Le Normative sul Lavoro e l’Energia Ci Costringono ad Arrangiarci


[Di Christopher Westley. Originale pubblicato il 7 febbraio 2014 su Mises Institute con il titolo Labor and Energy Regulations Take Us to the Cleaners. Traduzione di Enrico Sanna.]

Doccia

La mia asciugatrice si è rotta il giorno dopo Natale, provocando una delle più comuni frustrazioni dello stato moderno.

Vedete, un tempo quando l’asciugatrice si guastava il proprietario aveva due possibilità: farla riparare o prenderne una nuova. Soppesava costi e benefici, prendeva una decisione e passava ad altro. Ma quei tempi sono finiti. Oggi, quando un elettrodomestico ti molla, ti trovi sempre più spesso davanti ad una terza temuta possibilità: ripararla da te.

Ora, questo è qualcosa che accadeva più spesso ai tempi dei miei nonni. Con l’espansione dell’economia e la crescita del reddito pro-capite, più tempo impiegato a riparare un proprio elettrodomestico significava meno tempo trascorso a lavorare sul mercato. È probabile che verso la fine della sua carriera mio nonno – che possedeva un laminatoio a Waukesha, nel Wisconsin – pagasse qualcun altro per farsi riparare gli elettrodomestici, così da avere più tempo da dedicare ai suoi clienti.

Questo è un esempio di come l’espansione della ricchezza resa possibile dal capitalismo porta alla creazione di nuovi posti di lavoro prima inesistenti. Noi non sappiamo cosa avrebbero fatto altrimenti queste persone se non fosse nato il mercato delle riparazioni – e anche questo non sarebbe mai esistito se gli imprenditori delle generazioni precedenti non avessero prodotto elettrodomestici – ma è sicuro che avrebbero avuto meno benefici. Se questo non fosse stato (apoditticamente) vero, avrebbero scelto qualche strada alternativa alla loro carriera di riparatori.

Con la mia asciugatrice guasta, avrei potuto dar fondo ai risparmi e comprarne una nuova economica per 500 dollari circa, ma volevo evitare questa opzione. Avrei potuto chiamare il servizio riparazioni, ma mi sarebbe costato probabilmente quanto una macchina nuova.

Entrambe le situazioni risultano da restrizioni imposte al mercato, che limitano sia la fornitura di asciugatrici che la disponibilità di riparatori. La normativa “Energy Star” sugli apparecchi elettrici ha fatto salire i costi di produzione cartellizzando l’industria in cambio di un beneficio trascurabile in termini di efficienza energetica. Aggiungete a questo gli interventi sul mercato del lavoro, soprattutto per chi inizia, che hanno ridotto la disponibilità di riparatori a favore di quelli esistenti, che ora possono reclamare paghe più alte grazie alla loro rarità. Per quelli come me che non vivono in una grande città, anche trovare un riparatore può essere difficile.

Risultato finale: gli effetti degli errori dello stato entrano in casa mia e nel mio portafogli. Peggio ancora, mi hanno spinto verso la terza temuta opzione.

Ho scelto di riparare l’asciugatrice da me.

Non che fossi felice. Non sono uno smanettone. Il mio vantaggio comparativo non comprende chiavi inglesi e olio di gomito. E poi non mi andava di essere obbligato ad apprendere quelle arti che mio nonno e la sua generazione furono felici di lasciarsi alle spalle quando le forze di mercato glielo permisero. La mia impressione era che la degenerazione sociale stesse infilando la sua coda diabolica nella mia lavanderia.

Poi ho capito che non ero affatto l’unico in quella situazione precaria, ma che ci sono moltissime persone che, trovandosi nelle stesse circostanze, sono costrette a darsi da fare e riparare da sé gli elettrodomestici controvoglia.

Per contro, internet è pieno di manuali di riparazione facilmente accessibili da un motore di ricerca, e su YouTube si trovano migliaia di filmati caricati da eroici esperti  che insegnano a diagnosticare e riparare praticamente ogni genere di guasto.

Imprese come cambiare il motore o la cinghia di un’asciugatrice diventano molto meno ostiche quando un professionista ti fa vedere passo passo in un video come devi fare, il tutto a prezzo zero. Mentre guardavo qualcuno di questi video, mi sono accorto che fanno parte di un grande sistema istruttivo spontaneo, decentralizzato e non regolato, emerso per contrastare gli effetti dell’intervento del governo. Mentre staccavo la spina e spostavo l’asciugatrice via dal muro, mi chiedevo: Chissà quante innovazioni di mercato si svilupparono in Unione Sovietica per rendere la vita più sopportabile? Man mano che si espanderà il potere dello stato in America, chissà quali altri sotterfugi troverà la gente per rendere la vita più sopportabile qui? Quando il prezzo dell’assistenza sanitaria sarà abolito completamente spunteranno fuori video sovversivi che insegneranno operazioni chirurgiche fai da te?

Questo sistema istruttivo spontaneo è lungi dall’essere perfetto. È una soluzione di ripiego. La soluzione migliore sarebbe quella offerta dal mercato se la mano dello stato non la rendesse inaccessibile. Ma è più che abbastanza. Io ne sono la prova. Se un economista come me, che fino ad un attimo prima non sapeva che le chiavi si misurano in pollici e centimetri, può sostituire cinghia e motore di un’asciugatrice con l’aiuto di qualche amico trovato frettolosamente su YouTube, allora questo sistema spontaneo è più che utile alla società

Soprattutto serve ai poveri, che sono quelli che soffrono maggiormente le restrizioni del governo al mercato. Spero che noi che usiamo queste risorse possiamo utilizzare almeno una parte dei soldi così risparmiati per combattere l’arroganza dello stato che ci costringe a queste soluzioni di ripiego.

Annunci

Scrivi un commento

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...