Obama Inventa la “Minaccia” per Colpire la Siria


[Di Daniel McAdams. Originale pubblicato su lewrockwell.com il 1 ottobre 2014 con il titolo Obama Invented Fake ‘Threat’ to Launch War on Syria. Traduzione di Enrico Sanna.]

Guerriglieri del gruppo Isis

È ora chiarissimo, soprattutto grazie agli eccellenti resoconti e alle eccellenti analisi fatte da persone come Glenn Greenwald e Justin Raimondo, che la minaccia del “Gruppo di Khorasan”, usata come pretesto dagli Stati Uniti per bombardare la Siria, è un’invenzione del governo americano. L’obiettivo consisteva nel cercare di dare legittimità a quello che altrimenti sarebbe stato un attacco illegale da parte degli Stati Uniti.

Subito dopo l’inizio del bombardamento della Siria, fonti anonime del governo americano hanno cominciato a far trapelare agli obbedienti organi d’informazione americani le storie più fantastiche riguardo l’esistenza di un nuovo, temibile gruppo terroristico, ancora più temibile di Isis, che fino ad un attimo prima era molto più temibile di al Qaeda. I rappresentanti dell’amministrazione americana hanno detto che questo nuovo gruppo, battezzato dal governo il “Gruppo di Khorasan”, rappresentava una “minaccia diretta e imminente per gli Stati Uniti”.

Gli attacchi in Siria avrebbero scoraggiato un “attacco imminente” al territorio americano da parte del Gruppo di Khorasan, ha detto l’amministrazione americana, secondo la Cnn.

Finora, dopo l’attacco americano contro la Siria, non abbiamo più sentito parlare di Isis, quella che in origine era la ragione degli attacchi americani. L’amministrazione doveva colpire Isis immediatamente, “prima che loro vengano qui ad ucciderci”, come ha detto il senatore Lindsey Graham a suo tempo.

Ma all’improvviso la vera minaccia è diventata Khorasan, non Isis. Perché?

Gli avvocati della casa bianca devono aver fatto mattino cercando una foglia di fico che potesse giustificare come legale quello che era illegale sotto il diritto internazionale e quello americano. Il presidente non può lanciare un attacco senza l’autorizzazione del congresso, a meno che non si tratti di difendere il paese da un attacco “imminente”. Isis, che era occupato a conquistare territori a diecimila chilometri da Washington, non era tra le minacce imminenti.

Cosa fare? Si inventa un attacco. E questo è ciò che ha fatto l’amministrazione. Ma non appena le bombe hanno cominciato a cadere, hanno dovuto correre a cambiare la storia un’altra volta.

Scrive Greenwald:

Una volta servito il suo scopo di giustificare l’inizio della campagna di bombardamenti in Siria, la storia del Gruppo di Khorasan è evaporata con la stessa velocità con cui si era materializzata. … Nel giro di pochi giorni siamo passati da “forse sul punto di sferrare l’attacco” (Cnn) a “complotto” a “volontà d’intenti” a “pare che ancora non ci sia un piano concreto di attacco” (New York Times). … Aspetto ancora più rilevante, pare che la stessa esistenza di un vero e proprio “Gruppo di Khorasan” sia stata in un certo senso un’invenzione del governo americano. Il giornalista della Nbc [Richard] Engel, la sera dopo aver annunciato sulla trasmissione Nightly News le dichiarazioni del governo americano riguardo l’esistenza del gruppo, ha scritto su Twitter che “gli attivisti siriani non hanno mai sentito parlare di Khorasan o del suo leader”.

Il presidente Obama e la sua amministrazione hanno trascinato gli Stati Uniti nella guerra contro la Siria con le stesse bugie con cui l’amministrazione Bush trascinò il paese nella guerra contro l’Iraq. Se i media americani non fossero così compiacenti oggi come lo erano nel 2002, avrebbero attaccato la storia.

Quante persone sono state prese in giro, indotte ad appoggiare l’azione militare basandosi sulle bugie del governo ingigantite dai media tradizionali? Questa volta, ci era stato detto, dovevamo credere all’amministrazione. Dovevamo agire! E loro hanno mentito un’altra volta.

L’idea di un giornalismo indipendente che fa da cane da guardia per il bene comune è uno dei più grandi miti dei nostri tempi.

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