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Il dipartimento di polizia di Preston ha il suo veicolo da combattimento

Il comandante Geddes.

[Di William Norman Grigg. Originale pubblicato il nove ottobre 2013 su Pro Libertate con il titolo “Pedro Offers You His Protection”. Traduzione di Enrico Sanna.]

Preston, nell’Idaho, è un paesotto di circa 5.000 abitanti. Dieci anni fa, ha conquistato un pizzico di notorietà come set del film bizzarro “Napoleon Dynamite”. È benedetto dall’assenza di crimini violenti, e non ha alcun bisogno di un dipartimento di polizia con sei agenti.

Ma il comandante Ken Geddes pensa che sotto la superficiale tranquillità di Preston ci sia un potenziale apocalittico. Questo almeno è quello che dice lui per prevenire eventuali critiche alla sua decisione di acquisire un mezzo corazzato da combattimento dal dipartimento per la sicurezza nazionale.

Quello di Preston è uno dei due dipartimenti che hanno ottenuto un mezzo protetto in grado di resistere ad una mina anticarro attraverso l’Ufficio per il Supporto alle Forze di Polizia del pentagono. All’inizio di quest’anno, il dipartimento per la sicurezza nazionale ha acquistato oltre 2.700 veicoli da combattimento, utilizzati in Iraq e Afghanistan, per distribuirli a dipartimenti di polizia e sceriffi in tutto il paese. La maggior parte ha fatto pochissimi chilometri, se non zero, ed era destinata alla rottamazione.

Tramite il programma del pentagono, le forze di polizia possono avere uno di questi veicoli gratis (tranne le spese di fabbricazione pagate con soldi dei contribuenti). Centinaia di comandi di polizia e sceriffi hanno fatto domanda, insistendo sull’urgenza di affrontare situazioni sconosciute fino ad un attimo prima, ma che sono diventate evidenti non appena il pentagono ha reso disponibili i mezzi da guerra.

Quando ho chiesto al comandante Geddes la ragione per cui un dipartimento di un paese come Preston ha bisogno di un veicolo militare d’assalto, lui ha risposto – con toni di indignazione teatrale – evocando il massacro di Sandy Hook.

“Non c’è molto crimine a Preston… ma basta un nulla,” ha detto Geddes. “Prima di Sandy Hook non c’era molto crimine neanche in quel paesino del Connecticut [Newtown], e sarebbe stato meglio se avessero avuto un veicolo corazzato il giorno della sparatoria nella scuola.”

Poi ha anche contestato l’assunzione secondo cui, essendo Preston piccolo e relativamente tranquillo, il suo dipartimento non ha bisogno di mezzi paramilitari: “Boise ha molti più abitanti, e un dipartimento molto più grande, e molti più mezzi di noi. Dobbiamo credere che gli abitanti di Boise valgono più degli abitanti di Preston?” Questo ragionamento sul valore relativo lascia fuori il calcolo razionale del rischio. E prende per scontato che più mezzi alla polizia significhino più sicurezza, che nella migliore delle ipotesi è un ragionamento discutibile.

Anche se la polizia sostiene che il veicolo corazzato sarà impiegato per fini protettivi, il comandante Geddes fa capire che potrebbe essere usato per evacuare cittadini minacciati da persone armate. Una dichiarazione poco plausibile: Non ci sono mai stati casi in cui una squadra speciale, intervenendo in una sparatoria, abbia avuto priorità che non fossero “la sicurezza dell’agente”, ed è improbabile che Preston possa aprire la strada; sempre che una cosa del genere possa accadere in un bucolico paese dell’Idaho sudorientale.

Geddes fa notare che il suo dipartimento, assieme all’ufficio dello sceriffo della contea di Franklin (che ha sede a Preston) stanno ricevendo assistenza e addestramento da parte di una “agenzia militare” sull’uso e il mantenimento del veicolo corazzato. Questa commistione di funzioni e equipaggiamento solleva preoccupazioni riguardo la militarizzazione delle forze di polizia, preoccupazioni che il comandante si affretta a rigettare con impazienza.

“La cosa non mi preoccupa affatto,” continua Geddes. “Non è lì che stiamo puntando. Ma mi lasci dire che se ci fosse un evento disastroso come l’uragano Katrina, o un terremoto, o un’inondazione, l’assistenza offerta da questi mezzi sarebbe una benedizione.”

Secondo Geddes, le preoccupazioni riguardo una militarizzazione della polizia nascono dal fatto che la gente “non è al passo” con i loro protettori nel percepire pericoli e necessità. Semplicemente, la popolazione civile non ha quella capacità sovrannaturale di percepire un pericolo nascosto che il comandante Geddes ha acquisito in anni di pattugliamento lungo le strade ostiche di Preston, nonché in quelle irte di pericoli della contea di Franklin quando era vice sceriffo.

“La polizia potrebbe essere al corrente di cose che voi non sapete,” mi ha detto. “Voi pensate che è tutto rose e fiori, ma la polizia non può stare con gli occhi chiusi.” Anche se Geddes assicura di non aver ricevuto contestazioni da parte della gente di Preston, tira fuori subito il tropo familiare delle “uniformi che vegliano” (allusione alla frase ironica di Orwell: “Noi dormiamo pacificamente perché ci sono uomini duri pronti a respingere con la forza chi vuole farci del male”, es) per parare eventuali critiche: “Quelli che si oppongono a questa tendenza, che dicono che non dovremmo avere questi mezzi, vivono sotto la protezione di quelli che contestano.”

Dal punto di vista di Geddes, è improbabile che la polizia diventi troppo potente, perché la loro cospicua presenza è l’unica cosa che impedisce al caos violento di discendere sulla società.

“Quante sono le persone che la polizia ha salvato da crimini o illeciti sventati?” chiede. “Quante persone sono in vita grazie ai nostri pattugliamenti di strade e autostrade? Quante persone avrebbero commesso un crimine se non ci fossimo stati noi? A volte non fanno nulla perché vedono la forza [rappresentata dalla polizia].”

Il comandante Geddes, che intendeva queste domande in senso retorico, apparentemente non era al corrente del fatto che una risposta è stata già data quattro decenni fa. Nel 1972, finanziata e tecnicamente assistita dalla Fondazione della Polizia, per un anno la polizia di Kansas City condusse uno studio per misurare l’effetto deterrente delle pattuglie. La conclusione del rapporto fu che le pattuglie non avevano alcun effetto rilevabile sul crimine.

Le pattuglie di polizia offrono molte opportunità di fare cassa, o di applicare regolamenti che non fanno nulla per proteggere la persona e la proprietà. Questo significa che sono peggio che inutili dal punto di vista di chi valuta la libertà individuale più della conformità imposta dallo stato. È ragionevole concludere che il comandante Geddes sta dall’altra parte.

In un articolo d’opinione scritto per il Preston Citizen, il comandante Geddes esorta la popolazione a “ringraziare” il pentagono per aver generosamente offerto il veicolo corazzato al suo dipartimento: “Apprezzo il governo e le forze armate per la possibilità che ci offrono di incrementare la sicurezza e la nostra forza a presidio delle nostre scuole e delle nostre case.”

Ovviamente, il problema è che, una volta che la polizia ha accesso a strumenti di repressione esoterici, troverà anche una ragione per usarli. Basta vedere la facilità e rapidità con cui il taser (un’arma che rilascia una forte scarica elettrica, es), introdotto come alternativa alle armi letali, è diventato uno strumento per infliggere dolore e somministrare una punizione sommaria ai comuni mortali che irritano i loro superiori in uniforme.

Ancora meglio, basta vedere l’uso promiscuo delle unità swat (simili alle teste di cuoio, es): Quando furono introdotte, alla fine degli anni sessanta, le unità swat furono presentate come squadre speciali da usare in circostanze straordinarie, come rapine a mano armata con ostaggi. Oggi le swat fanno circa 220 interventi al giorno. Come è possibile che l’acquisizione di mezzi militari non aggravi questa tendenza?

“È una preoccupazione comprensibile,” ha ammesso Tim Randall, sottotenente della polizia di Nampa, che rappresenta il Dipartimento per gli Standard Professionali, rispondendo alla mia domanda. Ha anche riconosciuto che il dipartimento riceve un gran numero di commenti da parte della popolazione “a proposito di una possibile militarizzazione della polizia, cosa che certamente comprendiamo.”

Nampa, una città di circa 70.000 abitanti, ha un tasso di criminalità leggermente sopra la media dello stato, ma molto sotto quella nazionale. Per quale ragione il suo dipartimento (che l’anno scorso acquistò due humvee dalla guardia nazionale) dovrebbe avere bisogno di un veicolo corazzato da combattimento progettato per proteggere i soldati da mine e cecchini?

“Bè, per prima cosa è gratis,” ha osservato il sottotenente Randall. “E poi c’è il fatto che anche un piccolo dipartimento come quello di Nampa ha un grande bisogno di mezzi corazzati.” Con lo stesso linguaggio stereotipato usato nei comunicati stampa dal dipartimento per la sicurezza nazionale, e ripreso da tutti gli altri dipartimenti, la polizia insiste sulla necessità di avere un mezzo corazzato citando la “crescita massiccia di massacri e attentati terroristici in tutto il paese”.

Il ragionamento si basa su una menzogna: I massacri non sono aumentati, e il terrorismo – una categoria che non comprende le operazioni per la sicurezza nazionale della FBI – è praticamente inesistente.

Anche se il sottotenente Randall evidenzia che la squadra di intervento rapido di Nampa non si “presenterà a casa” con un veicolo corazzato per rispondere ad una chiamata, ha rivelato che il veicolo è già stato usato due volte nelle prime due settimane. Il primo caso riguardava un guidatore aggredito con un coltello e il secondo un suicidio. Come il comandante Geddes, anche il sottotenente Randall crede che il mezzo corazzato sia utile come “deterrente psicologico” del disordine pubblico.

La questione ovvia è: Il dipartimento di Nampa chi vuole scoraggiare, di preciso? Io credo che la risposta sia contenuta nelle parole del sottotenente Randall quando difende il dipartimento parlando della “necessità” di un mezzo corazzato: “Qui nell’Idaho, praticamente tutti quanti hanno un fucile, e quando rispondiamo ad una chiamata è utile avere un veicolo che migliori la sicurezza degli agenti.” Poi rivela: Dopo l’arrivo del mezzo mandato dal pentagono, il dipartimento portò il vecchio veicolo corazzato al poligono di tiro e scoprì che “un colpo di fucile poteva trapassarlo facilmente. Lo avevamo da anni e non avevamo mai scoperto che non offriva nessuna protezione contro le armi balistiche.”

Il mezzo usato dalla squadra swat dell’Idaho.

Questa scoperta tardiva sarebbe allarmante se ignorassimo il fatto che era la prima volta che qualcuno sparava il mezzo. Finora, la squadra di pronto intervento di Nampa ha avuto una sola vittima, il caporale Jed Webb, morto di infarto all’inizio di quest’anno all’età di 51 anni.

Erano più di otto anni che un agente di Nampa non moriva in servizio. Eppure quelli che gestiscono il dipartimento sono convinti che la loro sicurezza dipende dalla possibilità di “scoraggiare” i civili che hanno un fucile.

Leach (a destra): La polizia ha bisogno di una forza dirompente.

Il pentagono ha circa 20.000 veicoli corazzati in magazzino, la maggior parte di quali finirà negli arsenali dei dipartimenti di polizia, assieme ad aerei telecomandati di tipo Predator e altri strumenti militari testati oltreoceano. Un mezzo corazzato non ha nessuna chiara utilità pratica come strumento per proteggere la vita e la proprietà, ma è tremendamente utile come sostegno alla campagna in corso per indottrinare la polizia riguardo l’inaccettabile pericolo posto alla “sicurezza dell’agente” da parte di un civile armato; e poi serve a mostrare i muscoli nel tentativo di scoraggiare potenziali minacce.

“La dottrina delle forze armate americane dettata da Colin Powell dice che gli Stati Uniti devono essere come ‘il cane più feroce della città’ per poter spaventare un nemico potenziale,” scrisse l’agente di polizia di carriera – e istruttore swat – Edward Leach nel numero di ottobre 2001 della rivista Police Chief. “Quando si usa la forza bisogna farlo con ‘energia schiacciante e senza mezze misure’. Nell’esecuzione delle leggi questi principi devono essere applicati sia in campo tattico che operativo. … La dottrina Powell sull’applicazione della legge è chiara: devi avere a disposizione risorse superiori e schiaccianti, soprattutto come deterrente ma anche da usare senza esitazioni quando serve.”

Leach, che fino ad un anno fa era sotto-sceriffo della contea di Kootenai, nell’Idaho, ha descritto senza imbarazzo la polizia come una forza di occupazione militare. Quando la polizia di un centro delle dimensioni di Preston acquisisce un mezzo corazzato da combattimento, lui capisce il messaggio. Dovremmo capirlo anche noi.

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