Fallimento Strategico


Pensare che l’Italia abbia bisogno di più Europa invece che meno è un fallimento strategico

[A cura dello staff di Daily Bell. Originale pubblicato su The Daily Bell il 23 giugno 2014 con il titolo Failed Strategy Redux: Italy Wants More Europe, Not Less. Traduzione di Enrico Sanna.]

Bandiera europea con bomba

L’Italia vuole spingere verso gli ‘Stati Uniti d’Europa’ durante il suo semestre di presidenza… L’Italia userà la sua presidenza dell’Unione Europea per promuovere gli ‘Stati Uniti d’Europa,’ ha detto il presidente del consiglio. Matteo Renzi, presidente del consiglio italiano, ha detto che punterà agli ‘Stati Uniti d’Europa’ durante il suo semestre di presidenza, una mossa che probabilmente farà rizzare i capelli ai britannici. ~ Telegraph UK

Tema Sociale Dominante: Più Europa è meglio che meno Europa.

Analisi di Libero Mercato: Questa è un’evoluzione dei fatti che noi abbiamo previsto fin da quando le elezioni hanno dimostrato che sempre più “europei” rigettano l’idea dell’euro e dell’Unione Europea.

I burocrati europei credevano che la nascita dell’euro sarebbe stata economicamente distruttiva ma gli strateghi ai vertici della Ue pensavano che una tale crisi avrebbe portato l’unione verso una maggiore integrazione. Dal caos l’ordine…

Noi ci facciamo un’altra domanda: E se internet stesse agendo come una gigantesca cassa di risonanza, diffondendo questo piano cinico a milioni di persone che altrimenti sarebbero rimaste all’oscuro?

È un discorso perfettamente ragionevole, a nostro parere. Durante il ventesimo secolo, chi voleva manipolare gli eventi per “dirigere la storia” lo faceva confidando nell’anonimato. Ma oggi questo anonimato è andato in frantumi.

E questo è il punto. Come si fa a portare avanti quella che è chiaramente una cospirazione globale quando né i cospiratori né le loro strategie sono in alcun modo segreti?

È chiaro che non esiste alcun Piano B. Si segue stancamente la vecchia trama. E ora ci prova l’Italia:

Lanciando un appello mirato a convincere i leader europei a dimostrare “che un’Europa più forte e unita è l’unica soluzione ai problemi dei nostri tempi”, Renzi ha detto: “Per il futuro dei miei figli sogno, penso e lavoro per gli Stati Uniti d’Europa.”

Ha poi fatto appello ai “leader coraggiosi” perché lavorino assieme verso la realizzazione dell’obiettivo; cosa che i britannici hanno sempre osteggiato. Nel 1988 Margaret Thatcher, allora primo ministro, bocciò l’idea secondo cui gli Stati Uniti d’America potessero essere un modello per l’Europa, mentre David Cameron sta cercando di bloccare l’elezione di un federalista convinto, Jean Claude Juncker, alla testa della Commissione Europea.

Il primo luglio l’Italia prenderà il posto della Grecia alla presidenza della Ue. È suo compito guidarla in un momento in cui il cosiddetto “Progetto Europeo” è sotto attacco sulla scia di un diffuso successo dei partiti euroscettici alle recenti elezioni europee.

Renzi, il cui paese avrà la presidenza fino a dicembre, ha detto che l’unica risposta efficace agli ultimi risultati elettorali è l’offerta di “un’idea di Europa che corrisponda ad un’avventura allettante, piuttosto che un semplice esercizio finanziario o economico.”

Quest’ultimo punto merita un’analisi. Renzi sembra credere che Bruxelles sia in grado in qualche modo di rendere nuovamente attraente la Ue; attraente entro i parametri della cultura popolare.

Ma in concreto come possono farlo? Come abbiamo fatto notare tempo fa, quando gli incentivi finanziari scemano le varie tribù europee scoprono improvvisamente che l’entusiasmo per il grandioso “esperimento europeo” si spegne.

E così è accaduto. Abbiamo dubbi sulle possibilità di Renzi e degli altri di resuscitare l’entusiasmo per la Ue in un momento in cui mezza Europa appare senza lavoro e l’altra metà combatte contro la svalutazione continua delle risorse.

La soluzione di ripiego per quelli come Renzi consiste semplicemente nell’uso del processo politico come testa d’ariete senza preoccuparsi del fatto che così crescerebbe il rancore. Il processo politico è sicuramente abbastanza separato dalla popolazione europea da poter andare avanti da solo sia burocraticamente che intellettualmente.

Ma questo genera alcuni problemi. Se la popolarità della Ue diminuisce mentre sale il supporto politico il conflitto tra i cittadini europei e la burocrazia è destinato ad allargarsi inevitabilmente.

Queste differenze possono essere ignorate per qualche tempo, ma se le élite di Bruxelles sono determinate ad imporre l’integrazione attraverso la legislazione, e senza il supporto popolare, con il tempo nascerà un grosso conflitto sociale e politico.

Anche nel breve termine questa strategia (data la natura di internet e di ciò che porta allo scoperto) avrà probabilmente conseguenze significative.

1. Come abbiamo fatto notare recentemente, le probabilità di un aumento del conflitto sociale hanno sostenuto e anche allargato l’allentamento della politica monetaria. Questo accende i mercati azionari e fa poco altro.

2. In un secondo momento, insistere in politiche impopolari causerà alienazione sociale e politica per poi generare un aumento deciso della tensione sociale.

Se l’élite di potere europea non ha altro piano che continuare testardamente a perseguire ciò che è stato respinto, ci sarà, a nostro parere, una crescita dello scontento o anche, in prospettiva, il caos.

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