Ma Alfredo!


[Di Enrico Sanna]

Avete visto Angela Merkel arrabbiata con gli u.s.a. per la roba delle intercettazioni? In una foto c’è lei che tiene un cellulare in mano. A me sembra che stia mostrando lo stemma inciso sul cellulare. Sul retro dell’apparecchio, infatti, potete vedere chiaramente l’aquila con i bicipiti, stemma ufficiale della Germania.


Forse (forse) le telefonate dell’Angela Merkel sono pagate dai contribuenti tedeschi. Sarebbe un atto carino da parte dei tedeschi. Ma potrebbe anche essere che la passione della prima signora per il suo paese sia così grande che si è fatta incidere l’aquila sul cellulare. Magari ha anche un tatuaggio. Se sì, dove? Se lo è pagato da sé oppure il bundestag ha un capitolo di bilancio apposito? È probabile che quelli dell’Nsa (Nonstop Spying Association) lo sappiano. Comunque, sono affari dei tedeschi. E di una selezione di americani.

Poi si è scoperto che tutti i capi europei sono spiati dagli Stati Uniti. Chi più e chi meno. E anche che si spiano tra di loro. Grande famiglia, quella europea. Tutti sorpresi. Non ce n’è uno che non si faccia fotografare con la faccia indignata. Arrabbiati.

Questi capi sono come la signora sorpresa a farsi palpare dall’amante in pubblico. “Ma Alfredo! Così davanti a tutti!”

È una nuova forma di vassallaggio. I capi occidentali sono come vassalli e gli Stati Uniti, chiunque ci sia in cima, sono come la corte di Carlo Magno. I vassalli devono servire il signore, al quale devono l’onore e il potere delegato sui suoi sottoposti. Gli devono l’omaggio feudale. C’era una formula che ogni vassallo doveva pronunciare davanti al suo signore. Questa è ripresa dalle formulae turonenses:

A tal signore magnifico io, il tale. Poiché si sa benissimo da parte di tutti che io non ho di che nutrirmi o vestirmi, io ho richiesto alla pietà vostra, e la vostra benevolenza me lo ha concesso, di potermi affidare e accomodare al vostro mundio, e così ho fatto; cioè che tu debba aiutarmi e sostenermi, tanto per il vitto quanto per il vestiario, secondo quanto io potrò servire bene e meritare; e, finché io vivrò, ti dovrò prestare il servizio ed ossequio dovuti ad un uomo libero e non potrò sottrarmi per tutta la mia vita alla vostra potestà o mundio, ma dovrò rimanere finché vivrò nella vostra potestà e protezione.

Fate di questa roba quello che volete.

Questo era quello che il vassallo dichiarava al suo signore. Davanti ai suoi sottoposti, davanti ai pupponi suoi prossimi di qualunque epoca storica, il vassallo fa di tutto per apparire come uno che tratta con il signore a tu per tu. “Tra me e Obama?” dice pubblicamente. “Non potrebbe esserci accordo più grande.” E va da qualche parte, purché ci sia un fotografo di regime, a stringere la mano del grande. Avete presenti quelle foto del dopopranzo, in cui tutti si fanno fotografare schierati come la squadra del Milan?

Ma quello che non tollerano è che certe cose si facciano in pubblico. Non sono mica le serve. Hanno un certo contegno. “Ma Alfredo!”

Qualche mese fa Edward Snowden rivelò tutti quei documenti che continua a rivelare ancora oggi. Trovò temporaneamente rifugio nell’aeroporto di Mosca. L’amministrazione Obama lo voleva per fargli il predicozzo. Nei sotterranei della cia c’è una stanza apposita. Il presidente della Bolivia, Evo Morales, offrì asilo politico a Snowden. Casualmente, Morales andò a Mosca e, mentre rientrava, il suo aereo fu fermato e perquisito in Austria. Gary North ci scrisse sopra un articolo:

“La settimana scorsa qualche testa di cavolo dell’amministrazione Obama – i media non si sono preoccupati di sapere chi – ha deciso di emettere un ordine ai governi di Francia, Spagna, Italia e Portogallo per ordinare loro di vietare il diritto di sorvolo all’aereo presidenziale diretto in Bolivia.”

Questo è un atto normale tra signore e vassallo. Il vassallo giura di servire il signore. Rientra nell’atto di vassallaggio. “Questo ha costretto,” continua North,

“il pilota dell’aereo ad atterrare a Vienna. A quel punto, il piano della testa di cavolo prevedeva che personale austriaco, il che significa o poliziotti o militari, salissero sull’aereo e lo setacciassero alla ricerca di Edward Snowden. Il problema era che Edward Snowden non era nell’aereo.”

Dopo questo fatto, anche il presidente venezuelano, Nicolás Maduro, decise di offrire asilo politico a Snowden. E per non essere da meno, anche il presidente del Nicaragua, il sandinista Daniel Ortega, fece lo stesso.

E gli europei? Gary North usa la parola toadies: leccapiedi. L’ha detto lui. Io non faccio altro che tradurre.

“[…] i leccapiedi (toadies) europei sono stati esposti al pubblico esattamente per quello che sono, ovvero leccapiedi (toadies) degli Stati Uniti. [E] il governo austriaco appare ancora peggio degli altri quattro, perché ha mandato uomini armati dentro l’aereo alla ricerca infruttuosa di un uomo che non era lì.”

oh, Oh, OH!

E con questo arrivo al principio filosofico su cui si basa il potere, la sostanza polimerica unica di cui è formato: la cosmesi. Prendiamo, ad esempio, il fascismo di Mussolini Il suo inno era una canzone goliardica che si chiamava Giovinezza. Faceva: “Giovinezza, giovinezza, primavera di bellezza!” A cinquanta anni suonati, il duce si imbellettava con la passione di una Cinzia qualunque a quindici. Era uno che proteggeva la sua immagine pubblica. Nel 1926, una donna irlandese, Violet Gibson, lo sparò davanti al Campidoglio provocandogli un graffietto da nulla sul naso. Mussolini avrebbe potuto metterci un po’ di pomata e buonanotte. Ci mise un bendaggio che sembrava un pannolone. Lui, sì, sapeva trarre vantaggio dalle circostanze.

E quelli di oggi? Fanno la faccia arrabbiata.

Ma gli passerà. Sicuramente gli passerà. Forse gli sta già passando. Forse gli è già passato. Ad un certo punto diranno che c’è modo e modo di fare queste cose. Obama prometterà di riformare il sistema. Questo significa che farà di tutto perché il vassallaggio del resto dell’occidente continui come prima. Soltanto farà in modo che i membri più impressionabili della pupponeria occidentale siano tenuti all’oscuro. Difficile. Soprattutto nel lungo termine. Perché non provarci, però? Almeno per qualche tempo, funziona. Almeno fino alle prossime elezioni.

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