La Sinistra Scopre la Curva di Laffer


[Di Tibor Machan. Originale pubblicato il 25 dicembre 2013 su The Daily Bell con il titolo Democrats Discover the Laffer Curve. Traduzione di Enrico Sanna.]

Arthur Laffer, economista della Marshall School of Economics, notò nel 1974 una caratteristica interessante delle politiche statali oppressive applicabile in molte aree che ci riguardano. Il principio prese il nome di “Curva di Laffer” e in sostanza dice che le persone normalmente tollerano le imposizioni (quelle che io chiamo meschine tirannie) come forti tasse e regolamenti governativi, fino ad un certo punto. Oltre questo punto comincia la resistenza e la ribellione.

Fu Jude Wanniski, ex condirettore del Wall Street Journal, a coniare il termine, ricordando una cena che ebbe con alcuni politici repubblicani di spicco – Rumsfeld, Cheney, Ford e altri – durante la quale il professor Laffer disegnò la sua “curva” su un tovagliolo. Quando si raggiunge il picco della parabola, fu il suo argomento, la gente comincia a protestare e ad opporsi alle imposizioni.

Qualche tempo fa due leader di un comitato di esperti di sinistra chiamato Third Way scrissero che “il populismo economico è un vicolo cieco per i democratici.” Jon Cowan e Jim Kessler arguirono sul Wall Street Journal che l’idea di aumentare i benefici pensionistici, mettere via la riforma di Medicare (l’assistenza sanitaria per gli ultra-sessantacinquenni, es) e aumentare le tasse sui ricchi, così come sostenuto da socialisti come il nuovo membro del congresso Elizabeth Warren, “è da irresponsabili, nella sostanza e politicamente.”

Il punto cruciale di questa critica richiama le osservazioni del professor Laffer, e cioè che la popolazione tollera imposizioni e oneri soltanto fino ad un certo punto, oltre il quale, come si suol dire, “non si può cavare sangue da una rapa”. Io personalmente mi ricordo sempre delle osservazioni di Laffer quando qualcuno mi chiede: “Se lo stato in America sta diventando così marcio, perché non te ne vai via, ad esempio nel Liechtenstein?” Io rispondo che ho troppi legami con persone e luoghi di questo paese e che per me un trasloco sarebbe problematico. Già una volta ho lasciato un paese, quando nel 1953 fui portato via clandestinamente dall’Ungheria. Ma l’Ungheria era un inferno, molto peggio degli Stati Uniti di oggi!

La gente sopporta tante avversità quando si tratta di mantenere i benefici di cui gode in una vita chiaramente sovraccarica. Ma sopporta solo fino ad un certo punto, e apparentemente Cowan e Kessler cominciano ad accorgersi che si sta arrivando al punto della curva di Laffer in cui la gente non tollera più le imposizioni. Forse la resistenza e l’elusione fiscali sono all’orizzonte. Le attività che lasciano il paese sono un sintomo, e l’investimento offshore un altro.

Qualcuno potrebbe ricordarsi che l’America, dopotutto, è nata contro le tasse imposte dagli inglesi, e contro la tassazione senza rappresentanza, qualcosa che ha il suo equivalente in politiche come Obamacare, che impone un peso fiscale sulle generazioni future che non possono votare né su queste misure né sui politici che le mandano avanti.

Io non sono un sostenitore entusiasta delle intuizioni di Laffer: Potrebbero incoraggiare lo stato a fare una politica del rischio calcolato, caricando ingiustamente persone compiacenti che semplicemente non protestano.

Io invece voglio che le persone protestino oggi!

Annunci

Scrivi un commento

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...