Nella Guerra Finanziaria l’America Rischia di Più


L’America ha da perdere più di tutti da una eventuale guerra finanziaria

[Di Shae Smith. Originale pubblicato su moneymorning.com.au il 31 marzo 2014 con il titolo US Economy With More to Lose in the Future of Financial Warfare. Traduzione di Enrico Sanna.]

Mattinata vivace alla conferenza del World War D. Alle dieci, Marc Faber lascia il posto al prossimo conferenziere.

Jim Rickards, autore di Currency Wars, è comparso sulla scena davanti ad una platea su di giri.

È sempre un gran piacere vedere Rickards. L’anno scorso si è presentato ad un gruppo selezionato di lettori di Port Phillip Publishing. È sempre generoso nel condividere esperienze e idee con gli investitori.

Tanto per avviare i quaranta minuti a sua disposizione, ha cominciato a parlare di quando ha lavorato per il governo americano alla creazione del disastro finanziario del 2009. Currency Wars è dedicato ai suoi ‘war game finanziari’.

Come spiegò allora, il governo non aveva idea di quanto seria fosse la minaccia all’economia americana.

I rappresentanti del governo capivano le conseguenze di cose come cannoni e bombe. Ma con l’integrazione dei mercati che c’è oggi, la distruzione provocata dalle guerre finanziarie va molto oltre la loro comprensione.

Per Rickards non è solo una metafora. È una minaccia fin troppo reale alle grandi economie. E oggi quella americana è la più esposta.

Una cosa che Rickard ha rimarcato è che, considerato l’alto rischio di una guerra finanziaria, per un investitore è di importanza vitale tener conto degli avvenimenti globali.

Oggi più che mai, possono avere effetti sul vostro portfolio.

Come esempio ha citato i problemi di Russia e Ucraina.

Secondo Rickards, la decisione americana di mandare truppe in Ucraina non è neanche da prendere in considerazione. E non perché la Russia è piena di bombe, perché anche l’America ne è piena. Ma, semplicemente, perché la Russia può distruggere i mercati finanziari americani. Certo una guerra finanziaria colpirebbe anche la Russia, ma colpirebbe molto di più l’economia americana.

Questo è ciò che Rickards intendeva per guerra finanziaria…

Come potrebbe accadere?

Se l’America volesse colpire la Russia, potrebbe iniziare confiscando i beni di Putin in America. Il prossimo passo potrebbe la cacciata della Russia dal dollaro, come ha fatto con l’Iran qualche anno fa.

Il problema è che la distruzione che potrebbe venire dalla Russia sarebbe molto più pesante.

Il primo passo, secondo Rickards, potrebbe essere, molto semplicemente, il rifiuto di rifinanziare il debito. Se la Russia dovesse rifiutarsi di finanziare il debito in dollari, i tassi di interesse schizzerebbero in alto. Questo avrebbe grosse ripercussioni a cascata sull’economia americana.

Il mercato immobiliare americano è già in condizioni precarie. Ampie oscillazioni dei tassi potrebbero farlo collassare. I suoi titoli, dipendenti come sono dal denaro facile e a buon prezzo, crollerebbero.

Ma secondo Rickards la realtà potrebbe essere molto peggio.

Viviamo nell’era della guerra tecnologica. E una guerra finanziaria non sarebbe una cosa semplice come rigettare qualche debito.

La Russia potrebbe mettere in ginocchio i mercati finanziari americani con un gruppetto di hacker. Anche gli Stati Uniti potrebbero fare altrettanto con i mercati russi, dice Rickards, ma chi pensate che abbia più da perdere?

La chiusura dei mercati russi colpirebbe alcuni investitori… ma la chiusura dei mercati americani sarebbe catastrofica per tutta l’economia nazionale.

Un altro argomento affrontato da Rickards è la ‘trappola della liquidità’.

Le banche centrali stanno stampando moneta a più non posso per tenere a galla il sistema. Il problema è che, mentre la massa monetaria cresce, la velocità di circolazione della moneta cala.

Perché è importante la velocità di circolazione della moneta? Come ha spiegato Rickards ad una platea attenta, le persone non stanno spendendo. Preferiscono restare a casa e tenere i pochi dollari che hanno.

Per far circolare la moneta più velocemente, le banche centrali devono fare in modo che le persone escano di casa e spendano. Finora, il governatore della Federal Reserve Janet Yellen, così come il suo predecessore, non ha risolto questo problema.

Ma Rickards ritiene che preoccupazioni più grandi per gli investitori possano venire dalla nave da guerra dell’inflazione/deflazione.

Sa che le banche centrali sono impostate in modo da far prevalere l’inflazione. Perché?

Perché l’inflazione è un bene per lo stato.

Rickards la spiega così:

Immaginate che i prezzi calino del 10% mentre il vostro stipendio non cambia. Anche senza guadagnare di più, il vostro potere d’acquisto sale.

Il problema è che lo stato non può più tassare gli acquisti. E dunque non può trarre profitto.’

A ciò si aggiunge il fatto che la deflazione rende il pagamento dei debiti troppo oneroso. Quando questo accade, le persone preferiscono andare in default sul debito. La banca centrale sa che, con le banche cariche di debiti, non si può permettere un default.

Il che significa che la Yellen, determinata fino all’ultimo a promuovere l’inflazione, continuerà a stampare moneta. Come ha detto Rickards, ‘La medicina è sbagliata, ma lei continuerà a somministrarla finché il paziente non morirà.’

In chiusura, ha spiegato come potrebbe avvenire un ritorno ad una valuta forte. Ma il suo messaggio più importante è stato questo: State attenti agli avvenimenti globali. Avranno ripercussioni sul vostro portfolio.

E state attenti alle banche centrali.

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