Ormoni alla Fed


Paragrafi scritti senza un ordine particolare

[Di Enrico Sanna]

Pulsante antipanicoIl nuovo governatore della Federal Reserve è una donna di nome Janet e per qualche tempo questo dovrebbe tamponare le giuste preoccupazioni dei santi terreni in fatto di bilanciamento dell’asse terrestre.

Ho due certezze a proposito di questo atto. La prima è questa qui: al momento di entrare nel suo ufficio, Mrs. Yellen ha fatto installare un grosso pulsante rosso in un punto facilmente raggiungibile della sua scrivania. La seconda è quest’altra: Mrs. Yellen premerà il pulsante rosso.

Ovviamente le televisioni hanno parlato del nuovo governatore donna e poi ne hanno parlato i giornali e le radio e le televisioni hanno detto quello che hanno detto le radio con i giornali i quali hanno sentito la notizia dalla televisione o dalle radio che dicevano quello che hanno detto i giornali che le radio hanno detto… Posso andare avanti per metri e metri senza metterci mai un senso.

Ora, pensateci un po’. Non è sconveniente tutto questo? Voglio dire, se hanno messo una donna a capo di una banca centrale, togliendola finalmente da quella posizione sui fianchi degli autobus che si era guadagnata una trentina di anni fa, con il tailleur grigio e le gambe accavallate, tutto questo non è forse un pericolo per la Fed? Anche se le intenzioni criminali in fondo al loro cuore di un banchiere hanno la stessa composizione molecolare che hanno le intenzioni di un politico, una banca centrale non è un’organizzazione politica. La differenza è che, mentre quest’ultima vive di luce, una banca centrale ha bisogno dell’oscurità come il conte Dracula.

Ora però c’è una donna, e il mondo si aspetta qualcosa di singolare. Perché sennò cosa ce le mettono a fare le donne? Quando Madeleine Albright divenne segretario di stato, ad esempio, il mondo ebbe in dono la sua dichiarazione strabiliante che uccidere mezzo milione di bambini iracheni era qualcosa che valeva la pena fare. Qualunque cosa pensiate di lei, o dei bambini iracheni, dovete riconoscere che possedeva uno charme singolare. Non era mica Bill Clinton con la luinschi tra le ginocchia.

Le donne occidentali ambiscono all’uguaglianza con gli uomini. Io non so se c’è stata una moria di esempi da seguire, o se è un altro segno del decadimento morale dei nostri tempi, ma ogni volta che qualcuna vuole diventare uguale ad un uomo finisce per prendere come modello quelli tra gli uomini che sono i più stronzi. Qualche tempo c’è stata la notizia di tre donne che sono riuscite a passare l’addestramento e adesso sono pronte ad andare a sparare in prima linea. Perché usare una pertica se puoi pescare nella cacca con entrambe le mani? Adesso mi aspetto che facciano un altro passo in questa grandiosa corsa al progresso. Fondare un partito in una birreria? Farsi chiamare madri delle nazioni? Da Caino a Harry Truman, e poi giù, giù, fino a Mario Draghi e oltre, gli uomini riempiono una galleria di personaggi da imitare.

Quello che non riconoscono, e che moriranno piuttosto che riconoscerlo, è che siamo diversi. Quando dico diversi intendo che sappiamo fare cose diverse. Se qualcuno pensa che ci sia una gerarchia, che c’è qualcosa di superiore e qualcosa di inferiore da fare, se lo pensi per conto suo.

Anni fa lavorai per qualche tempo negli alberghi. Una regola degli alberghi è che le mansioni sono rigide. Sono, direbbe qualcuno, un mondo in cui vige la separazione del lavoro per sesso. In cucina eravamo quasi sempre uomini. Io ho conosciuto solo due donne che lavoravano in cucina, e sempre con compiti leggeri. Le sale erano promiscue, uomini e donne, ma quando potevano gli albergatori sceglievano donne. Ho visto sale con una decina di donne e un solo uomo, e sale con donne e basta. Ai piani mandavano solo le donne. Non ho mai sentito di un uomo che abbia lavorato ai piani. Gli alberghi erano quasi sempre a conduzione famigliare. Molto spesso erano le mogli dei proprietari a dirigerli. Su trecento alberghi ce ne saranno stati una cinquantina diretti da uomini.

Ricordo bene tutte le volte che sono entrato in una filiale della Banca d’Italia. Lo ricordo perché è avvenuto due volte. La prima volta è accaduto una decina di anni fa, quando sono andato a cambiare 150.000 lire in euro con una conversione al cento per cento. La seconda l’anno scorso per incassare un assegno. Apparentemente, l’istituzione è stata benefica con me. Gli impiegati allo sportello erano cortesi. Il carabiniere all’ingresso stava parlando del più e del meno con un tipo, e sono convinto che la mitraglietta fosse di plastica. Sul pavimento non c’erano cartacce. Il marmo dove appoggi gli avambracci era praticamente a temperatura umana.

Fino ad un secolo fa, più o meno, non c’erano banche centrali. Già questo potrebbe generare sospetti. Ma fino ad un secolo fa, più o meno, non c’erano neanche automobili. Poi spuntarono fuori, automobili e banche centrali. Capisci perché ad un certo punto le automobili cominciarono a diffondersi. La gente cominciò a sentirne il bisogno. Capisci anche perché si diffusero le banche centrali. Perché c’era gente che ne aveva bisogno. C’è gente e gente. Bisogni e bisogni. Chi vuole una banca centrale e chi un’automobile.

La storia delle banche centrali è la storia dell’alleggerimento della moneta. In origine la moneta era d’oro, o d’argento. Poi divenne di carta, con un semplice riferimento all’oro. L’oro era stato usato per millenni. Ma dopotutto anche il carro esisteva dai tempi della Bibbia, e ad un certo punto arrivò l’automobile. L’automobile faceva riferimento al carro per via di alcune efficaci somiglianze costruttive.

Se l’automobile ti manda in vacca, hai pur sempre una tonnellata di metallo, plastica e vetro. Se non va più e la porti da un carrozziere onesto, ne cavi fuori un po’ di broda. Ti rifai. Quando la moneta ti pianta scopri quello che avresti dovuto capire tanto tempo prima e non hai mai voluto capire: che è semplicemente un rettangolo di carta.

Contro la stupidità neanche gli dei possono nulla. Quando lessi Il Mondo Nuovo di Huxley ad un certo punto dovetti fermarmi e mettere il libro da parte. Lo terminai qualche mese dopo. Quello che non sopportavo era che Huxley avesse visto giusto. Orwell lo digerisci. Ti fa venire la rabbia, ma capisci che il dolore prima o poi risveglia la coscienza. Il problema con gli abitanti del mondo di Huxley è non provano alcun dolore. Non soffrono. Sono infantili fino al fondo del fondo della stupidità. Da allora, l’occidente è diventato ancora più infantile.

Le banche centrali non creano infantilismo. Però lo nutrono. Mandano l’illusione al potere.

Ad un certo punto, Mrs. Yellen premerà il pulsante rosso. Deve farlo. È nella sua natura di donna occidentale emancipata e moderna. È dominata dall’ansia di fare qualcosa. Immediatamente. Io voglio che lo faccia. Voglio che consumi le dita premendo quel pulsante. Deve dimostrare di essere una donna moderna, emancipata, al passo coi tempi, capace di fare quello che fanno gli uomini molto meglio di come lo fanno gli uomini. Hanno o non hanno conquistato il diritto alla stronzaggine?

Ogni volta che premerà il pulsante rosso la borsa andrà su e le fate di Wall Street spenderanno. L’indice di borsa in ascesa è la nostra moderna Annunciazione. I mass-media distribuiranno pasticche di soma alle orde di Epsilon, Delta, Gamma e Beta. Urleranno: “La Ripresa! La Ripresa!” Durerà il tempo che durerà.

Immagina una ciucca suprema. Tu ti attacchi e per qualche tempo dura. E quando non dura più ti attacchi di nuovo. Perché sai cosa viene dopo e lo temi come l’inferno. Ma più vai avanti e meno dura. E meno dura e più ti attacchi e meno dura e più ti attacchi, e cosi via. Finché non sei verde.

Mrs. Yellen farà in modo che tu ti possa attaccare il più possibile. È governatore della Fed, dopotutto. Ed è anche una donna occidentale che ha conquistato il diritto alla nevrosi.

Quando avevo quattordici anni prendevo il treno ogni giorno e andavo a scuola a cinquanta chilometri da casa. Tornavo alle dieci di sera. Di quando in quando, gli operai di una fabbrica vicina bloccavano la ferrovia per protesta. Allora tornavo a casa quando tornavo. A mio padre non venne mai in mente di venirmi a prendere. A me non venne mai in mente che potesse farlo. Perché? Perché mio padre aveva fatto la stessa cosa quando aveva undici anni. E perché un secolo fa mio nonno faceva l’apprendista sarto in un paese a quindici chilometri dal suo. Era poco più che bambino. Andava a lavorare a piedi.

Che ci crediate o no, fino a qualche tempo fa c’erano donne che non imbragavano i propri figli al SUV per portarli alla scuola due isolati più in là. Ecco, il problema è questo. Le donne che imbragano i propri figli. Il giorno che smetteranno di farlo, qualcuno potrebbe acquisire coscienza. Speriamo.

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2 thoughts on “Ormoni alla Fed

  1. Penso alla ex soldatessa Jessica Lynch. Film, libri, celebrità, poi venne fuori la verita. Da tempo le forze armate sono soggette alla stessa sovversione che ha reso l’America irriconoscibile nel corso di una sola vita. G.I. Jane, Haywire…Hollywood e Washington applaudono il depotenziamento delle forze armate come se qualcuno si ricordasse ancora di quell’undici settembre 40 e passa anni fa.

    http://www.americanthinker.com/2013/10/m-is_obama_creating_a_martial-law-ready_military.html

    • Io penso alle altre due, una delle quali fu uccisa. Casualmente, una era indiana (Se mai è esistito un popolo pacifico, era il popolo degli Opi) e l’altra nera.

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