L’Aereo Abbattuto Intensifica le Accuse Contro Mosca


[Di Chris Ernesto. Originale pubblicato su washingtonsblog il 19 luglio 2014 con il titolo Downed Malaysian Jet Intensifies Russia Bashing. Traduzione di Enrico Sanna.]

Imperialismo americano

Nel numero di giovedì di Usa Today, il liberal democratico Bob Beckel, autodefinitosi esperto di strategie, ha scritto: “(In passato) gli imperi volevano dominare il mondo soprattutto con l’aggressione militare. Gli Stati Uniti non hanno mai cercato di diventare un impero.”

Voi volete sperare che la maggior parte delle persone rida di queste sciocche dichiarazioni di Beckel, ma probabilmente non è così in America.

Un sondaggio del Pew Research Center pubblicato all’inizio della settimana scorsa ha rivelato che il 51% degli americani sta dalla parte di Israele nell’attuale offensiva a Gaza, mentre solo il 14% sta con i palestinesi. Un opinione del genere sembrerebbe illogica, ma considerato quello che sentono dai loro politici e dai media filogovernativi ha una sua triste logica.

Questa ingenuità fa capire come il governo americano sfrutterà l’incidente dell’aereo malese e come gli americani accetteranno, senza fare domande, tutto quello che il governo dirà loro sull’incidente.

Gli Stati Uniti demonizzano, pungolano e provocano la Russia da così tanto tempo a proposito dell’Ucraina, che non sorprende il fatto che il tragico incidente del volo 17 della Malaysian Airlines sia sfruttato per portare avanti gli interessi americani in Asia centrale. La maggior parte degli americani probabilmente approverà qualunque azione militare fatta dal governo ucraino con l’aiuto americano contro i ribelli nell’est del paese.

Venerdì Obama ha detto che i combattenti pro-Russia non avrebbero potuto abbattere l’aereo malese “senza equipaggiamenti e addestramenti sofisticati forniti dalla Russia.”

Secondo la “teoria funzionale” dello spionaggio americano, le forze armate russe hanno fornito un sistema missilistico terra-aria ai ribelli pro-russi, ha detto alla Cnn un alto rappresentante della difesa americana.

Il capo della sicurezza di stato ucraino, inoltre, ha accusato due rappresentanti dello spionaggio russo dicendo che sono coinvolti nei fatti. Apparentemente, però, l’audio potrebbe essere un falso, essendo stato registrato il giorno prima dell’incidente.

Né il governo americano né quello ucraino hanno però fatto notare che le forze armate ucraine hanno diverse batterie missilistiche terra-aria, con almeno 27 basi di lancio in grado di abbattere un jet ad alta quota, e che queste batterie ultimamente sono state spostate verso l’Ucraina orientale.

A prescindere dai fatti, nei prossimi giorni il governo americano offrirà le “prove” che l’aereo è stato abbattuto dai ribelli con missili ricevuti dalla Russia.

Queste saranno poi usate per giustificare l’offensiva militare ucraina a est, a Donetsk e Luhansk Oblast. Questo è importante perché gli Stati Uniti vogliono disperatamente che l’Ucraina riprenda il controllo di Donetsk e Luhansk, due regioni che recentemente hanno dichiarato l’indipendenza dall’Ucraina con un referendum (per fortuna di Poroshenko, l’incidente è avvenuto sopra Donetsk, il punto esatto in cui sta pianificando un’offensiva militare).

Anche se le dichiarazioni dovessero risultare dubbie come le “prove” delle armi di distruzione di massa di Saddam, o abborracciate come le “prove” che dimostravano che il presidente siriano Assad stava gasando il suo popolo, se la caveranno comunque perché saranno riusciti a demonizzare la Russia.

In tutta probabilità, l’Ucraina farà passare l’intervento militare a Donetsk e Luhansk come una reazione all’abbattimento dell’aereo malese, anche se si tratta di un intervento pianificato da settimane. Appena il cinque luglio il presidente ucraino Poroshenko diceva: “I miei ordini sono ora effettivi: stringete il cerchio attorno ai terroristi. Continuate le operazioni per liberare le regioni di Donetsk e Luhansk.”

La settimana precedente l’incidente, almeno trenta civili sono stati uccisi in un’offensiva militare ucraina ad est. In precedenza c’era stata l’incursione a Slovyansk, con centinaia di civili uccisi, e a giugno un’altra ancora nelle province di Donetsk e Luhansk in cui sono state uccise 270 persone.

Considerate le sanzioni americane contro la Russia, le false accuse di un coinvolgimento russo, e l’addebito alla Russia dei morti in Ucraina, l’atteggiamento di Putin è incredibilmente composto. Sicuramente capisce che gli Stati Uniti vogliono attirarlo in una trappola.

Oltre ad aver revocato l’autorizzazione a spiegare truppe russe in Ucraina, a giugno, la Russia ha chiesto ripetutamente al consiglio di sicurezza dell’Onu la stesura di un piano per far cessare il fuoco. Ma l’Ucraina non ha mai voluto il cessate il fuoco, anche perché gli Stati Uniti sostengono fortemente l’offensiva contro i ribelli etnici ad est.

Putin continua a confidare nella diplomazia come strumento primario, soprattutto con i rappresentanti europei che temono le conseguenze economiche di un conflitto totale tra la Russia e l’occidente,” ha scritto Ray McGovern. “Putin intanto rimane determinatamente calmo nelle dichiarazioni pubbliche.”

Ma gli Stati Uniti hanno sempre voluto una guerra in Ucraina. Vogliono il dominio, non la pace.

La Russia non è responsabile della crisi ucraina. Il dipartimento di stato americano ha architettato il colpo di stato fascista che ha rovesciato il presidente Viktor Yanukovich, eletto democraticamente, sostituendolo con il fantoccio americano Arseniy Yatsenyuk, un ex banchiere,” scriveva ad aprile Mike Whitney.

L’obiettivo principale della politica americana in Ucraina è: fermare l’integrazione economica tra Asia e Europa. Questo è il cuore della questione. Gli Stati Uniti vogliono controllare il flusso delle risorse energetiche da est ad ovest. Vogliono far pagare un pedaggio ai traffici tra i due continenti. Vogliono essere sicuri che le transazioni siano pagate in dollari, da riciclare in titoli del tesoro americano. E vogliono posizionarsi tra i due mercati più prosperosi del prossimo secolo. Chiunque abbia anche solo una conoscenza approssimata della politica estera americana, soprattutto per quanto riguarda il ruolo di perno in Asia, sa che è così. Gli Stati Uniti sono determinati a giocare un ruolo determinante in Eurasia negli anni a venire. Seminare il caos in Ucraina è al centro di questo piano.”

E, come ha scritto John Pilger, “per la prima volta dal 1945, un partito neonazista e antisemitico controlla punti chiave del potere in una capitale europea. Nessun leader dell’Europa occidentale ha condannato questa rinascita del fascismo in quella terra di confine dove gli invasori nazisti di Hitler fecero milioni di morti russi.”

Appena pochi giorni dopo queste parole di Pilger, l’Irish Times ha riportato la notizia che stranieri si stanno unendo ai ranghi ultra-nazionalisti in Ucraina, uomini che hanno in comune la fede nella forza di una nazione etnicamente pura”, e che rifiutano l’immigrazione, le diversità culturali, la globalizzazione e la cultura liberale.

Ancora Pilger: “Fin dal collasso dell’Unione Sovietica, gli Stati Uniti hanno circondato la Russia di basi militari, missili, e aerei in grado di trasportare ordigni atomici come parte del suo progetto di allargamento della Nato. Rimangiandosi la promessa di non allargare di un solo centimetro la Nato ad est, fatta a Mikhail Gorbaciov nel 1990, la Nato ha in realtà occupato l’Europa orientale. Nel Caucaso ex sovietico, l’espansione della Nato è la più grande impresa militare dai tempi della seconda guerra mondiale.”

Che gli Stati Uniti abbiano lo sguardo imperialista puntato sull’Ucraina, e che useranno qualunque tragedia per raggiungere i propri scopi, si capisce bene leggendo le parole di Paul Wolfowitz nel 1992, parole usate per formulare le linee guida del piano di difesa del Pentagono:

Il nostro obiettivo è di evitare il riemergere di una nuova potenza rivale, sul territorio dell’ex Unione Sovietica o altrove, che rappresenti una minaccia dell’ordine di quello rappresentato dalla vecchia Unione Sovietica. Questa è una considerazione dominante che fa da base alla nuova strategia difensiva regionale e perciò noi dobbiamo fare in modo che nessuna potenza ostile domini una regione le cui risorse, sotto un controllo consolidato, siano sufficienti a generare un potere globale.”

Se questo significa usare la tragedia di un aereo passeggeri che cade a terra in fiamme, così sia. Pare che l’obiettivo americano di accusare la Russia stia dando i suoi frutti.

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