Caro Oliver


Una cosa è appoggiare il populismo. Un’altra è viverlo.

[Di Humberto Rotondo, Antonella S. Marty e Gabriel Salas. Originale pubblicato su panampost.com il 13 febbraio 2014 con il titolo Carta Abierta a Oliver Stone. Traduzione di Enrico Sanna.]

Questa lettera aperta è stata scritta da tre giovani latinoamericani al regista Oliver Stone. Stone, in riferimento all’appoggio dimostrato dal regista americano per le dittature populiste dell’America Latina.

Gentile signor Stone,

Tanto per cominciare, è bene chiarire che il liberalismo affonda le sue radici nella tolleranza per le persone e per le idee al grado più alto di diversità. È per questo che ci piacerebbe sapere qual è il suo concetto di libertà: Cosa significa libertà per lei?

È chiaro che noi, che come giovani latinoamericani soffriamo le conseguenze delle dittature populiste che lei ha difeso apertamente, abbiamo un concetto di libertà molto diverso dal suo.

È molto facile parlare dei lati positivi del populismo quando uno non deve soffrirne le conseguenze giorno dopo giorno. È molto facile parlare di queste idee quando non si soffrono le conseguenze delle politiche di stato che fomentano l’impunità e la violenza sistematica, mentre le vittime di questi crimini vengono attaccate e esiliate. È molto facile difendere il socialismo quando non si deve chiedere l’elemosina per mangiare, né si ha il bisogno di fare una lunga fila al mercato, subire l’inflazione più alta al mondo e altro ogni genere di umiliazione per poter mettere il pane sulla tavola della propria casa.

È facile parlare di “stato sociale” quando le conseguenze dell’elevatissima spesa pubblica non ricadono sulle proprie spalle, ed è facile parlare quando uno non ha perso famigliari o amici per mano della violenza: queste sono tutte chiare conseguenze delle politiche statali. È facile difendere personaggi come Hugo Chávez o Fidel Castro quando si sa che i propri beni privati non verranno mai messi in discussione secondo l’umore di chi governa, e che il frutto del proprio lavoro non potrà mai essere rubato dallo stato con la parola d’ordine “espropriazione”.

Lo stesso succede all’istituzione della famiglia. Altra istituzione distrutta dalla mano delle idee stataliste, perché, come lei saprà, queste idee danno questo risultato: dividere le famiglie. È facile difendere il cosiddetto “Socialismo del XXI Secolo” quando i suoi figli possono ancora immaginare un futuro nel loro paese, un paese che fiorisce e non marcisce giorno dopo giorno per effetto dell’impoverimento morale e materiale, che è il risultato del socialismo in quei luoghi in cui si sperimenta. Molti giovani della nostra America Latina hanno dovuto separarsi dalle loro famiglie e amici per andare a cercare un futuro più ricco e sicuro in altre latitudini.

È per questo che, nel nome di tutti quei giovani che soffrono le atrocità delle dittature populiste latinoamericane, abbiamo deciso di inviare questo messaggio e far valere la nostra Libertà. Ci ritroviamo qui tutti i giorni, a diffondere il messaggio di libertà con fatica e passione, nel mezzo di una delle notti più oscure che la nostra America Latina si sia mai ritrovata a subire. E così torniamo a chiederle, Signor Stone: Cosa intende lei per libertà?

Da liberali crediamo nel rispetto, la tolleranza e la promozione delle idee che rafforzano il dibattito, per una società fatta di individui liberi e responsabili. È per questo che in questa giornata saremmo grati se lei ascoltasse il racconto delle nostre esperienze e si rendesse conto delle dimensioni del danno e della violenza che i nostri governi generano. Forse così capirà che le cose “oltre il confine sud” non sono come sostiene la propaganda e anche i suoi documentari. Come già le abbiamo detto, la sofferenza quotidiana, la violenza, le divisioni, il fatto che quando si esce di casa non si sa mai se si tornerà, il fatto di non potersi esprimere liberamente e la sensazione che il futuro non abbia in serbo cose migliori, tutto questo è pratica comune nella nostra vita di tutti i giorni. Forse lei è confuso dal fatto che la sua vita non è così.

Allo stesso modo, poiché lei è stato invitato come oratore a questa conferenza in cui potrà esprimere liberamente le sue idee e opinioni, vogliamo rendere pubblico il nostro disappunto per l’appoggio che lei dà a quei governi che restringono la nostra libertà nella parte meridionale del continente. Sono governi che paradossalmente hanno l’obiettivo di mettere a tacere tutti quelli che la pensano diversamente e, infine, metterci il bavaglio.

Con ossequi,

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