Terrorismi Sotto Falsa Bandiera


[A cura della redazione di Washington’s Blog. Originale pubblicato su washingtonsblog.com il 16 febbraio 2014 con il titolo Governments Admit That They Carry Out False Flag Terror. Traduzione di Enrico Sanna.]

Affondamento del Lusitania

L’affondamento del Lusitania.

Dimenticate le voci secondo cui il terrorismo sotto falsa bandiera – governi che attaccano la popolazione per dare la colpa ad altri e indirizzare l’odio – è stato sempre usato nel corso della storia.

Questo breve saggio esamina soltanto le ammissioni ufficiali di governi che ne hanno fatto uso.

Alcuni esempi:

  • Ai processi di Norimberga, un maggiore delle SS naziste ammise di aver finto attacchi assieme ad altri operativi, sotto l’ordine dei capi della Gestapo, contro il suo popolo e i suoi beni, e di aver incolpato i polacchi per giustificare l’invasione della Polonia. Il generale nazista Franz Halder, testimoniando allo stesso processo, raccontò del leader nazista Hermann Goering che aveva ammesso di aver dato fuoco al parlamento tedesco per incolpare i comunisti.
  • La Cia ha ammesso di aver assoldato negli anni cinquanta alcuni iraniani perché si fingessero comunisti e facessero attentati per sollevare la popolazione contro il primo ministro eletto democraticamente.
  • Israele ha ammesso che cellule terroriste israeliane operanti in Egitto hanno piazzato bombe in diversi edifici, comprese strutture diplomatiche americane, lasciando “prove” che indicavano l’origine araba dei colpevoli (una delle bombe scoppiò prima del tempo, consentendo agli egiziani di identificare gli attentatori, e diversi israeliani confessarono). Vedete anche qui e qui.
  • Come ammesso da un ex presidente del consiglio, un ex magistrato ed un ex capo del controspionaggio italiano e la Nato, e con l’aiuto del Pentagono e la Cia, sono responsabili di attentati terroristici in Italia e in altri paesi europei negli anni cinquanta, attentati che servivano ad accusare i comunisti e spingere la popolazione ad appoggiare i governi europei nella lotta contro il comunismo. Uno dei protagonisti di questo programma, oggi non più segreto, il terrorista di destra Vincenzo Vinciguerra, ha detto: “Dovevi attaccare i civili, donne, bambini, persone innocenti, sconosciuti lontani dai giochi politici. La ragione era molto semplice. Dovevi costringere queste persone, il popolo italiano, a chiedere maggiore sicurezza allo stato.” Poco prima di questi attentati, l’Italia e altri paesi europei avevano aderito alla Nato. Vedere anche qui.
  • Alcuni documenti dai quali è stato tolto il segreto di stato dimostrano come, negli anni sessanta, diversi vertici dello stato maggiore americano avessero firmato un piano per far esplodere aerei americani e commettere atti terroristici in terra americana, per poi dare la colpa ai cubani e giustificare un’invasione di Cuba. Qui si può vedere il servizio della ABC, e qui si possono leggere i documenti. Questa è un’intervista di Peter Jennings rilasciata al programma della ABC World News Tonight. Due anni prima il senatore americano George Smathers aveva suggerito di “fingere un attacco alla Baia di Guantanamo così da creare la scusa per invadere Cuba e [rovesciare Castro]”. Documenti del dipartimento di stato dimostrano che, appena nove mesi prima che venisse proposto il piano dello stato maggiore congiunto, il capo dello stesso organismo, assieme ad altri alti ufficiali, discusse l’ipotesi di far saltare in aria un consolato nella Repubblica Dominicana in modo da giustificarne l’invasione. In questo caso la ragionevolezza prevalse sullo stato maggiore, che voleva attuare seriamente l’Operazione Northwood; il presidente Kennedy, o il suo segretario della difesa Robert McNamara, apparentemente apposero il veto al piano.
  • Il South African Truth and Reconciliation Council scoprì che, nel 1989, il Civil Cooperation Bureau (una sezione segreta delle forze armate sudafricane) avvicinò un esperto chiedendogli di “partecipare ad un’operazione mirata a screditare l’Anc (African National Congress) facendo saltare in aria l’auto di un agente di polizia che indagava su un caso di omicidio”, per poi accusare l’Anc dell’attentato.
  • Un diplomatico e diversi ufficiali dell’esercito algerino hanno ammesso il massacro, negli anni novanta, di civili algerini da parte dell’esercito, che poi accusò i militanti islamici. Vedete anche questo video, e la notizia della Agence France-Presse del 27 settembre 2002: French Court Dismisses Algerian Defamation Suit Against Author.
  • Secondo l’ex presidente dello stato maggiore congiunto americano Hugh Shelton un membro dell’amministrazione Clinton propose di spingere Saddam ad uccidere un pilota americano come pretesto per entrare in guerra contro l’Iraq.
  • Secondo il Washington Post, la polizia indonesiana ha ammesso di aver ucciso insegnanti americani a Papua, nel 2002, e di aver incolpato un gruppo di separatisti al fine di includerli nell’elenco delle organizzazioni terroristiche.
  • L’ex presidente indonesiano ha ammesso un possibile ruolo del governo nell’attentato di Bali.
  • Come riportato dalla BBC, il New York Times e la Associated Press, rappresentanti delle autorità macedoni hanno ammesso di aver ucciso a sangue freddo sette immigranti innocenti e di averli spacciati per militanti di al Qaeda, il tutto per far entrare la Macedonia nella “guerra al terrorismo”.
  • L’ex avvocato del dipartimento della giustizia John Yoo, nel 2005, consigliò un’offensiva contro al Qaeda perché “le nostre agenzie di intelligence hanno creato una finta organizzazione terroristica con la possibilità di mettere su propri siti web, centri di reclutamento, campi di addestramento e raccolte di fondi. Si possono anche fare finti attacchi terroristici e rivendicare quelli veri, creando confusione tra i ranghi di al Qaeda, facendo sì che i suoi operativi dubitino gli uni degli altri e mettendo in discussione l’efficacia del loro sistema di comunicazioni.”
  • Da un rapporto della United Press del giugno 2005: Secondo ufficiali dell’intelligence americana, i ribelli iracheni usano pistole Beretta 92 senza numero di matricola. Non sembra che la matricola sia stata limata; piuttosto sembra che le pistole vengano da un lotto di produzione privo di numeri di matricola. Secondo alcuni analisti, la mancanza di numeri di matricola è dovuta al fatto che le pistole erano destinate ad operazioni di intelligence o a cellule terroristiche con un sostanziale supporto governativo. Secondo ipotesi, le armi verrebbero dal Mossad o dalla Cia. Agenti provocatori avrebbero usato armi non identificabili proprio mentre le autorità americane si servivano degli attacchi dei ribelli contro i civili come prova dalla illegittimità della resistenza armata.
  • La polizia del Quebec ha ammesso che, nel 2007, alcuni dimostranti armati di pietre ad una protesta pacifica erano in realtà suoi agenti di polizia sotto copertura.
  • Alle proteste del G20 di Londra, nel 2009, un membro del parlamento britannico racconta di aver visto agenti in borghese che cercavano di incitare la folla alla violenza.
  • Un colonnello dell’esercito colombiano ha ammesso che la sua unità ha ucciso 57 civili, ha messo loro addosso un uniforme e li ha dichiarati ribelli morti in combattimento.
  • Secondo alcuni soldati americani, quando innocenti iracheni o afgani finivano uccisi per errore, era pratica “lasciare” armi automatiche vicino ai cadaveri per far credere che si trattasse di militanti.

Ci sono molti altri esempi di attacchi sotto falsa bandiera per cui esistono le prove storiche. Vedete qui, qui e qui. Questi riportati qua sopra sono alcuni di quelli ammessi dai governi.

Quando un governo ammette il fatto, non si può parlare di teoria del complotto.

Questa non è storia antica:

Annunci

Scrivi un commento

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...