Ancora non Capiscono


[Di Butler Shaffer. Originale pubblicato su lewrockwell.com il 2 ottobre 2013 con il titolo They Still Don’t Get It. Traduzione di Enrico Sanna.]

Non è tanto quello che conosciamo che dà problemi. È che quello che conosciamo non è così. ~ Artemus Ward

Qualche tempo fa ho pubblicato un articolo a proposito di un commento di un esponente del governo federale che, rispondendo alla pubblicazione su internet di documenti segreti della NSA da parte di Edward Snowden, ha detto che il governo potrebbe assicurare il rientro delle informazioni. L’implicazione è che il governo può ordinare ad internet di invertire il processo con cui i documenti sono stati distribuiti a milioni di utenti. Dietro questa dichiarazione c’è la convinzione che i fornitori di accesso ad internet funzionino come una sorta di magazzino di informazioni a cui gli utenti chiedono di accedere. Nel loro mondo, non è esagerato paragonare un fornitore di accesso come Google ad una biblioteca pubblica che rende i suoi contenuti accessibili al pubblico, e che può chiedere indietro un libro dato in prestito.

Questo esempio di ragionamento sciocco si ritrova in un gruppo di persone che attualmente cerca di far passare una legislazione che permetta agli adolescenti di “cancellare” o “ritrattare” email o blog precedentemente pubblicati. Già il governo della California è cascato in questa convinzione illusoria approvando uno statuto che garantisce questo “diritto”, e sta facendo pressione affinché anche il congresso faccia lo stesso. Dietro richiesta di un adolescente, messaggi che potrebbero essere imbarazzanti per lui potrebbero essere cancellati da internet.

Sciocchezze di questo genere fanno capire quanto lontani dalla realtà siano quelli che insistono nell’idea che la società possa essere efficacemente gestita strutturando la vita degli individui dall’alto verso il basso. Nel tentativo disperato di rafforzare il loro weltanschauung (punto di vista, es) dall’alto in basso, che rappresenta il loro modo invariabile di pensare e agire, queste persone non permettono che la realtà interferisca con le loro fantasie. Se riuscissero a capire, anche a livello elementare, la natura di internet, vedrebbero subito l’assurdità delle loro proposte. Internet non è un luogo, ma un sistema che permette di comunicare liberamente parole e immagini a chi le vuole ricevere, il quale a sua volta può replicare e/o passarle ad altri. Come accadeva con il vecchio diritto comune, che non garantiva più i diritti d’autore una volta che lo scritto era pubblicato (ovvero, reso pubblico), così la pubblicazione di informazioni, idee o altro materiale su internet significa metterli al di fuori del controllo dell’autore o di chiunque altro. Chi pensa che Google controlli, diriga, possieda, o in qualche modo gestisca il contenuto di ciò che passa su internet non immagina neanche lontanamente quanto sia anarchica la natura di questo sistema che permette a uomini e donne di comunicare fra loro senza l’intercessione delle autorità. Come i gorgheggi mattutini di un passero, o il profumo serale del gelsomino, una volta messe su internet le parole non sono più soggette al controllo del suo autore, né possono essere restituite.

I segreti della NSA (l’agenzia americana per la sicurezza nazionale, es) non possono “tornare” sotto il controllo esclusivo dello stato. Non più di quanto le dichiarazioni giovanili di Willie Nessuno pubblicate su internet possano essere cancellate dalla memoria di chi le ha lette, scaricate, o rimandate a qualcun altro. Chi crede il contrario potrebbe spiegare anche come si fa a recuperare la verginità!

Studiando il caos e la complessità, apprendiamo che l’interazione tra il nostro pensiero e la natura non lineare del nostro mondo rende gli eventi incerti e impossibili da predire. Chi insiste nel voler controllare e gestire linearmente il mondo continuerà a proporre illusorie idee bizzarre su come una società debba essere governata dall’alto. La cruda realtà che atterrisce queste menti è il fatto che questo modello verticale sta collassando, sostituito da un modello orizzontale. L’obbedienza forzata alle autorità, che centralizzano il potere decisionale nelle mani del moderno re filosofo, si sta erodendo a favore di una rete decentrata che unisce uomini e donne in collaborazione volontaria tra loro. Chi si appiglia al modello tradizionale vede l’ordine sociale come una qualità che deve essere imposta, mentre il modello che sta emergendo si basa su un ordine che nasce spontaneamente attraverso l’interazione tra gli esseri umani. L’ordine strutturato verticalmente aspetta il risultato delle elezioni, mentre quello organizzato in una rete orizzontale dipende da menti attente pronte a scoprire e creare schemi informali e sistematici su cui basare l’azione.

Esito a speculare sulla ulteriore sciocchezza di quelli che credono di governare dall’alto, che potrebbero saltarci addosso nel tentativo disperato di fermare la vera “minaccia terroristica” alle loro vite: la paura che sempre più persone trovino un mondo decentrato e orizzontale più adatto ai loro interessi, ignorando così – o abbandonando del tutto – il sistema violento e irregimentato basato su un ordine dominato dalle istituzioni. Chi pensa che le parole comunicate ad altri possano essere recuperate e restituite al loro autore è capace di qualunque fantasia da Alice nel Paese delle Meraviglie. Se la capacità di internet di condividere idee, informazioni e altre espressioni in modo decentrato terrorizza i nostri governanti, forse in futuro ci aspetta una guerra totale sul contenuto della coscienza umana.

La classe politica potrebbe ricorrere alla visione presciente di George Orwell e proporre quello che potrebbe essere chiamato Ministero della Verità. Tra le sue agenzie potrebbero esserci le seguenti:

[1] Agenzia per il Recupero da Internet. Ufficio con il compito di recuperare tutto quello che non piace al potere stabilito e che è stato pubblicato su internet.

[2] Autorità di Controllo di Internet. Questo ufficio, a lungo desiderato da Hillary Clinton, avrà il compito di approvare autore e contenuto di tutto quello che viene pubblicato su internet. D’accordo con il pensiero di Hillary, secondo cui non a tutti dovrebbe essere permesso pubblicare quello che vogliono su internet, gli aspiranti utenti dovranno prima chiedere una concessione a questa agenzia. Il processo di autorizzazione richiederà controlli sulla vita del richiedente, così che solo informazioni e idee “responsabili” possano essere pubblicate. Ovviamente, il fatto che internet abbia già un’autorità di controllo, sotto forma del pulsante “Invio” sulla tastiera di ognuno, sarà ignorato in quanto si tratta di un potere nelle mani dei nemici più temuti dalla classe di potere: gli individui indipendenti.

[3] Dipartimento per la Gestione del Buco della Memoria. L’agenzia più importante tra quelle del Ministero della Verità per via del suo compito, che consisterà nell’eliminare la confusione e l’incertezza che sorgono dalle tante e varie idee e informazioni che accompagnano la libertà di espressione e di opinione. Sosterranno che nelle nostre vite c’è molto caos che impedisce alle persone di distinguere il vero dal falso per conto proprio. Il personale sarà fornito dal mondo accademico, assicurando così il supporto degli intellettuali professionisti le cui credenziali accademiche certificate aiuteranno a persuadere gli altri che il programma serve la “verità”.

Qualunque idea, notizia, prova documentale, opinione o altra informazione che non serve gli interessi stabiliti, anche se approvata in precedenza, sarà relegata a quello che Orwell chiamava il “buco della memoria”. Franklin Delan Roosevelt ha manipolato il governo giapponese per costringerlo ad attaccare Pearl Harbor, fornendo così la scusa per l’intervento americano nella seconda guerra mondiale? Se la risposta “sì” serve gli interessi della classe di governo, le prove del fatto resteranno. Se è “no”, le prove saranno rimosse per sempre dalla vista del pubblico.

[4] Dipartimento per gli Standard e la Sicurezza Intellettuali. In collaborazione con il precedente, la funzione di questo ufficio sarà di certificare e standardizzare la nozione di “verità” nella società, liberando il popolo dall’insicurezza causata dalla diversità di pensiero e di idee su cui basare le proprie scelte. Dell’ufficio fa parte la Divisione Ecologia Intellettuale, che avrà il fine di ripulire l’ambiente intellettuale dalle “impurità” generate dal pensiero che inquina il collettivo sociale del Nuovo Ordine Mondiale. Senza ricorrere a termini come “censura” e “rogo dei libri” – ovvero dando loro un nome diverso – la divisione provvederà a rimuovere ogni ansietà dalla mente dei pupponi.

Per quelle menti che non possono o non vogliono abbandonare il perseguimento individuale della comprensione, questo dipartimento fornirà un Servizio di Recupero Intellettuale (chiamato anche psicochirurgia) per rimuovere le barriere mentali che impediscono la trasformazione del loro pensiero. Se qualcuno dovesse sollevare critiche, i sostenitori del servizio lo difenderanno dicendo che è molto più civile fare così che mandare al rogo gli eccentrici. Ovviamente, questo servizio sarà compreso nell’assistenza sanitaria universale.

A consolazione dei pupponi, il Ministero della Verità li rassicurerà dicendo loro che le garanzie del primo emendamento saranno mantenute. Lungi dal restringere la libertà di espressione, lo stato si incaricherà di promuoverla chiedendo ad ogni cittadino di recitare a voce alta il “programma contro le discriminazioni” per promuoverlo. Uomini e donne saranno obbligati a presentarsi presso una struttura dell’Ufficio per i Servizi di Tutela del Secondo Emendamento, dove potranno parlare di qualsiasi argomento. Per proteggerli da azioni moleste, interruzioni, invasioni della riservatezza, o reazioni violente da parte di altri, non saranno ammesse altre persone all’interno della struttura – chiamata “isola della libertà di parola” – e guardie armate vigileranno sui diritti dei parlanti.

Una funzione importante del Dipartimento per la Sicurezza e gli Standard Intellettuali sarà la possibilità di rilasciare una licenza a tutti quelli che desiderino parlare in pubblico (auditori di due o più persone). Al fine di ottenere il supporto dei conservatori, saranno garantite eccezioni a tutti quelli che desiderino parlarsi tra loro in un ambiente famigliare. Questa esenzione, ovviamente, lascerà aperto il dibattito sulla questione se omosessuali e lesbiche siano da considerare “famiglie”, mantenendo così in piedi una delle questioni irte di conflitti che pervadono la società.

Chi ama la regolamentazione governativa di radio e tivù e il rispetto di standard obbligatori per qualunque prodotto, approverà la licenza di espressione. “I produttori non fanno dichiarazioni false o svianti riguardo i loro prodotti,” ci diranno, “e allora perché non applicare gli stessi requisiti di verità alla parola? Siete contro la verità forse?” Al fine di assicurare standard uniformi nella comunicazione parlata, il Dipartimento dell’Istruzione sarà inglobato nel Ministero della Verità, così come la Commissione Federale per le Telecomunicazioni, il cui potere di regolamentare e rilasciare concessioni sarà esteso ai giornali e altri media stampati. Questo servirà a minimizzare la confusione e l’incertezza che prevalgono quando si dà la libertà di esprimere idee e valori contrastanti.

Suona innaturale e impossibile? Se gli statalisti credono di avere la capacità di ristabilire la nostra reputazione (e la verginità?) e cancellare i nostri peccatucci dalla vista di tutti, perché non dovremmo aspettarci un’estensione e universalizzazione di questi poteri benefici? Forse che una uniformità forzata del pensiero e del comportamento non sono l’essenza di ciò che significa vivere in una società libera e creativa? Perché quelli il cui pensiero non è conforme al consenso obbligatorio legalizzato devono impedire che si sviluppi questo Nuovo Ordine Mondiale huxleyano?

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