Cosa Supporta l’America Quando Supporta Israele?


[Di Michael Rozeff. Originale pubblicato su lewrockwell.com il 26 luglio 2014 con il titolo What Does the U.S. Support When It Supports Israel? Traduzione di Enrico Sanna.]

Obama con bandiere usa e israeliana

Secondo l’ufficio del bilancio del congresso, “Israele è il paese che complessivamente ha ricevuto più assistenza dalla fine della seconda guerra mondiale. Finora, gli Stati Uniti hanno dato ad Israele 121 miliardi di dollari complessivi, al netto dell’inflazione, in assistenza bilaterale. Quasi tutta questa assistenza è sotto forma di aiuti militari, anche se in passato ci sono stati significativi aiuti economici.” Altri benefici speciali fluiscono verso l’apparato militare israeliano. Ogni anno, gli Stati Uniti pagano il 20% circa delle spese militari complessive di Israele, spese che mettono Israele al sedicesimo posto nel mondo per la spesa militare. “Nel 2007, l’amministrazione Bush e il governo israeliano hanno raggiunto un accordo che prevedeva 30 miliardi di dollari in aiuti militari nel decennio dal 2009 al 2018.” L’impegno è stato confermato da Obama.

Gli Stati Uniti appoggiano regolarmente le politiche israeliane evitando di condannare Israele per le violazioni dei diritti dei palestinesi. Non avrebbero mai potuto farlo. Questa settimana, per esempio, quello americano è stato l’unico voto contrario alla Risoluzione Onu del Consiglio sui Diritti Umani sulla vicenda riguardante i territori palestinesi occupati. Il risultato del voto è stato di ventinove contro uno. Qui trovate il testo completo della risoluzione.

Dato che il governo americano è diventato tutt’uno con Israele, dobbiamo chiederci: Esattamente cosa supportano gli Stati Uniti quando supportano Israele? Non si può arrivare alla risposta senza esaminare la storia di Israele. Si potrebbe cominciare leggendo il pamphlet visionario scritto nel 1896 da Theodor Herzl, “The Jewish State”. Il pamphlet offre una visione degli obiettivi di Herzl oltre alle presupposizioni alla base della necessità di colonizzare la Palestina. La colonizzazione, poi, andò diversamente da come previsto da lui. Israele continua a rimanere un paese problematico, espansionista e, peggio fra tutti, una pericolosa potenza nucleare. Su Wikipedia si trovano numerosi articoli sulla storia. Si può iniziare da qui. Una delle cose che l’America supporta quando supporta Israele è quello che Israele sta facendo a Gaza in questo momento.

Murray Rothbard ha fatto un resoconto molto ben leggibile delle vicende fino al 1967.

Sebbene l’America teoricamente fosse un paese che favoriva l’assimilazione di popolazioni diverse provenienti da tutto il mondo, contraria nella pratica al nazionalismo nero, il suo governo ha supportato il nazionalismo ebraico di Israele. Ha supportato una società che può reggere un tale stato solo tramite l’esclusione, la segregazione, o anche la pulizia etnica. La filosofia dietro questo stato si basava sulle assunzioni di Herzl, a mio parere profondamente tarate. Herzl semplicemente ignorava le popolazioni native della Palestina. Asseriva semplicemente che gli ebrei costituivano un solo popolo, che l’assimilazione era fuori discussione e che lo stato ebraico era una soluzione all’antisemitismo. Tutte asserzioni discutibili. “La Palestina è la nostra imperitura casa storica,” diceva. Esiste un popolo o un gruppo etnico che oggi può tornare al luogo d’origine dei propri antenati con l’idea di mandare via i suoi attuali residenti e dichiararlo casa sua? Nessuno direbbe di sì. E comunque sia questa idea di una “casa storica” non aveva più alcun valore dopo 1800 anni di storia e dopo che gli ebrei erano passati in molte, molte case in molte terre diverse. In realtà era solo un appello ad un sottoinsieme di ebrei che volevano emigrare mantenendo la propria cultura assieme ad altri dello stesso genere. Era un’idea che non giustificava uno stato ebraico che governa la Palestina e i suoi attuali abitanti arabi. Le generazioni seguenti diedero, in pratica, alla filosofia di Herzl una forma molto più militante ed esclusiva. Ben Gurion, in particolare, fu un sostenitore del potere e della forza.

Israele, come dimostrano gli ultimi eccessi distruttivi e l’uccisione di innocenti palestinesi a Gaza, è uno stato brutale. È questo che gli Stati Uniti supportano.

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