Sabbia sul Jet Malese


Il rapporto olandese sul disastro dell’aereo malese abbattuto in Ucraina continua ad essere usato per insabbiare la verità

[Di Robert Stevens. Originale pubblicato il 10 settembre 2014 su Global Research con il titolo Dutch Report into Ukraine Jetliner Disaster Continues Cover-Up. Traduzione di Enrico Sanna.]

Gli stati imperialisti e i loro portavoce dei media stanno usando il rapporto preliminare del Consiglio di Sicurezza Olandese (Cso) sull’incidente del volo Malaysia Airline 17 (MH17) come conferma del fatto che sono stati i ribelli dell’est ucraino ad abbattere l’aereo usando un missile terra-aria Buk fornito dalla Russia.

Anche se le voci di una responsabilità indiretta sono alla base della propaganda Usa-Nato riguardo l’Ucraina, il rapporto non dice niente del genere. In realtà, non dice neanche che l’aereo è stato abbattuto. Il volo MH17 è precipitato il diciassette luglio in zona di guerra nell’Ucraina orientale. 298 passeggeri più i membri dell’equipaggio sono morti nell’incidente.

Il rapporto del Cso, con “l’unico obiettivo” di “prevenire ulteriori simili incidenti”, non “attribuisce colpe o responsabilità a nessuna delle parti”, dichiarazione sminuita o ignorata dai media capitalisti.

I media possono continuare ad accusare i separatisti pro-russi basandosi unicamente su una dichiarazione del rapporto che dice che “Osservando i danni prodotti sulla sezione anteriore dell’aereo, appare chiaro che è stata attraversata da un gran numero di oggetti ad alta energia provenienti dall’esterno” (corsivo aggiunto).

Ma il rapporto non spiega mai cosa intende per “oggetti ad alta energia”. Sostiene però che, sebbene sia stato recuperato un numero di rottami sufficiente a confermare che l’aereo è stato colpito pesantemente al di sopra del pavimento della cabina di pilotaggio, gli investigatori del Cso non avrebbero recuperato o analizzato alcuno di questi oggetti che hanno attraversato l’aereo.

Il rapporto, così come è stato reso noto, è compatibile con i dati dei radar e dei satelliti forniti dai militari russi il 21 luglio. Secondo questi dati, nei pressi dell’aereo di linea si trovava un caccia ucraino SU-25, che è salito di quota nel momento in cui il volo MH17 veniva colpito. Anche i missili e i proiettili di mitragliatrice sparati da un SU-25 sono “oggetti ad alta energia”. Questa possibilità non ha ricevuto risposta, né tantomeno è stata confutata, da Kiev, Washington o altre parti coinvolte nelle indagini.

Il nove agosto, il giornale malese New Straits Times ha pubblicato un servizio che accusava energicamente il regime di Kiev dell’abbattimento del volo MH17. Secondo il giornale, le prove viste sul luogo dell’abbattimento dimostrano che l’aereo è stato abbattuto da un caccia ucraino che avrebbe prima sparato un missile e poi mitragliato l’aereo con proiettili di grosso calibro. Il servizio è stato ignorato dai media mondiali.

Nei giorni immediatamente seguenti il tragico incidente, sono state ripetute accuse fino alla nausea per far salire il livello dello scontro contro la Russia, fino alle sanzioni punitive e alle manovre militari della Nato.

A quel punto, almeno fino a ieri (nove settembre, es), un silenzio straordinario è sceso sulla vicenda. E ora ancora una volta, senza alcuna prova, la popolazione mondiale si ritrova davanti un nuovo fuoco di sbarramento propagandistico da parte di Washington, Kiev e i loro complici.

Il primo ministro australiano Tony Abbott ha detto: “Le conclusioni sono coerenti con quello che ha asserito il governo, e cioè che il volo MH17 è stato abbattuto da un grosso missile terra-aria.”

Secondo il primo ministro malese Najib Razak, il rapporto “genera il forte sospetto che l’aereo sia stato abbattuto da un missile terra-aria, ma occorrono più indagini per arrivare alla certezza.”

Il corrispondente della Bbc Richard Westcott ha detto che, anche se “questo rapporto non dice che l’aereo è stato buttato giù da un missile,” tuttavia “esclude ogni altra ipotesi.”

In realtà non esiste una sola parola riguardo il volo MH17 che possa essere presa per vera. Tutte le persone coinvolte nelle indagini hanno interesse a confermare la responsabilità russa, almeno indiretta, nell’abbattimento dell’aereo.

Le 34 pagine del rapporto del Cso si basano su indagini condotte secondo i parametri imposti dagli statuti della International Civil Aviation Organization (Icao), un’agenzia dell’Onu. L’Ucraina ha chiesto all’Olanda di avviare le indagini il 23 luglio, una settimana dopo il disastro.

Secondo le linee guida dell’Icao, “occorre presentare un rapporto preliminare agli stati interessati e all’Icao entro trenta giorni dall’avvenimento.” Citando una certa “complessità delle indagini”, il Cso ha detto che “la data di pubblicazione del rapporto preliminare è stata rimandata di circa tre settimane.”

Un rapporto completo non sarà disponibile prima di un anno dalla data di inizio delle indagini.

I primi accertamenti si basavano sull’analisi di fotografie provenienti da diverse fonti, come i radar ucraini e russi e i primi rapporti degli investigatori ucraini e malesi accorsi sul luogo. Poiché l’area era una zona di guerra, il Cso ha detto che l’accesso da parte di esperti internazionali in sicurezza aerea non era possibile e che era loro intenzione visitare il sito non appena fosse stato reso sicuro.

Il Cso non spiega come mai mancano immagini satellitari, tracce radar o altre prove delle agenzie di spionaggio americane che gestiscono la rete di sorveglianza più potente al mondo. È come minimo improbabile che il grande apparato americano non stesse controllando le zone in guerra nell’Ucraina orientale, che oltretutto sono attraversate da molte rotte aeree civili.

Per di più, gli Stati Uniti erano alla guida di un’esercitazione Nato della durata di dieci giorni nel vicino Mar Nero, esercitazione che si è conclusa il giorno del disastro aereo. Questa esercitazione prevedeva specificamente il controllo del traffico aereo civile con sofisticati apparati elettronici e sistemi per la “reazione a minacce asimmetriche e la guerra anti-sommergibile”.

Per contrasto, subito dopo l’abbattimento del volo Pan Am 103 sopra Lockerbie, in Scozia, nel 1988, le fotografie riprese da un satellite francese arrivarono nelle mani degli investigatori nel giro di poche ore. Altre fotografie ad alta risoluzione arrivarono dal dipartimento della difesa americano e dalla Nasa.

Sebbene la Russia continui a chiedere all’amministrazione americana di fornire agli investigatori le immagini relative al volo MH17, che sicuramente possiede, quest’ultima si è rifiutata di farlo.

Evidenziando come non credibile il fatto che l’America non possieda informazioni dettagliate sulle circostanze del disastro, il diciotto agosto il World Socialist Web Site ha scritto:

“Se gli americani avessero avuto le prove che sono stati i russi e le forze sostenute dalla Russia ad abbattere l’aereo, le avrebbero già diffuse per alimentare la frenesia dei media contro Putin. Se non sono state diffuse è perché renderebbero evidente il coinvolgimento del regime di Kiev e i suoi sostenitori americani a Washington e nelle capitali europee.”

Un’altra indagine, separata, viene condotta dall’apparato giudiziario olandese presso l’Aia con il coinvolgimento di 10 pubblici ministeri e 200 agenti di polizia. In questo caso, gli investigatori non hanno detto quando le indagini saranno completate.

È probabile che informazioni critiche siano tenute segrete. Un documento trafugato, datato otto agosto, ottenuto dal sito russo Live Journal e tradotto in inglese dal sito Global Research conterrebbe un patto del silenzio firmato dai quattro paesi coinvolti nelle indagini: Ucraina, Olanda, Australia e Belgio. Secondo i termini stabiliti nel documento, tutti i risultati intermedi delle indagini devono essere coperti da segreto. Il documento contiene un accordo secondo cui i risultati finali delle indagini verrebbero pubblicati soltanto se Ucraina, Olanda, Australia e Belgio dovessero arrivare ad un accordo.

L’International Business Times (Ibt) nota: “Prima le nazioni coinvolte hanno firmato l’accordo, poi la Verkhovna Rada (parlamento) dell’Ucraina lo ha ratificato, dopodiché alle autorità malesi è stato permesso di unirsi nelle indagini.”

Il servizio dell’Ibt cita il pubblico ministero russo Yuri Boychenko: “Una qualunque delle parti che hanno firmato il documento ha il diritto di veto sulla pubblicazione dei risultati delle indagini senza l’obbligo di fornire spiegazioni.”

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