Perché Noi?


[Di Enrico Sanna]

Miliziani siriani che puliscono il kalashnikov

L’Isis, esercito incoraggiato, finanziato e armato dagli yankee, che ha attaccato il fantoccio yankee di Bagdad, che ora probabilmente verrà aiutato dall’arcinemico iraniano degli yankee contro l’esercito armato dagli yankee che adesso sarà combattuto dagli yankee ma anche aiutato dai sauditi culo e camicia con gli yankee (e mi fermo qua), ha, tra le altre cose, tanto per confermare certi modi di dire, scatenato una caccia ai cristiani.

Uno (forse due, tre, non di più) si chiede: Perché proprio i cristiani? Perché non ce l’hanno con gli induisti? Perché non danno un fracco di botte agli scintoisti in quanto scintoisti? Perché non carbonizzano qualche animista o due o tre buddisti, come capita? E poi, perché proprio adesso? In Iraq esistono comunità cristiane che risalgono al secolo uno. Non un secolo fa. Il primo secolo dopo Cristo. Fanno quasi duemila anni. Dopotutto, il cristianesimo è nato in quella zona. Quando nella Mesopotamia si insegnava il vangelo, i padani stavano ancora adorando i ciottoli. Allora perché proprio i cristiani?

Nessuno sembra saperlo. Pare che accada così perché accade così. Una domenica sì e l’altra pure, il papa si affaccia alla finestra e piange il pianto dei cristiani perseguitati in qualche parte del mondo: Cina, Medio Oriente, Nigeria. Posti così. Perché?

Quando una famigliola afgana, e casualmente musulmana, finisce spiaccicata sotto una bomba americana, convenientemente lanciata da un aereo telecomandato da uno psicopatico che sta in Florida, perché Francisco Primero non annuncia l’evento dalla sua finestra? Sarebbe un contributo istantaneo al comprendonio di chi da qualche secolo si chiede cosa significa chiesa universale. Per non dire che smetterei istantaneamente di blaterare del papa che ragiona come l’allenatore di una squadra di calcio. Pro domo sua. So che l’umanità tende a fregarsene del mio blaterare, ma ognuno fa quel che può.

Io ci ho pensato e sono arrivato alla conclusione che la religione c’entri poco. Dopotutto, Gesù Cristo è anche nel corano. E il profeta Maometto ne parla non male. Se leggi il corano tenendolo per il verso giusto, te ne accorgi. Io non ho letto il corano, ma una volta un mio amico musulmano l’ha fatto per me e io prendo per buono quello che mi ha detto. Allora (mi ripeto) perché i cristiani?

Io un’idea la butto giù. Sono arrivato alla conclusione che esiste un legame labile. Quelli che danno l’ordine di spiaccicare famigliole in Afganistan, si dice che siano cristiani. No, non lo sono, però dicono di esserlo. A volte gli capita di entrare in una chiesa e biascicare qualcosa. Magari hanno soltanto una catenina con la croce, dono di battesimo. Una volta hanno stretto la mano ad un prete. Sono passati davanti ad una chiesa. Un legame labile, appunto. Basta poco e l’immaginazione fa il resto.

La cosa migliore per un mediorientale sarebbe prendersela con questi gorilla ubriachi direttamente. Faccia a faccia. Ma come si fa? Mica guidano la carica davanti all’esercito. Sono a migliaia di chilometri da lì. E quando vanno lì, sono ricoperti da strati e strati di scudi umani a mo’ di protezione. Sono codardi.

Uno non arriva a capire immediatamente che il problema non è il cristianesimo. Però ci sono segnali. Basta osservare e dedurre. Ad esempio, qualche tempo fa Doug Bandow ha pubblicato un articolo illuminante (secondo me) sul sito del Cato Institute. Bandow racconta un suo viaggio in Nigeria: Abuja, Lagos, Port Harcourt. Per chi non conosce la Nigeria, Lagos e Port Harcourt sono città quasi interamente cristiane con un piccola minoranza musulmana. Abuja è più o meno metà e metà.

“Tutti gli alberghi del posto,” dice Bandow, “hanno i metal detector. … Non puoi andare in giro senza una scorta di polizia. … Forse puoi farlo ad Abuja, e in alcune zone di Lagos, ma non nelle altre località.”

C’è violenza, certo, ma con discernimento. I nigeriani, per dire, non vanno in giro con la scorta. Li vedi che girano tranquillamente per le strade di Lagos, Benin City, Delta o Calabar apparentemente protetti da uno scudo astrale. Ma gli occidentali no. E Bandow non spiega perché. Diamine, neanche se lo chiede.

Ad un certo punto racconta il suo arrivo a Port Harcourt. Di questa città dice che “è più o meno la Houston della Nigeria, data la forte presenza di industrie petrolifere”. Poi, più giù, aggiunge questo: “Le compagnie non permettono ai loro dipendenti di andare in giro senza scorta.” Dai, Doug, che ci sei. Concentrati bene. Andiamo per ordine. Le compagnie petrolifere sono o… occi… occiden… E sfru… Sfruttano i ni… i nige… Macché. Il tipo è distratto. Apparentemente, pensa che i nigeriani sparano gli occidentali per via di qualche voodoo diventato rancido. Tutto quello che gli viene, in conclusione, è che lo stato nigeriano dovrebbe fare qualcosa. Passo e chiudo.

A volte mi chiedo perché un libertario sente il bisogno di fare lo statalista. Oops. Ho detto libertario che fa lo statalista? No, non volevo dire così. Volevo dire: perché questi statalisti si vantano di essere libertari? Per caso è una moda?

Lasciamo perdere la Nigeria. Meglio tornare a parlare del Medio Oriente. Giusto per dare un consiglio che non interesserà a nessuno (io lo dico egoisticamente per salvarmi l’anima, mica perché ho speranze in questa vita: il giorno del giudizio sarà il mio asso nella manica). Il mio consiglio suona così:

Oh voi che andate in missione di “pace”, se volete andare in missione di pace parlate con i vostri aspiranti sbudellatori. Spiegate loro che voi non c’entrate nulla con i gorilla ubriachi che vi hanno sganciato lì. Dite loro che, se non avessero eliminato ogni possibilità di lavorare onestamente nei vostri ghetti e nei vostri paesi della Calabria, non vi sarebbe mai passato per la testa di andare lì a distruggere le loro vite vestiti da buffoni. Vero, abbiamo la democrazia, ma mica vuol dire che comanda il popolo. È giusto un modo di dire. Anche noi ci abbiamo creduto per qualche tempo. E c’è ancora un sacco di gente che se lo dice, poveretti. In realtà, anche noi abbiamo i nostri sultani.

E quando tornate a casa e vi togliete il costume, spiegate ai vostri vicini cosa avete fatto. Hai visto mai che qualcuno capisce perché proprio noi?

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4 thoughts on “Perché Noi?

  1. Non c’è dubbio che le politiche contro gli ebrei hanno una storia plurisecolare. Le giustificazioni teologiche esibite dalla chiesa, cattolica, ortodossa o protestante che fosse, hanno fatto da base ai numerosi pogrom e alle politiche segregazioniste. In questo senso, lo sterminio nazista degli ebrei era una logica conseguenza.

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