Si Diffonde la Febbre dei Milioni


Un medico missionario avventista parla della crisi di ebola e dei milioni di dollari che attirano tanti

[Di James Appel. Originale pubblicato su lewrockwell.com il 29 settembre 2014 con il titolo “Everyone is Excited About The Millions of Dollars”. Traduzione di Enrico Sanna.]

ospedale_avventista_monrovia

Adventist Health International ha chiesto a James Appel di unirsi a loro nel compito immane di offrire assistenza a quei casi di malattie non ebola, che ultimamente sono stati trascurati a causa della chiusura di altri ospedali. Appel è un medico missionario con una grande esperienza, dal 2004 ha scritto tanto su come gli avventisti possono offrire assistenza medica nel Ciad musulmano. Il blog che racconta la sua esperienza quotidiana nell’assistenza dei pazienti di ebola si trova su www.ahiglobal.org. Dal suo arrivo in Liberia un mese fa, Appel, con la collaborazione del dottor Seton e di infermieri e medici liberiani, si occupa quotidianamente di pazienti di ebola. Cosa fare per evitare il contagio di questa malattia fatale in una comunità povera è un problema che Appel e il suo piccolo staff di avventisti affronta giornalmente. Mentre la campagna di aiuti internazionali si avvia faticosamente, Appel offre un’analisi dall’interno di cosa non va bene in questa tardiva corsa ad “aiutare” da parte di donatori e governi. Appel ha scritto questi commenti istruttivi il 15 settembre scorso a Monrovia, in Liberia. Adventist Today pensa che le sue opinioni dovrebbero indurre molte organizzazioni di donatori alla riflessione. Questo articolo è stato riprodotto con il permesso di dottor Appel.

Io non Voglio Criticare

di James Appel

Io non voglio criticare. Davvero non so cosa sta succedendo. Sono soltanto un medico di famiglia che lavora in un ospedale. Neanche mi occupo dei pazienti di ebola. Come faccio a sapere se la Liberia sta perdendo la battaglia contro l’ebola?

Io non siedo al tavolo delle organizzazioni non governative (Ong), né ho mai ascoltato quello che dice l’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) o i Centri per la prevenzione e il controllo delle malattie (Cdc). Sono un ignorante.

Ma voglio comunque dire la mia.

Perdendo la battaglia

La Liberia sta perdendo la battaglia contro l’ebola perché dipende dalle Ong e dal flusso di denaro occidentale invece che affidarsi ai metodi con cui tradizionalmente si affrontavano queste epidemie. I primi casi di ebola si sono verificati in villaggi remoti, villaggi che si sono imposti una quarantena secondo tradizioni antiche che insegnano come comportarsi in questi casi. Nessuno poteva uscire o entrare dai villaggi. Le comunità circostanti fornivano il cibo. Dopo il contatto con i pazienti, gli assistenti correvano a lavarsi usando semplice sapone e acqua. Pochissimi si ammalarono. Entro pochi mesi la malattia era sotto controllo.

Eccitazione

Qui in Liberia tutti sono eccitati per i milioni di dollari che piovono dall’alto per “combattere ebola”. Tutti vogliono una fetta della torta. Una certa Ong ha imposto la quarantena ad una comunità rurale, dicendo che erano stati trovati tre casi. Ha chiesto e ottenuto 250.000 dollari per combattere l’ebola in questo villaggio. Ha portato qualche sacco di riso e un po’ di cloro. Gli abitanti del villaggio hanno assaltato i camion e portato via il carico. Miracolo dei miracoli, nessuno nel villaggio è morto.

Grandi sforzi per il trattamento e il controllo dell’ebola? O stanno fingendo che ci sia l’ebola per intascarsi un po’ di soldi facili? Io non ho mai sentito di un’epidemia di ebola con un tasso di mortalità dello 0%. Fate voi.

Dozzine di SUV

Ci sono Ong che spendono centinaia di migliaia di dollari per spianare un terreno con mezzi pesanti in un mese e costruire tendopoli per isolare e trattare l’ebola, ma poi non forniscono neanche flebo o cibo così che i pazienti di ebola scappano via di nascosto alla ricerca di qualcosa da mangiare.

Dozzine se non centinaia di SUV da 70.000 dollari prendono gli stranierei per portarli negli alberghi, nei bar, nei club e nei bed and breakfast alla moda, così che possano stare comodi mentre combattono l’ebola. Ma non hanno tempo per raccogliere i cadaveri, che sono un pericolo enorme per la diffusione del contagio!

Sappiamo di cadaveri lasciati insepolti per tre giorni. Altri sono rimasti all’aperto per cinque giorni prima di essere raccolti. Spesso i pazienti vengono allontanati dai centri che si occupano di ebola. Alcuni sono arrivati a rimandare indietro chi non arriva in ambulanza. Quanti sono i poveri delle baraccopoli di West Point che possono permettersi un’ambulanza, sempre che ce ne siano abbastanza?

Soluzioni fai da te

Propongo la soluzione seguente. Ho preso l’idea da un medico di Medici Senza Frontiere di nome Cameron.

Due sono le ragioni per cui la gente chiama la linea d’emergenza di ebola: o hanno un morto che sospettano di ebola, oppure hanno un paziente vivo che sospettano malato di ebola.

Nel primo caso, i risponditori dovrebbero allertare un gruppo selezionato di proprietari di vecchi pickup malandati. Il primo che arriva raccoglie il morto. Ovviamente, devono avere con sé tutto il set protettivo. Se consegnano il morto entro tre ore prendono 50 dollari; 40 se lo portano entro tre ore; 30 se lo portano dopo dodici ore; 20 per ventiquattro ore; 10 per più di ventiquattro ore. Se arrivano dopo quarantotto ore, ottengono 5 dollari. Questo spinge la gente a fare in fretta. In questo modo si possono fare i test sul cadavere, che in seguito può essere seppellito come si deve, riducendo al minimo le possibilità di contatto e diffusione della malattia.

Se invece si tratta di un paziente vivo sospettato di aver contratto l’ebola, si può chiamare un tassista che per pochi dollari, indossando la tenuta protettiva, porta un infermiere o materiale da laboratorio sul luogo. Qui si fa un prelievo per il test, si annotano l’indirizzo e le informazioni per il contatto, si dà alla famiglia una confezione con camici, guanti, maschere, stivali di gomma, bottiglie di cloro, antibiotici, antimalarici, sali per la reidratazione orale e medicinali antivomito. Quindi si contattano i responsabili della comunità, che dovranno assicurare non solo che la famiglia sia tenuta in quarantena, ma che sia anche ben rifornita di cibo e acqua.

Economia locale

Tutto ciò si potrebbe fare con una frazione dei fondi attualmente utilizzati, e con maggiore efficacia perché tutti i pazienti avrebbero quell’assistenza individuale, compreso cibo adeguato, che solo un membro della famiglia può dare. E il tutto consentirebbe di aumentare l’efficienza perché si userebbero risorse disponibili sul luogo, mentre il denaro potrebbe essere investito nell’economia locale invece di usarlo per pagare i biglietti aerei, i salari, le spese vive, i costi di trasporto, eccetera degli aiuti internazionali.

Lavorare fianco a fianco

Io non dico che non dovrebbero esserci stranieri. Sto dicendo soltanto che gli stranieri dovrebbero lavorare fianco a fianco con i liberiani, aiutarli a trovare soluzioni al problema dell’ebola, senza cercare di imporre soluzioni occidentali che chiaramente non funzionano. Gli stranieri non dovrebbero portare tutto quel denaro, che poi viene speso in cose che alimentano l’invidia dei liberiani e fanno crescere la voglia di reclamare la loro fetta di torta.

Mi spiace se sono stato brusco, ma a volte non riesco a trattenermi, che alla gente piaccia o no.

Condividete questo articolo, soprattutto se avete contatti con la comunità di donatori che rispondono alla crisi dell’ebola. Si possono fare donazioni ad Adventist Health International per aiutare il dottor Seton e il suo staff a questo indirizzo: http://www.ahiglobal.org/main/donate-now.

Annunci

Scrivi un commento

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...