La Vendetta di Gaia


I Cliché Caustici degli Ambientalisti

[Di Ryan H. Murphy. Originale pubblicato su Acton Institute il 30 ottobre 2013 con il titolo Gaia’s Vengeance: The Caustic Cliché of Environmentalism. Traduzione di Enrico Sanna.]

Gran parte della destra religiosa ha giustamente preso le distanze da gruppi religiosi come quello della chiesa battista di Westboro. La cristianità non c’entra nulla con l’odio, e le azioni di questi gruppi in occasione di ricorrenze o altri eventi di peso non fanno altro che promuovere la secolarizzazione dell’America. Diffondere falsità dicendo che le vittime di una strage o di una calamità naturale sono il prezzo da pagare per i peccati della società è tanto abominevole quanto blasfemo.

C’è però una questione simile, fatta dalla sinistra, che non viene rigettata con altrettanta forza. Ci sono opere di finzione in cui l’umanità viene punita da qualche personificazione della natura per l’inquinamento, la sovrappopolazione o altri “peccati” contro la terra. Come la chiesa battista di Westboro celebra la dannazione della società per i suoi peccati, così gli ambientalisti talvolta celebrano l’idea che una personificazione pagana della natura possa un giorno dannare l’umanità per l’inquinamento.

Purtroppo, considerata la filosofia di vita di molti ambientalisti, tutto questo è coerente. Come Robert H. Nelson, dell’università del Maryland, ha fatto notare tante volte, l’ambientalismo, fin dai suoi primi passi, ha acquisito molte delle caratteristiche di una religione; con l’unica differenza che il suo insegnamento è permesso a scuola. “Senza rendersene conto, gli ambientalisti stanno ripetendo antichi messaggi biblici con un vocabolario secolare,” scrive Nelson. Qualunque impatto negativo sull’ambiente, anche se benefico nel lungo termine, è un peccato contro la natura. Per ripetere quello che Nelson scrisse su Forbes nel 1998, l’ambientalismo è “calvinismo senza Dio”. Seguendo il desiderio umano di una giustizia cosmica, forse non è poi così strano che gli ambientalisti secolari invochino una deità pagana che punisca chi inquina o commette altri peccati ambientali.

TV Tropes, un sito nello stile di Wikipedia, registra molti cliché del mondo della finzione, compreso quello che il sito chiama “Vendetta di Gaia”. Varianti di questo tema si possono trovare nei principali film di Hollywood come E Venne il Giorno, The Day After Tomorrow e Avatar. Tanto per fare un esempio specifico, in Kid Icarus: Uprising, un video game della Nintendo del 2012 che ha venduto più di un milione di copie in tutto il mondo, il giocatore protagonista deve difendere l’umanità da una dea natura maniaca genocida pur commentando “devo ammettere che ha ragione”.

È proprio questo atteggiamento che dà l’impressione che molti attivisti, piuttosto che rifuggire dal riscaldamento globale che loro considerano inevitabile, lo invitino come se fosse il giorno del giudizio per gli umani inorgogliti che osano emettere anidride carbonica nell’atmosfera. Se alla fine dovesse risultare che il riscaldamento globale non è pericoloso per gli umani, loro reagirebbero come se un omicida fosse stato assolto, e non come se un peso collettivo fosse scomparso.

È un finto problema? Sicuro. James Wolcott, di Vanity Fair, una volta scrisse: “Io faccio il tifo per gli uragani. Quando su Weather Channel ne vedo uno che si forma nell’oceano al largo dell’Africa, desidero che diventi grande e forte: il pugno invincibile di Madre Natura, l’ira austera di Gaia. Considerati i danni che l’uomo ha provocato alla natura con la deforestazione, le miniere a cielo aperto, e la distruzione dell’habitat animale, è più che giusto che la natura si vendichi insegnandoci che ci sono forze più grandi della nostra.”

Questo atteggiamento non si limita a qualche frase. John Linley Frazier nel 1970 disse esplicitamente che la Vendetta di Gaia era ciò che lo aveva spinto ad uccidere cinque persone. Il suo credo era: Chi non venera la natura deve morire.

Ma ci sono differenze. Denunciare la chiesa battista di Westboro perché nelle sue manifestazioni piene d’odio invoca la morte dall’alto è roba comune in discussioni su Facebook e negli adesivi da attaccare all’auto. Ma perché nessuno batte ciglio quando gli ambientalisti invocano l’ira di una divinità pagana contro tutti i proprietari di suv?

Ovviamente la maggior parte degli ambientalisti, anche se non tutti, non crede letteralmente in Gaia. Ma perché è così diffuso nella nostra cultura il tropo di una Gaia vendicativa? È da accettare semplicemente perché è il frutto della fantasia e non la fede in un’entità divina che tutto giudica? La chiesa battista di Westboro sarebbe giustificata se dovesse dire che quando invoca una calamità lo fa per scherzo e non perché crede che quella è la volontà di Dio? Per la moderna società “progressista” non dovrebbe essere difficile mantenere la coerenza quando denuncia qualcuno che invoca atrocità.

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