Sperduti nel Mare del Nord


[Di Enrico Sanna]

scozia_rovine_castello

Se fossi stato inglese, quale non ero e non sono, sarei andato in Scozia accuratamente travestito da scozzese e avrei votato per l’indipendenza della Scozia.

A chi giova il fallimento del referendum sull’indipendenza scozzese? Guardate chi ha gioito. La borsa di Londra, i politici inglesi, una buona parte di quelli scozzesi compresi gli indipendentisti, i politici europei per solidarietà di classe sacerdotale, il fondo (o si dice feudo?) monetario, il papa. Quest’ultimo conferma la tesi che in tutti questi anni mi sono formato, clandestinamente, da quando ho cominciato a leggere Lord Acton e Il Regno di Dio È in Voi di Tolstoi. Ovvero, che la Chiesa è la continuazione della politica con altri mezzi. L’attuale papa è la conferma scientificamente valida delle mie stravaganze.

Il quarantacinque per cento degli elettori scozzesi non rappresentano una percentuale sufficiente. Però sono un’arma con il colpo in canna. Fino a qualche mese fa erano dati al trenta. E fino ad una manciata di anni fa gli scozzesi, tranne qualche svitato, pensavano che rimanere con l’Inghilterra fosse scritto nel loro Dna. Ora il tipo di Londra ha promesso sghei e autonomia. Quelli del cinquantacinque, assieme a molti di quelli del quarantacinque e con l’appoggio di quelli che non sono andati a votare, li reclameranno. Li stanno già reclamando. Sono nostri. L’avete detto voi. Vi diamo più autonomia. Autonomia un piffero! Vogliamo gli sghei! Perché? Perché quegli sghei vengono dai contribuenti inglesi molto più che da quelli scozzesi.

Il mio sospetto è che qualcuno a Londra abbia appreso da quel simpaticone di un toscano del presidente del consiglio italiano (tutti i toscani sono simpaticoni per default). Bizzarra questa sinistra, che quando era all’opposizione perpetua urlava contro il baratto dei voti della DC e oggi li acquista. Con i soldi degli altri, s’intende. Almeno Lauro pagava le scarpe di tasca sua.

A questo servono i vertici internazionali. A scambiarsi informazioni preziose sugli ultimi ritrovati in materia fottitoria. Primum comedere deinde consilia permutare. Questa è una mia ricostruzione arbitraria di come potrebbero essere andate le cose ad una di quelle merende internazionali:

Te tu da’ retta a me, Davide. Senti un po’ he ti dice lo zio he la sa lunga. Allora, Davide, la strategia l’è hosì: Te tu pigli i fiorini a huelli, he tanto un ti votano, e li dai a huell’altri. E vedi he te e tuoi amisci vincete tutti home ’na scinghiala infoiata.

Ad un certo punto, il piccolo grande uomo di Londra cercherà di rimestare la broda. Niente sghei. Solo più autonomia. Dopotutto, gli elettori inglesi sono molto più numerosi di quelli scozzesi.

Ma prima o poi la barca britannica, con tutto il naviglio occidentale, affonderà. E allora gli scozzesi, come tutti, dovranno imparare a nuotare. E in fretta. Niente scialuppe. Nix. Finish. La secessione avverrà allora. Una secessione individuale.

Il politicame londinese è un fermento di soddisfazione. Per una generazione non si parlerà più di indipendenza. Assieme per sempre. Anche il Terzo Reich avrebbe dovuto durare mille anni.

Per tornare al referendum, non mi convince. Non perché hanno “vinto” gli unionisti contro gli indipendentisti. Se fosse accaduto il contrario non mi avrebbe convinto ugualmente. È che nessun referendum, nessuna elezione, mi convince. C’è questa deificazione della democrazia. L’urna è il moderno tabernacolo. Vedo tutte queste cose con scetticismo, a dir poco. Se tutti gli scozzesi tranne uno fossero stati a favore di una delle due scelte, non importa quale, mi sarei schierato dalla parte di quell’unico perdente.

Perché è la democrazia che non mi convince. L’idea che la maggioranza abbia il diritto, praticamente il dovere, di imporre il proprio volere su tutti è una cosa che mi fa orrore. L’unica cosa che giustifica l’esistenza della democrazia è la logica del branco. Quella dei lupi affamati. Quella delle squadracce che organizzano il pestaggio. Fate quello che vogliamo noi perché noi siamo in tanti, più di voi, e abbiamo il potere di sbattervi dentro e schiacciarvi.

La logica della democrazia è la logica della persuasione tramite i muscoli. È il simbolo unificante di un mondo che ha cercato di reprimere ogni altro valore con tutte le sue forze. La persuasione tramite il ragionamento è additata come terrorismo.

Le peggiori porcherie della storia sono passate con il consenso della maggioranza, dalla distruzione di Cartagine al massacro di San Bartolomeo all’invasione dell’Iraq. La maggioranza dei tedeschi, attivamente o passivamente, appoggiava Hitler. Vedevano nell’invasione della Polonia niente altro che una prosecuzione della loro giusta (giusta) politica sociale interna. Se Hitler avesse indetto le elezioni, le avrebbe vinte ogni anno, ogni giorno, ad ogni ora.

La democrazia ha molto in comune con l’isteria di massa e i processi per stregoneria di Salem alla fine del diciassettesimo secolo. Condivide la stessa logica del linciaggio, in cui tutti si autoassolvono dalle responsabilità di un crimine perché la folla diluisce il peccato fino ad annullarlo. La democrazia è un linciaggio garbato. Si ottiene scribacchiando qualcosa su un pezzo di carta. Socrate fu ucciso così. E anche migliaia di afgani e iracheni in tempi più recenti.

Per questo non ci credo.

Annunci

Scrivi un commento

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...