La Mentalità Criminale del Politico


[Di Tibor Machan. Originale pubblicato l’11 dicembre 2013 su The Daily Bell con il titolo Politician’s Criminal Mind. Traduzione di Enrico Sanna.]

Forse fu Will Rogers o Mark Twain, non riesco a ricordare quale dei due grandi umoristi americani fosse, a dire che tutti i politici sono criminali. Comunque non ha importanza perché quando una cosa è vera chi l’ha detta non è il problema principale. Il fatto è che i politici sono estorsori nell’animo, il loro forte essendo che io e voi possiamo vivere e lavorare purché diamo loro quasi metà (in America, in Italia di più, es) di quello che guadagniamo o che otteniamo onestamente, così che loro possano disporne secondo le loro intenzioni.

Oggigiorno, non molto diversamente da come accadeva nel passato, ciò che accomuna milioni di persone ai politici è il fatto che tutti assieme concordano in una condanna sdegnata dei ricchi. Si tratta di un trucco che ha successo perché nel passato la maggior parte della ricchezza veniva dalla rapina, dal fatto che il governo e i suoi seguaci preferiti mandavano i loro briganti a requisire tutto quello che volevano da chi aveva qualcosa. Come dice il detto, dietro ogni grande fortuna si nasconde un grande crimine, compresa l’estorsione attraverso le tasse! Ecco perché Robin Hood divenne per molti un eroe: Andava a recuperare quello che gli agenti delle tasse avevano preso con la forza, per poi restituirlo ai suoi legittimi proprietari. No, Robin Hood non prendeva dai ricchi per dare ai poveri; riprendeva indietro quello che i governanti e i suoi sporchi agenti delle tasse avevano preso!

Come possono vivere i politici sapendo che sono quello che sono, cioè confiscatori e estorsori? Perché raccontano a se stessi la storia che molti raccontano a se stessi quando fanno la cosa sbagliata: “Il fine giustifica i mezzi!” Quasi tutti i criminali la pensano in questo modo, e così anche quasi tutti quelli che fanno del male agli altri. Sono motivati da un obiettivo che sta più in alto di quello che la vittima percepisce. Servono il pubblico interesse o Dio o il bene comune o l’ambiente o la scienza o la cultura… vedete voi, ci sono centinaia di possibili cause che fanno sentire il politico a suo agio.

Anche i criminali hanno grandi obiettivi che sono serviti dalle loro rapine, e poiché le loro vittime sono piuttosto benestanti non hanno niente di cui lamentarsi. Dopotutto, non è da egoisti cercare di tenere per sé le proprie risorse, il proprio tempo, insomma la propria vita? Importanti professori universitari lo dicono chiaro e tondo: se teniamo tutto per noi e ne disponiamo come ci pare non siamo altro che sporchi egoisti. Invece no, saranno loro a determinare come voi ed io dobbiamo disporre della nostra vita, e se non siamo d’accordo metteranno in moto i politici, che faranno leggi che ci obbligheranno a conformarci alle loro nobili visioni. Come ha scritto il professor Peter Unger in uno dei suoi libri di “etica”: “Pena una vita profondamente immorale, una tipica persona benestante, come voi ed io, deve dare gran parte dei propri beni finanziari e di valore, e gran parte dei propri guadagni, mettendo i fondi a disposizione di una riduzione efficace della grande sofferenza degli altri.”

Io conosco personalmente molte persone che giustificano azioni e politiche che consistono nel prendere dalle persone ciò che appartiene loro per destinarlo a scopi ai quali i predatori non sono riusciti a convincere le loro vittime a contribuire volontariamente. Non importa se questo significa, proprio come nel caso dei criminali, chi se ne frega dei diritti delle vittime quando sono in gioco i miei nobili obiettivi! E visto che almeno una parte di quella ricchezza è stata accumulata in imprese dubbie, uno può mettersi la coscienza a posto dicendo a se stesso: “Bè, sono tutti colpevoli di corruzione e furto. Perché non dovremmo trattarli allo stesso modo?” Persone come il famoso poeta Charles Baudelaire, che disse “Il commercio è satanico, perché è la forma più meschina e più infame di egoismo. Lo spirito di ogni uomo d’affari è completamente depravato”, hanno fornito la coscienza pulita di cui loro avevano bisogno mentre ci derubavano ed estorcevano. E allora, perché i politici dovrebbero avere una mentalità diversa da quella dei criminali? Oggigiorno i leader della cittadinanza non esitano a condannare i ricchi, e insistono nel dire che derubarli della loro vita, dei loro averi e della loro libertà di disporre di questi come credono sia un fatto profondamente onorevole.

Finché non declinerà seriamente questo atteggiamento verso le persone e le loro risorse – un atteggiamento memore dei tempi della servitù involontaria – il sogno di un paese genuinamente libero rimarrà soltanto un sogno. L’idea che se uno ha avuto successo, o semplicemente fortuna, nell’accumulare ricchezza, gli altri sono autorizzati a prendere la sua ricchezza con la forza e usarla senza il suo permesso per i propri fini, per quanto desiderabili; questa idea è semplicemente una barbarie. Equivale a soggiogare gli altri, riducendoli in condizioni di vera a propria schiavitù. In una società civile non c’è spazio per questo.

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