Gerald Celente Parla di Guerra e Moralità


[Estratto da un’intervista di Anthony Wile con Gerald Celente. Originale pubblicato su The Daily Bell il 3 novembre 2013 con il titolo Gerald Celente on Multinationalism, Breaking the Chains and Individual Renaissance. Traduzione di Enrico Sanna.]

Daily Bell: Parliamo di azioni militari, in particolare della Siria, dove quelli di al Qaeda stanno combattendo dalla parte degli Stati Uniti e della Nato. Perché gli Stati Uniti vogliono destabilizzare la Siria e quale sarà il prossimo paese: Iran? Russia?

Gerald Celente: Noi al Trends Journal lo stiamo dicendo dal 2011. Dopo la caduta della Libia, l’unico porto che cinesi e russi avevano nel mediterraneo era quello di Tartus, in Siria. E l’unico vero alleato della Siria in quell’area è l’Iran, oltre ovviamente a Hezbollah in Libano. Tolta di mezzo la Siria, rimarrebbe l’Iran come unico ostacolo alla diffusione dell’influenza e del controllo americano in Medio Oriente. La questione è tutta qui: Gli Stati Uniti vogliono più controllo per fare quello che vogliono. L’obiettivo principale è l’Iran.

Ovviamente, tenere russi e cinesi fuori dall’area è un’altro obiettivo. Devo dire che ci sono anche sviluppi positivi. Ricordi quando il presidente Obama parlò di una linea rossa che la Siria non poteva oltrepassare se usava armi chimiche? E ti ricordi quel fumetto della bomba che Benjamin Netanyahu mostrò alle Nazioni Unite, quando tracciò una linea rossa con un pastello e disse che l’Iran non poteva oltrepassarla?

La svolta è avvenuta quando Obama è indietreggiato dalla linea rossa e ha rinunciato ad attaccare la Siria. Altrettanto importante è il fatto che la stragrande maggioranza degli americani era contro l’attacco. È stato un momento significativo. Il paese ha detto che era stufo delle guerre, e così anche molti altri paesi.

Poi senti il segretario di stato americano John Kerry che continua a dire “Assad deve dimettersi”, e allora capisci che l’amministrazione non ha ancora abbandonato l’idea, e che l’unica ragione per cui c’è stato un rallentamento ha a che fare con la Russia. Chi sottovaluta la Russia dovrebbe aprire un libro di storia e leggere quello che è successo a Napoleone e Hitler, tanto per non andare lontano nel tempo. I russi non vanno in giro per il mondo e non prendono niente da nessuno. Credo che questo sia il significato della riluttanza e del modo in cui è stata respinta la politica di Stati Uniti, Francia e Gran Bretagna, che cercavano un’azione militare forte contro la Siria. La Siria potrebbe essere in pace, e in effetti lo era prima che Lega Araba, America, Gran Bretagna e Francia fomentassero la guerra civile; ma nel breve termine la tendenza è verso altra guerra. In vista c’è più destabilizzazione. Da quello che leggo, i cosiddetti ribelli sono formati per lo più da al Qaeda, al Nusra e forze di al Qaeda allineate con l’Iraq, e stanno perdendo su tutti i fronti. Senza un grande aiuto militare da parte della Lega Araba, sunnita, contro i siriani, che sono alawiti, sciiti e cristiani, per i ribelli sostenuti dagli Stati Uniti e dai suoi alleati non ci sarà vittoria. In generale, in futuro ci sarà molta più destabilizzazione. Di fatto anche i turchi – e ovviamente la Turchia, confinante con la Siria, sostiene i ribelli – stanno perdendo l’interesse a proseguire la guerra. Probabilmente ad un certo punto finirà per la stessa ragione per cui altre guerre finiscono: perderanno la voglia di combattere, spendere soldi e perdere vite umane.

Daily Bell: Nell’ultima intervista hai parlato del declino della moralità. Qui a The Daily Bell abbiamo cominciato a mettere in evidenza la necessità di tenere conto della moralità negli investimenti, così come in tutte le altre cose nella vita. Vuoi dire qualcosa di più?

Gerald Celente: A proposito di moralità, un recente rapporto di Amnesty International dice che gli Stati Uniti stanno violando le leggi internazionali con l’uso dei droni per uccidere persone innocenti accusate di nulla. Come si può essere più immorali?

Te lo dico io come. Parliamo delle guerre in Afganistan e Iraq. Quest’ultima ha fatto almeno mezzo milione di morti e si basava su prove costruite: bugie riguardo le armi di distruzione di massa di Saddam Hussein e i suo legami con al Qaeda. La guerra afgana è la più lunga della storia americana. La guerra contro la Libia, quella che loro hanno chiamato azione cinetica limitata nel tempo e negli scopi, ha distrutto un’intera nazione. Vogliamo parlare di immoralità? Cosa ne dici di “troppo grande per fallire”? Il governo ha dato l’ordine immorale di rubare dagli americani per dare alle banche, ai finanzieri e alle società amiche.

Dicono che il pesce puzza a partire dalla testa ed è proprio così: in America il pesce puzza da un sacco di tempo. Obama non è il primo. La cosa risale a Bush, a Clinton e oltre. La società segue l’esempio che viene dall’alto. Da quello che vedo, stanno semplicemente seguendo il capo. Ad esempio, se il capo fa le guerre, ruba, prende i soldi, perché non dovrei farlo anch’io? Perché dovrei comportarmi in maniera moralmente giusta quando l’immoralità è ammessa in alto?

Il governo degli Stati Uniti, in ogni suo comportamento, è virtualmente fascista. Non lo dico tanto per buttare giù una parola. Parlo della fusione tra potere politico e grandi interessi economici. Tutto ha avuto inizio con la teoria del “troppo grande per fallire”. In un mondo capitalista non esiste niente del genere. Tu non sei troppo grande per fallire; fallisci e basta. Grande, piccolo, medio, fallisci: è il capitalismo. Nient’altro. Invece abbiamo lo stato che prende i soldi da te per darli a quelli che sono in alto e che hanno più appoggi di te. Questa è l’unica ragione per cui i mercati finanziari continuano a salire e le multinazionali migliorano. È lì che finiscono gli 85 miliardi di dollari che la Federal Reserve stampa ogni mese con il suo quantitative easing. Allora, tornando al discorso dell’immoralità, perché la gente non dovrebbe fare quello che fa il governo? È per questo che le cose vanno sempre peggio. Lo vedi nella musica, nella politica, e in tutte le sfaccettature culturali, che si tratti di cultura popolare o di quella politica.

Daily Bell: Vediamo un aumento dell’interesse popolare in movimenti come il Tea Party negli Stati Uniti, l’Ukip in Gran Bretagna, il Fronte in Francia e il movimento Cinque Stelle in Italia. C’è una tendenza in corso?

Gerald Celente: In altri paesi lo chiamano populismo. Quando ci pensi, però, cos’è il populismo? Mettiamo che io sono un italiano contrario all’euro. Che differenza c’è se dico che sono pro-Italia, o pro-Grecia? Sotto il dettato dell’eurozona e della globalizzazione, l’amore per la propria cultura e l’orgoglio nazionale sono denunciati come “populismo”.

Guarda quello che ha fatto il governo greco contro il movimento Alba Dorata. Lo accusano di essere un’organizzazione neofascista. Non è neofascista. Neofascisti sono quelli del governo di Samaras che hanno preso i soldi dalla gente per darli alle banche e alle grandi aziende. Neofascisti sono quelli del governo di Samaras, che hanno venduto beni pubblici di grande valore ai loro amici a un prezzo di favore, e tutto nel nome della “privatizzazione”.

Quanto ad Alba Dorata, hanno usato come pretesto un assassinio isolato commesso da uno dei suo membri per fare fuori un partito politico che stava diventando molto poppolare. Io non sono né pro né contro Alba Dorata. Non ho informazioni sufficienti, non so come funziona il partito né so cosa sta succedendo per dare giudizi informati. Semplicemente cito “i fatti”. I fatti sono che il 14 percento dei greci era a favore di questo movimento. Ma adesso l’hanno messo al bando, e tra un po’ in tutta Europa e nel resto del mondo, con l’economia che peggiora e la protesta sociale che cresce, i partiti di governo cominceranno a fare di tutto per mettere al bando qualunque opposizione che minacci il loro potere.

Già stiamo vedendo proteste in molte nazioni in tutto il mondo. Non è un’esagerazione. Guarda quello che è successo quando c’è stata la chiusura del governo americano e la gente non riusciva ad incassare i buoni viveri. Hanno saccheggiato Walmart. Non hanno pane? Che mangino burritos! Adesso, tra le condizioni per riaprire il governo, gli stregoni di Washington hanno deciso di tagliare quello che la gente prendeva in buoni viveri ogni mese.

Daily Bell: Qual’è la tendenza? Cosa succede?

Gerald Celente: Succede che le cose andranno avanti così. L’economia va giù e i movimenti populisti vanno su. Usano l’opposizione all’emigrazione come se fosse una cosa negativa. Io sono di origini italiane e mi ricordo quando membri della mia famiglia non potevano venire in America. C’erano le quote. Molte di queste quote furono messe su durante la grande depressione, quando l’America non ce la faceva. Secondo la mentalità prevalente, dovremmo far venire dall’estero più persone che non ce la fanno. Non ha senso.

Sai chi vuole più immigrazione? Magnifiche aziende come la Microsoft, Facebook e l’Associazione Nazionale delle Manifatture. Lì ci sono i multimiliardari che vogliono far entrare lavoratori a basso costo per tagliare sulla manodopera. Così possono far entrare manodopera a basso costo quando il paese non crea abbastanza posti di lavoro da sostenere la popolazione attuale.

Io non ho niente in contrario, fate entrare tutti quelli che servono, ma quando non puoi provvedere neanche a te stesso come fai a far entrare gli altri? Perché gli Obama e i Clinton non se li tengono in famiglia? Perché non adottano 700 bambini? Vogliono farsi belli davanti agli altri? Che se li prendano loro, i miliardari come Gates e Zuckerberg e tutti gli altri. Che allarghino le loro famiglie quelli che guadagnano 148 milioni o due miliardi l’anno. Allargate la vostra famiglia fino a centinaia di milioni di persone. Rovistate il vostro portafogli e portateli tutti qui fino a riempire tutto lo spazio. Pensi che lo faranno?

Stanno usando il problema per mettere le persone una contro l’altra. È tutto qui. Non ha niente a che vedere con la legittimità o meno del problema. Guarda le notizie di queste ultime settimane. Baby Hope è su tutte le prime pagine. Questa bambina è stata uccisa da qualcuno ventidue anni fa. La grande notizia è che pensano di aver scoperto l’assassino. Poi c’è la storia in Grecia di una famiglia di zingari che ha una bambina bionda. L’hanno rapita? La notizia sulle prime pagine francesi è che la bambina sarebbe stata portata via dagli zingari. Improvvisamente, la notizia del giorno è che ci sono bambine che sono state uccise, rapite o portate via.

E cos’è che non trovi tra le notizie? Vogliamo parlare dei giovani profughi siriani, o di quelli uccisi nella guerra civile? Vogliamo parlare degli Stati Uniti che uccidono bambini innocenti con gli aerei telecomandati? O dei 500.000 uccisi dall’America e dalla Coalizione dei Volenterosi, o dei bambini avvelenati dall’uranio impoverito? E i bambini palestinesi sbattuti in prigione fin da piccoli? Non contano loro? E gli africani? Ehi, lascia perdere gli africani! Quelli sono di colore diverso. Loro non contano per niente.

Allora capisci che usano questi problemi per apparire persone meravigliosamente umanitarie a cui stanno a cuore tutti i bambini che camminano sulla terra. Li usano per fini politici e non temono neanche l’ipocrisia.

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2 thoughts on “Gerald Celente Parla di Guerra e Moralità

  1. Non è un paese per vecchi non è una fantasia ma è il destino dell’America voluto e messo in atto da Washington, o piuttosto dai poteri forti dietro i politici (i cui interessi vanno oltre il semplice profitto). Come nell’intero Occidente, i politici demonizzano la volontà popolare in questioni di immigrazione e implementano programmi pagati dai contribuenti dalle stesse popolazioni soggette a sostituzione.

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