Castelli in Cambio di Contanti


L’Italia svende siti storici per tappare i buchi di bilancio

[Di Russia Today. Pubblicato su lewrockwell.com il 14 ottobre 2013 con il titolo Cash-for-Castles: Italy Sells off Historic Sites to Plug Budget Holes. Traduzione di Enrico Sanna.]

La villa di un grande inquisitore, una fortezza papale e un’isola veneziana saranno svendute per cercare di rimpinguare i semivuoti forzieri dello stato, è la notizia riportata dai media locali. La speranza è di riuscire a ricavare i 500 milioni di euro che servono a rispettare le regole di austerità dell’unione europea.

La proposta di vendere alcuni beni immobiliari ad investitori privati fa parte di un decreto d’emergenza che punta a tenere il deficit di quest’anno entro la soglia del tre per cento imposta da Bruxelles, dice il Corriere della Sera.

Oltre a ricavare soldi dalla svendita, il presidente del consiglio Enrico Letta spera che castelli e ville siano convertiti in musei e ristoranti, creando così i tanto attesi posti di lavoro necessari alla disastrata economia del paese.

La Grecia, un altro paese sottoposto alle dure regole di austerità imposte dall’unione europea, l’anno scorso ha messo in atto una svendita simile, offrendo a privati alcune delle sue isole, spiagge e stazioni sciistiche. L’anno scorso l’Italia ha svenduto diversi fari sull’isola di Sardegna.

Castello Orsini

Le proprietà scelte saranno messe in vendita da un fondo gestito dallo stato. Tra le proprietà da vendere il castello degli Orsini vicino a Roma, costruito da papa Nicola III nel 1270. Dalla metà del diciannovesimo secolo al 1989 fu usato come prigione, e secondo le superstizioni locali sarebbe stregato.

Un altro dei tesori in offerta è villa Mirabello vicino a Milano, costruita nel diciottesimo secolo dal cardinale Durini, il grande inquisitore di Malta.

Nella laguna veneta, gli investitori potranno comprare l’isola di San Giacomo. Dopo aver ospitato i monaci fin dall’undicesimo secolo, nel diciannovesimo secolo fu trasformata in base militare; fino al 1961, quando fu abbandonata e lasciata cadere a pezzi.

Da un punto di vista economico l’idea è sensata, ha detto al giornale Rupert Fawcett, esperto immobiliare con base in Italia.

“La realtà è che tutti i governi europei stanno cercando di raccogliere fondi come possono,” ha detto. “I costi di gestione di queste proprietà sono grossi e la manutenzione da sola può diventare ingestibile.”

Il castello degli Orsini.

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2 thoughts on “Castelli in Cambio di Contanti

  1. Se non erro, attualmente l’investitore unico sarà la Cassa Depositi e Prestiti. Una finta Spa di intera proprietà statale.
    Insomma, una pura operazione contabile per far abbassare il rapporto deficit-Pil.
    Di privatizzazione dei beni dello Stato, nemmeno l’ombra all’orizzonte. Purtroppo.

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