15 Milioni per una Prigione Segreta


Pagati dalla Cia alla Polonia

[Di Ekaterina Scherbakova. Originale pubblicato il 27 gennaio 2014 su The Voice of Russia con il titolo CIA paid $15 million to Poland to host secret prison. Traduzione di Enrico Sanna.]

Le autorità polacche non hanno voluto commentare la notizia del Washington Post secondo cui Varsavia ha ricevuto 15 milioni di dollari per ospitare prigioni segrete della CIA usate per interrogare persone sospettate di appartenere ad al-Qaeda a partire dal 2002-2003.

Nel 2003, due alti ufficiali della CIA arrivarono nell’ambasciata americana di Varsavia con due scatoloni di cartone contenenti 15 milioni di dollari. Gli scatoloni erano passati dalla Germania per vie diplomatiche. I servizi segreti polacchi presero i soldi e la CIA ricevette in cambio una prigione segreta, una villa nel distretto dei laghi, dove interrogare sospetti membri di al-Qaeda.

La prigione polacca era uno dei siti più importanti tra quelli messi su dalla CIA dopo l’undici settembre. Secondo informazioni, una delle menti dichiarate dell’attentato dopo la cattura fu sottoposto a waterboarding 183 volte in questa prigione. Le prime persone sospettate di far parte di al-Qaeda arrivarono nella prigione polacca il cinque dicembre 2002.

I servizi segreti polacchi, conosciuti con il nome di Agencja Wywiadu, hanno fornito come base per gli addestramenti della CIA una villa a Stare Kiejkuty, a tre ore d’auto da Varsavia. La base non era ben equipaggiata per interrogare i sospetti. Così la CIA pagò 300.000 dollari per migliorarla e installare telecamere di sicurezza. I primi prigionieri arrivarono nella prigione, chiamata con il nome in codice di “Quartz”, il cinque dicembre 2002. Gli ufficiali polacchi potevano accedere ad un’area comune in cui era servito il pranzo, ma non potevano vedere i prigionieri.

La prigione stava sotto la supervisione del Dipartimento Missioni Speciali del Centro Anti-Terrorismo americano. Mike Sealy un anziano agente dei servizi segreti, ricevette l’incarico di “gestore del programma”, ovvero di direttore della prigione. Sealy è stato sentito a proposito dell’uso massiccio delle “tecniche avanzate di indagine” ideate dalla CIA e approvate dagli avvocati del Dipartimento della Giustizia. Queste tecniche comprendevano schiaffi, privazione del sonno, e waterboarding, una forma di tortura che consiste nel gettare acqua sulla faccia bendata del prigioniero per dare la sensazione che stia affogando.

La prigione fu chiusa nel marzo del 2003 e la CIA dovette lasciare la Polonia per paura di esporsi rimanendo troppo a lungo nello stesso posto. Così i prigionieri furono mandati in varie località in Romania, Marocco e, in un secondo momento, Lituania. Alla ricerca di una soluzione di lungo termine, la CIA diede 200 milioni di dollari al Marocco per una prigione, mai costruita, il cui nome in codice era “Bombay”.

Human Rights Watch identificò immediatamente le località usate come prigioni in Polonia, Romania e altri stati dell’Europa orientale. Alcuni prigionieri furono trasferiti in una prigione marocchina mentre altri finirono in una prigione della CIA a Kabul chiamata “Fernando”, che aveva preso il posto di un’altra conosciuta come “la Cava di Sale”. Altri quattordici prigionieri importanti furono mandati al centro di detenzione di Guantanamo nel mese di settembre del 2006.

Nel 2007, il Consiglio d’Europa riconobbe l’esistenza di prigioni segrete della CIA in Italia e in Polonia, e identificò altre quattordici nazioni europee che, in violazione della convenzione di Ginevra, avevano aiutato gli Stati Uniti a mettere su le prigioni segrete. Nel programma della CIA furono coinvolte Germania, Svezia, Spagna, Cipro, Danimarca, Grecia, Irlanda, Romania, Turchia, Bosnia e Erzegovina e Macedonia.

Secondo il rapporto, i tredici paesi europei coinvolti autorizzarono la CIA ad effettuare un totale di 1245 voli segreti per portare detenuti dall’Afganistan e dall’Iraq.

Secondo la Corte Europea dei Diritti Umani, la Polonia ha violato il diritto internazionale e ha partecipato a pratiche di tortura per accomodare l’alleato americano. Una decisione è attesa per quest’anno.

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4 thoughts on “15 Milioni per una Prigione Segreta

    • Per chi vuole saperne di più, qui ci sono alcune testimonianze. Purtroppo, la traduzione italiana è limitata. Come per tante altre cose del genere che riguardano i regimi comunisti, non si trova molto.

  1. Da notare è la particolare attenzione a distruggere lo spirito cristiano degli sfortunati detenuti. Fossero le vittime appartenenti a qualche altra confessione monoteista la storia non sarebbe stata insabbiata.

  2. Pingback: “Quartz”, la prigione segreta in Polonia dove la CIA torturava i propri prigionieri | Lorenzo Piersantelli

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