a 222 mila miliardi e crescono di 11 mila miliardi l’anno. Il deficit annuo del governo federale è di mille miliardi. Se Cina e Russia dovessero liquidare il debito americano nelle loro mani, per gli Stati Uniti sarebbe un calcio sulle gengive.

Aumentano i siti che aiutano i cittadini americani a prendere un secondo passaporto, o una seconda cittadinanza, in paesi come la Repubblica Dominicana, il Paraguay e l’Uruguay. Per decenni, gli Stati Uniti hanno offerto protezione a quelli che scappavano dai paesi socialisti. Oggi la Russia offre protezione a Edward Snowden. La CIA lo vuole sottoterra né più né meno come avrebbe fatto il KGB quaranta anni fa con un dissidente sovietico scappato in occidente. Apparentemente, le parti si sono invertite. Non è così, però. È un’illusione ottica. La realtà è che gli Stati Uniti stanno precipitando, scendono talmente in basso che anche una dittatura burocratica come la Cina comincia ad apparire preferibile.

Al termine di una lezione di Robert Higgs presso il Mises Institute di Auburn, Alabama, uno degli studenti gli fa una domanda: Meglio rimanere negli Stati Uniti o andare via? La risposta di Higgs:

“Se io fossi nella tua posizione, prenderei seriamente in considerazione l’ipotesi di lasciare questo paese. Non perché penso che qualunque altro paese sia un paradiso, ovviamente. Ma perché penso che nessun altro paese abbia i mezzi che ha questo paese per portare avanti il suo orribile programma fatto di spionaggio e altre tirannie di stato. Dunque, se pensi di trasferirti potrei consigliarti di farlo e andare da qualche altra parte. E non lasciarti scoraggiare dal fatto che altri paesi non sono paradisi di laissez-faire. Molti altri paesi sono perfettamente spaventosi. Ma grazie a Dio i governi di quei paesi sono poveri.”

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