Ripensamenti sulla Marijuana


Un altro guardiano del consenso cambia idea a proposito della marijuana

[A cura dello staff di Daily Bell. Originale pubblicato su Daily Bell il 22 aprile 2014 con il titolo Marijuana Meme: Another Gatekeeper Bites the Dust. Traduzione di Enrico Sanna.]

Sanjay Gupta, redattore medico della Cnn, ammette di aver sbagliato ad ignorare il potenziale medico della marijuana nel 2009, quando scrisse un articolo di opinione chiamato “Perché Voterei No all’Erba”. Gupta, che ha prodotto un documentario andato in onda sulla Cnn l’undici agosto, all’inizio di questa settimana ha scritto un editoriale su cnn.com in cui ammetteva che le ricerche effettuate per la realizzazione del filmato hanno cambiato le sue idee in fatto di droghe e i loro effetti curativi. ~ Yahoo

Tema Sociale Dominante: Sulla marijuana abbiamo sbagliato. Siamo stati superficiali.

Analisi di Libero Mercato: Sanjay Gupta ha chiesto scusa. Basta?

Seriamente: quanti matrimoni all’aria perché qualcuno è finito in galera per aver fumato foglie secche? Quanti posti di lavoro persi? Quanti bambini hanno sofferto? Quante persone negli Stati Uniti e in tutto il mondo sono ANCORA in carcere come criminali per aver inalato il fumo di un’erba?

Altre volte abbiamo trattato questo tema e non solo dal punto di vista della marijuana in sé. Quante persone hanno perso una fortuna, grande o piccola, a causa di evidenti, plateali manipolazioni del mercato santificate o addirittura attuate dallo stato?

Quanti pensionati hanno visto la loro “età d’argento” ridotta ad una miseria dalla politica delle banche centrali, che rendono quasi impossibile qualunque interesse sul proprio denaro?

Le “prove” a giustificazione della guerra in Iraq si sono dimostrate false. Traballano le prove a supporto della spiegazione ufficiale dell’undici settembre. E che dire del sostegno dei servizi segreti americani alle varie guerre in Nordafrica e in Medio Oriente? E lo spionaggio illegale della Nsa in tutto il mondo?

Più è grande lo stato e più crea problemi con la sua attività. Quella che noi chiamiamo Riforma di Internet sta minando rapidamente i temi sociali dominanti dell’élite di potere. Gupta è un importante guardiano del consenso in campo medico, uno che difende l’ortodossia della classe dirigente medica occidentale. Il fatto che abbia cambiato completamente opinione sulla marijuana è sorprendente.

Non sappiamo dove andranno a finire questi rovesciamenti di opinione né quanto saranno distruttivi all’atto pratico. Poco a poco, i meme crollano… anche quelli più grossi che riguardano le banche centrali, la guerra al terrorismo, il riscaldamento globale, la credibilità della giustizia, l’industria farmaceutica e il potere militare.

È certo che l’élite di potere ha deciso che l’uso della marijuana deve essere razionalizzato. Ma quanti ribaltamenti dovranno avvenire prima che la società faccia un esame profondo della sua struttura? Apparentemente, chi sta in cima alla società crede che lo stato abbia una riserva di credibilità infinita, e che l’attuale minaccia alla sua struttura non preoccupi molto.

Anche Gupta sembra rendersi conto di quanto siano significative le sue dichiarazioni. Leggete questi nove punti, in cui elenca le ragioni del suo cambiamento:

  1. La legislazione sulla marijuana non si basa sulla scienza. Scrive Gupta: “Non è stata la scienza, ma la sua assenza, a far classificare la marijuana come sostanza di tipo 1” su richiesta del segretario alla salute Roger Egeberg nel 1970.
  2. Gupta nota che la marijuana non è “ad alto potenziale d’abuso” e non porta all’uso di altre droghe. “Sappiamo, anche se le stime variano, che la marijuana porta alla dipendenza il 9-10% degli adulti.” La cocaina, classificata come sostanza di tipo 2(che dà meno dipendenza), aggancia il 20% di chi la usa. Attorno al 25% di chi usa eroina e il 30% di chi usa tabacco diventa dipendente.
  3. In alcuni casi medici, la marijuana è “l’unica risorsa efficace” contro certe malattie. Gupta parla di una donna nel Colorado che con la marijuana ha ridotto gli attacchi da 300 a settimana a due o tre al mese.
  4. È più sicura di molti farmaci ufficiali: Negli Stati Uniti una persona muore di overdose di farmaci ogni 19 minuti. Gupta non ha trovato una sola persona morta di overdose da marijuana.
  5. Altri medici ci credono: Il 76% dei medici intervistati prescriverebbe la marijuana per alleviare la sofferenza alle donne che soffrono di cancro alla mammella.
  6. Se smettere di usare marijuana può causare alcuni sintomi di astinenza, come insonnia, ansietà e nausea, è però molto meno forte di droghe come eroina, cocaina o anche l’alcol. “Ho visto gli effetti dell’astinenza da alcol, che possono portare alla morte,” dice Gupta. Questo non avviene con la marijuana.
  7. Le erbe officinali (compresa la marijuana) non sono una novità: La comunità medica e scientifica studia le proprietà mediche della marijuana fin dall’ottocento. Fino al 1943 era usata per curare le neuropatie.
  8. Appena il 6% delle ricerche sulla marijuana pubblicate l’anno scorso analizzano i benefici. Il 93% sono rivolte allo studio dei pericoli. “Questo squilibrio porta ad un’immagine molto distorta,” dice Gupta.
  9. Il sistema è predisposto contro le ricerche che ne mostrano i benefici. Prima cosa, devi procurarti la marijuana per il tuo studio da un coltivatore approvato dallo stato, poi devi ottenere l’autorizzazione dell’Istituto Nazionale sull’Abuso delle Droghe, che ha il compito di studiare e prevenire gli abusi, non i benefici medici, delle droghe.

Quello che Gupta dice qui sopra è incredibile. È il contrario di quasi tutto quello che si è detto o scritto sulla marijuana. E che lui ovviamente approvava.

Fa capire chiaramente che la spiegazione scientifica è stata predisposta in modo da dare una visione di parte. In altre parole, non c’era scienza, ma solo un tema sociale dominante impostato in modo da dare l’ILLUSIONE della scienza.

Le deduzioni di Gupta si possono applicare a molti altri temi. Dopo un po’ uno comincia a capire che la scienza degli inizi di questo secolo, apparentemente, non è altro che una serie di propagande. Forse era, perché internet aiuta a vedere più chiaramente la realtà.

Conclusione

Ci aspettiamo altri Gupta. Dovrebbe apparire ormai chiaro che la legalizzazione della marijuana è una cosa orchestrata a livello internazionale, e questo fornisce opportunità di investimento. Ma il cinismo con cui è stata rovesciata la sua criminalizzazione potrebbe avere un impatto duraturo.

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