Il Pentagono Venderà Missili alle Monarchie del Golfo


11 miliardi in missili da crociera e bombe anti-bunker per le monarchie del Golfo Persico.

[Di Russia Today. Originale pubblicato su Russia Today il 19 ottobre 2013 con il titolo Pentagon to Sell Bunker Busters, Cruise Missiles to Gulf Monarchies in $11bn Deal. Traduzione di Enrico Sanna.]

Il Pentagono ha intenzione di vendere armi ad alta tecnologia all’Arabia Saudita e agli Emirati Arabi per 10,8 miliardi di dollari. La fornitura comprende bombe anti-bunker e missili da crociera.

L’accordo in programma comprende una fornitura di 1.000 bombe GBU-39/B all’Arabia Saudita e altri 5.000 agli Emirati Arabi, secondo France-Presse. Queste armi sono dotate di sistemi di volo che permettono loro di colpire obiettivi fino alla distanza di 110 km. Le testate sono in grado di penetrare nel cemento armato fino allo spessore di un metro.

Nell’accordo ci sono anche missili di crociera del tipo Standoff Land Attack Extended Range (Slam-er) e Joint Standoff Weapons(JSOW). Entrambi servono a distruggere obiettivi di terra dalla lunghe distanze, permettendo così agli aerei di stare lontani dal raggio d’azione della contraerea nemica.

I sauditi compreranno 650 dei primi e 973 dei secondi, oltre a vari altri missili. 6,8 miliardi andranno a pagare armi, ricambi, addestramento e supporto logistico.

Per quanto riguarda gli emirati, i numeri sono rispettivamente 300 e 1.200, oltre a diverse altre forniture, per un totale di 4 miliardi di dollari.

È la prima volta che gli Stati Uniti forniscono questo genere di armi sofisticate agli stati del Golfo Persico.

In aprile, il segretario della difesa Chuck Hagel annunciò l’intenzione di vendere armi per dieci miliardi ad Israele, Arabia Saudita e Emirati Arabi. Questa settimana sono stati resi noti i particolari del contratto.

La settimana scorsa il dipartimento della difesa ha comunicato al congresso l’accordo di vendita. I legislatori hanno trenta giorni per bloccare il tutto, ma è molto improbabile che avvenga considerate le precedenti vendite di armi agli alleati del golfo.

Nel 2011, gli Stati Uniti firmarono un accordo da 29,4 miliardi per vendere 84 F-15 prodotti dalla Boeing e aggiornare altri 70 aerei. L’amministrazione Obama vendette anche sistemi antimissile chiamati Terminal High-Altitude Area Defense.

L’accordo cade in un periodo di riavvicinamento tra gli Stati Uniti e il suo nemico mediorientale di vecchia data: l’Iran. Teheran e Washington hanno fatto una serie di mosse che starebbero ad indicare la possibilità di una risoluzione rapida della questione del programma nucleare iraniano, e l’abolizione delle sanzioni imposte dagli Stati Uniti.

Quest’ultimo sviluppo ha innervosito le dittature mediorientali alleate con l’America, che vedono l’Iran come il loro principale rivale nella regione. Questa vendita di armi potrebbe essere vista come un gesto di Washington volto a ristabilire la fiducia a Riyad e le altre capitali del Golfo Persico.

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