A Caccia di Arcobaleni Distopici


[Di Stewart Dompe e Adam C. Smith. Originale pubblicato su The Freeman l’8 aprile 2014 con il titolo Chasing Dystopian Rainbows. Traduzione di Enrico Sanna.]

Geroglifico mayaRaramente i profeti portano buone notizie. Per comparire sui giornali devi dire che il mondo sta per finire. Aggiungi una porzione di pessimismo nero, e pizzico di apocalisse, e l’ascolto si allarga.

Le ultime previsioni sul futuro dell’umanità usano lo stesso approccio drammatico. Uno pensa ai soliti: il calendario dei Maya, gli evangelici radicali che interpretano la bibbia ebraica. No. Apparentemente, la visione pessimista nasce dal consenso della comunità scientifica. O così dicono.

Giusto poche settimane fa l’Ipcc dell’Onu ha rilasciato il suo rapporto, che dice che se non affrontiamo con decisione i cambiamenti climatici tutta l’umanità diventerà un ammasso caotico e vulnerabile, con disastri a profusione, carestie e altre immagini deprimenti in prospettiva. Nonostante il tentativo di scioccare e spaventare, il rapporto non offre nulla di nuovo. Non vogliamo dire che il futuro non riserva problemi, ma solo ricordare che, se si vuole proporre una soluzione, occorre prima inquadrare il problema con precisione. Anche i principali sostenitori del cambiamento climatico, viste le grosse imprecisioni nelle previsioni, dibattono sulla forza dei loro modelli.

Il Collasso: Houston, Abbiamo un Problema

Un esempio di questa marea distopica è una piccola ricerca condotta per conto della Nasa, presumibilmente con soldi dei contribuenti (vedi qui, qui, qui e qui). Gli autori di questo studio sostengono che non solo la civiltà umana è destinata al collasso, ma anche che la diseguaglianza dei redditi è strettamente collegata al collasso in termini di causa ed effetto e di tempismo.

Lo studio della Nasa è un buon esempio dei rischi che si corrono quando si usano strumenti analitici con problemi inadatti all’analisi. Il modello, chiamato HANDY (dinamica umana e della natura, es), si basa sul modello predatore-preda (che simula l’interazione tra lupi e conigli). In questo modello, le élite predatrici letteralmente cannibalizzano le persone comuni. Il modello biologico preso ad esempio è inappropriato. O, detto meno crudelmente, ha grossi limiti nel trattare problemi pertinenti alla sfera economico-politica.

Lo studio parte da un assunto sulla diseguaglianza che farebbe arrossire anche Paul Krugman. Gli esseri umani sono divisi in due categorie: le élite e le persone comuni. “L’attività economica delle élite comprende funzioni esecutive, di gestione e di supervisione, ma non l’estrazione diretta di risorse, che è affidata alle persone comuni. Pertanto, soltanto questi ultimi producono,” dice il rapporto. Le élite, come sostiene gran parte del pensiero moderno, non fanno altro che scremare profitto dal lavoro svolto dalle persone comuni. Dato questo assunto, il modello non dice nulla di incoraggiante per il futuro.

I Modelli non Sono Così Intelligenti

Gli autori potrebbero rispondere dicendo che il loro è un modello basato su predatori (gli umani) e preda (la natura) ma le élite dipendono dalle persone comuni per la sopravvivenza. Questo è problematico per varie ragioni. Ad esempio, le persone comuni sono responsabili anche del talento imprenditoriale? Andando oltre, gli autori sostengono che non solo le élite mantengono le persone comuni a livelli salariali sotto la sussistenza, ma che faranno sempre in modo di assicurare per se stessi un reddito x volte questo livello.

Con il tempo, le élite si moltiplicano con un tasso superiore a quello delle persone comuni e il differenziale si allarga, imponendo una pressione tremenda sulla disponibilità di risorse naturali. Ad un certo punto questa pressione diventa altissima, e la capacità di estrarre risorse crolla perché la popolazione ha sovraccaricato la capacità di sopportazione dell’ambiente. Allora accade questo:

  • Le élite pensano prima al proprio sostentamento;
  • L’estrazione forzata di risorse eccede le capacità rigenerative dell’ambiente;
  • Le persone comuni cadono sotto il livello di sussistenza; e
  • Segue la carestia.

Quando le persone comuni cominciano a morire di fame, le élite non sono più in grado di sostenere l’economia da soli e, voilà, la fine del mondo.

Un modello così può spiegare le dinamiche della popolazione della Corea del Nord, ma non sembra applicabile a gran parte del mondo moderno. Il problema principale di questo “studio” è che non va molto oltre gli studi ottocenteschi sul funzionamento dell’economia. L’uso della pseudoscienza neo-malthusiana con un tocco di lotta di classe marxista dà come risultato una struttura indietro nel tempo di due secoli. Per quanto il modello matematico sia raffinato, le assunzioni alla sua base sono spurie.

L’Ultima Battaglia

Una delle differenze fondamentali tra gli umani e gli animali è che noi umani possiamo scoprire nuove risorse e nuovi metodi di produzione. Più lupi significa meno conigli; ma più uomini significa più galline. Malthus, nonostante alcune intuizioni interessanti, sbagliò disastrosamente nel predire il rapporto tra la crescita della popolazione e quella della produzione agricola. E i neo-malthusiani sono ancora più in errore.

Le simulazioni servono solo a dare all’argomento un’aura di rispettabilità scientifica. In effetti sono semplicemente sbagliate come le teorie di Malthus. Allentando l’assunto iniziale di una diseguaglianza estrema della ricchezza non solo sarebbe più realistico ma rovescerebbe il risultato; le élite non riuscirebbero ad estrarre non più del plusvalore disposto dal mercato, che sicuramente sarebbe al di sopra del livello di sussistenza per la maggior parte dei lavoratori. A sua volta, questo limiterebbe la loro capacità di danneggiare le risorse di base.

Il modello, inoltre, parte dall’assunto che un qualunque guadagno in efficienza prodotto dal progresso tecnologico è minacciato dal conseguente aumento nei consumi (similmente, Peltzman sostiene che una tecnologia che accresce la sicurezza porta ad un maggiore consumo del rischio). Ma così non si capisce perché l’aumento produttivo agricolo ha portato ad una crescita esponenziale anche in altri settori emergenti (manifattura, servizi, computer, ecc.). Consumiamo più cibo, ma non così tanto da esaurire la crescita produttiva. Per questo diminuisce la manodopera nell’agricoltura e questa risorsa si sposta altrove, arricchendo il mondo. Secondo il modello della Nasa, questi fenomeni reali sono letteralmente impossibili.

Gli studi interdisciplinari possono offrire nuovi spunti alla comprensione del comportamento umano. Chi non ha altro da offrire se non chiacchiericcio da salotto di parte e capriole distopiche è meglio che si limiti al calendario dei Maya.

Annunci

2 thoughts on “A Caccia di Arcobaleni Distopici

  1. Interessante però che ci sia gente che fa teorie su queste casistiche. Una domanda, da ignorante completo: la differenza tra l’elite e la gente comune dovrebbe ammazzare comunque l’economia. Un esempio , sempre da ignorante, mi sembra eclatante. L’ex moglie di Silvio B. Percepisce un assegno di 30 milioni al mese. 1 milione al giorno. A me sta bene se questa ricchezza fosse ridistribuibile, ossia se la signora potesse spendere quella cifra farebbe girare l’economia. Ma chi riesce a spendere 1 milione al giorno??? Per questo ne soffrirà l’economia dell’intera società, arricchendo forse solo,le banche e quindi sempre lo stesso sistema di elite. Giusto?

  2. In realtà si tratta di 3 milioni al mese. Comunque una cifra altissima, certo. Lo scandalo qui è che un tribunale possa affermare senza vergogna che una persona che deve essere “mantenuta” ai sensi di legge (cioè la moglie dopo la separazione e/o il divorzio) abbia bisogno di quella cifra per mantenersi… Una cosa fuori da ogni logica. Ma l’odio verso l’uomo SB ha generato questa cecità intellettuale. Per inciso, io non voto, sono anarchico e se proprio dovessi andare a votare, lo farei per un movimento libertario, non certo per SB o per tutti quei buzzurri che popolano la marmaglia politica.
    Sul problema da te posto, relativo alla capacità di spendere cifre enormi per “far girare l’economia”, temo ci sia un assunto errato alla base. Ovvero che l’economia (qualunque cosa si intenda con questo termine abusato e violentato da media e sedicenti esperti) giri grazie ai consumi. In realtà i consumi seguono (cioè vengono dopo) la produzione e la produzione segue (cioè viene dopo) il risparmio, ovvero l’accumulo di risorse necessarie a far partire la produzione. Quindi sarebbe più corretto sostenere che le ricchezze accumulate “distribuiscono” ricchezza quando sono impiegate a fini produttivi, che non equivale automaticamente a fini di consumo. Oltretutto, pensateci, spendere 200 milioni di euro per un’arma di distruzione di massa, secondo l’assunto del mettere in circolo denaro per far girare l’economia, produrrebbe ricchezza, perchè quei 200 milioni di euro andrebbero a pagare stipendi a ingegneri, scienziati, meccanici, chimici, operai, impiegati e commerciali, i quali hanno lavorato su quel prodotto.
    Quindi, l’economia (cioè il benessere delle persone) sarebbe salvaguardata molto più dall’immobilità di quei 200 milioni di euro, in questo caso, piuttosto che dalla loro immissione nel “circuito”.
    Il discorso è complesso, mi rendo conto, e non è semplice liquidarlo in poche righe in un commento. Oltretutto, molte delle contraddizioni nascono dal significato errato attribuito alla moneta e al denaro. Per questo ti invito a provare ad affrontare una materia affascinante e illuminante, per capire meglio tante cose: la scuola austriaca di economia. Per avere un quadro sia storico che culturale, invece, non distorto dalla propaganda politica, ti suggerisco di leggere il blog http://www.polyarchy.org , nella sezione intitolata “un paradigma”.
    Un saluto

Scrivi un commento

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...