Venduti agli Yankee


[Di Enrico Sanna]

valigia piena di dollari

Perché i politicos europei sono così servili nei confronti dell’america? Perché i politici europei, a tutti i livelli, di tutti i partiti e di tutte le nazioni, sono sempre d’accordo con tutto quello che viene da oltreoceano? Perché accettano con viso felice le dichiarazioni più sgarruppate, e si offrono di fare i galoppini imperiali, e vendono la pelle dei loro sudditi, come dimostrano le vicende ucraine? Perché, spiegano essi stessi, c’è piena consonanza tra le vedute di Washington e quelle dei politicos europei. E perché tutti, da questa e da quella parte del globo, condividono i valori eterni e immarcescibili di democrazia, libertà e giustizia che provengono da oltreoceano e che qui trovano accoglienza calorosa.

E voglio vedere se non ci mettono anche la faccia seria adatta alla circostanza.

Io ho trovato una spiegazione non ortodossa, latrice di peccato, dalla diffusione della quale non mi aspetto niente di buono in questo mondo e, chissà, anche nell’altro. Paul Craig Roberts, sottosegretario nell’amministrazione Reagan, in un suo articolo racconta questa storia:

La domanda è: La Merkel chi rappresenta? Washington o la Germania? Finora la Merkel ha rappresentato Washington, non gli interessi delle imprese tedesche, non il popolo tedesco, e non gli interessi in generale della Germania come paese. A Dresda la gente protesta, impedisce alla Merkel di parlare urlando “kriegstreiber” (guerrafondaia), “bugiarda, bugiarda”, e “no alla guerra con la Russia”.

Il mio relatore della tesi di laurea, che poi diventò un importante personalità del Pentagono a cui fu affidato il compito di portare la guerra di Vietnam ad una conclusione graduale, rispondendo alla mia domanda “come fa Washington a far sì che gli europei facciano sempre quello Washington vuole”, mi rispose così:

“Soldi, gli diamo soldi.”

“Aiuti?” chiesi io.

“Ma no. Valigie. Valigie piene di soldi. Ai politici europei diamo valigie pieni di soldi. Sono in vendita. E noi li compriamo. Così loro obbediscono.”

Forse questo spiega perché Tony Blair, un anno dopo le dimissioni da primo ministro, possedeva una fortuna di cinquanta milioni di dollari.

Valigie piene di soldi! Politici in vendita! Comprati! Ossantamariella! Chi l’avrebbe mai detto? Mi vengono in mente quelli della sinistra, che negli anni settanta urlavano: “Venduti al potere amerikano.” Chissà se lo dicono ancora.

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