L’Illusione dei Giovani


[Di Enrico Sanna]

Uno degli ammonimenti più ricorrenti di questi ultimi tempi suona più o meno così: Stiamo rubando dalle generazioni future. Perché? Perché, sostengono, consumando più di quello che si produce, cresce il debito, e a pagare questo debito saranno le generazioni che verranno in futuro.

Il messaggio ha la sua potenza. Immaginate un cinquantenne seduto a tavola in un ristorante e un bambino sul cordolo del marciapiede. Immaginate il primo che ingrassa mentre il secondo diventa sempre più magro. Prima le gambe si assottigliano. Poi le guance rientrano. Spuntano le costole. Gli occhi vengono di fuori come cipolline. Fino a diventare un’entità diafana. Pensate ad una versione alimentare del Ritratto di Dorian Gray scritto da Wilde. I politici amano questo genere di metafore. Strano che nessuno ci abbia ancora pensato. Potrebbero convincere i contribuenti occidentali a sganciare qualche altro soldo. Da mandare alle generazioni del futuro, ovviamente.

Solo che non è così.

Nessuno in occidente sta consumando la ricchezza delle generazioni future. Non si può. Non si può consumare quello che non è ancora stato prodotto. Prima di consumare qualcosa, bisogna produrlo. È una legge della fisica. L’economia non fa eccezione. L’occidente sta consumando il patrimonio messo da parte nell’ultimo secolo. Ha fatto fuori tutto il gelato e ora sta ciucciando la stecca. Le generazioni future erediteranno meno di quello che avrebbero potuto ereditare se i loro genitori fossero stati più intelligenti. Non nulla, ma meno. Ma non saranno loro a pagare. Perché tutto è già pagato.

Le generazioni future erediteranno un enorme debito pubblico. E con questo?

Immaginate un uomo che passa metà della sua vita ad accumulare ricchezza e l’altra metà a sperperarla. Prima il successo. Poi la prima crisi. Poi l’alcol. Poi la crisi peggiora. Poi altro alcol. Non necessariamente così. Non necessariamente in quest’ordine. Tanto per dare un’idea. Poi l’uomo muore.

Ora, per quale ragione il figlio dovrebbe accettare un’eredità fatta di detriti? Perché dovrebbe passare la vita a sudare per pagare i debiti di suo padre? Perché dovrebbe fare lo schiavo? E per qualcuno che non esiste più, per giunta. Io non conosco neanche una ragione per farlo. E parlo di un figlio. Per quale ragione qualcuno dovrebbe pagare i debiti di persone che non ha mai conosciuto? Non parlo di ragioni legali. Parlo di moralità.

Trionfo e Crollo dell’Occidente

Il grande sviluppo dell’occidente cominciò attorno al 1800. Tra il 1780 e il 1820, in Gran Bretagna e Stati Uniti ci fu una crescita composta del 2% l’anno. La ricchezza prodotta in questo periodo è superiore a quella prodotta nei 1800 anni precedenti. Dal 1820 in poi, questa crescita si estese all’Europa continentale. Dal 1815 (Waterloo) al 1914 (prima guerra mondiale), il mondo occidentale vive un periodo di grande crescita economica e di pace relativa.

La prima guerra mondiale significa l’inizio della fine di questo periodo. Lo stato riprende a crescere. La tendenza è verso il totalitarismo. Lo strumento è la spesa sociale e la guerra. Comincia la tendenza all’indebitamento. L’occidente comincia a bere. Oggi l’occidente è indebitato fino agli strati subatomici.

Due anni fa gli Stati Uniti avevano disponibilità scoperte per 211 mila miliardi (211.000.000.000.000) di dollari. Quattordici volte il prodotto interno lordo. È il paese più indebitato della storia. Questo due anni fa. L’anno dopo sono cresciute di altri 11 mila miliardi. Pare che sia una tendenza. L’Europa non sta meglio. Il debito complessivo della Grecia è dodici volte il pil. Quello della Germania tre. Chiamatelo il conto dell’enoteca e dell’epatologo messi assieme. Non ci sono paesi senza debito pubblico. La differenza tra un paese e l’altro è una questione di gradazioni, non di sostanza.

Chi possiede questo debito? In parte la Cina e, molto meno, la Russia. Da qualche tempo la Cina sta cercando di disfarsene. La parte più grossa, però, è nelle mani di un gruppo di banche. La mia previsione è che ad un certo punto gli stati andranno in default. Hanno già cominciato. Negli Stati Uniti, il congresso sta tagliando i benefici per tutto un settore di cittadini. Per aiutarvi a capire, dirò che non vivono entro la quarantesima strada a Manhattan. In Italia, il parlamento ha innalzato l’età della pensione. Questo finirà per corrodere lo stato stesso. La legittimazione dello stato moderno si basa sulla spesa sociale. È così fin dai tempi di Bismarck, nell’ottavo decennio del diciannovesimo secolo.

Ovviamente, la tassazione non calerà. Lo stato è stato programmato per andare in una direzione sola. Ha bisogno di soldi. Le banche esigono quei soldi dallo stato. Lo stato ha bisogno delle banche. I cittadini si troveranno sempre più a lavorare gratis per sostenere lo stato e i suoi amici: soprattutto le banche.

Ad un certo punto, qualcuno farà i conti. Arriverà a questa conclusione: paghiamo allo stato molto più di quello che riceviamo in cambio. Non aspettatevi una presa di coscienza di massa. La quasi totalità delle persone non è in grado di farlo. Non esiste alcuna coscienza di massa. La coscienza è individuale. Il giorno del giudizio saremo giudicati singolarmente. Chi parla di coscienza di massa la confonde con il conformismo. Saranno poche persone a convincere gli altri. Quanto poche? Non più del due per cento. Non sarà facile. All’inizio vivranno come paria. Forse moriranno come paria.

Comunque succederà.

Quando succederà, la gente comincerà a votare per quelli che promettono il default del debito pubblico. Le banche riceveranno la lettera di licenziamento. Come in Islanda. Le conseguenze immediate saranno brutte per le banche. Molte chiuderanno. Troppo grandi per chiudere? Pensate a Lehman Brothers nel 2008. Un’istituzione con più di un secolo e mezzo di vita ha chiuso con più di 600 miliardi di dollari di debiti bancari. La chiusura di queste banche è moralmente giusta. È moralmente giusto che paghino le conseguenze dei loro atti, invece di scaricarle sui contribuenti. Alla fine, la responsabilità è sempre personale.

Il mondo finanziario attuale sarà sostituito da un altro. Uno molto più cauto. Questa è la tesi di Murray Rothbard nel suo libro La Grande Depressione. Per gli stati sarà molto più difficile ottenere prestiti. Il ricordo del passato sarà un moloc sulle scrivanie dei dirigenti bancari. Gli stati saranno costretti a tagliare. Anche questo è moralmente giusto.

Quando accadrà? Prima che passi quest’ultima generazione. Sarà rapido. Come la fine dei regimi comunisti. Sarà la seconda fase della fine del socialismo. Il completamento del 1989. La fine dello stato corporativo. La fine della versione occidentale del socialismo reale: il fascismo.

L’Illusione di Molti

Quanto sono preparati i giovani? Mica tanto. All’inizio di luglio Marc Faber, editore di The Gloom Boom & Doom Report, è stato intervistato da The Prospect Group. All’inizio dell’intervista Faber parla dei giovani laureati:

“Adesso c’è questo esercito di persone che viene fuori dalle università. Posso dire di averne incontrati molti che non mi sognerei mai di assumere. Non me lo sognerei mai. Sono completamente inutili. Non tutti: alcuni hanno una buona preparazione scolastica e un’ottima personalità. Ma quelli che vorrei assumere li assumerei comunque, che abbiano un diploma universitario o meno. Mi basta guardarli in faccia. Mi chiedo: C’è qualcosa che riescono a fare bene? Sono efficienti? Riescono a portare a termine un lavoro o no? Non chiedo loro neanche se hanno un diploma universitario. Non mi interessa.” (trad. mia, es)

Faber parla di giovani illusi. Sono stati illusi dal mito del pezzo di carta. C’è di peggio. Chi assume un laureato in scienze del’allevamento, igiene e benessere del cane e del gatto? O in interpretazione di conferenza? Confidano nello stato. Pensano che lo stato esista per il bene del popolo. Pensano di essere loro lo stato. Così gli è stato fatto credere.

I migliori tra loro sapranno adattarsi. Quelli che non si adatteranno per tempo vivranno con la rabbia e l’idea di non essere stati compresi.

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