I Rockefeller Lasciano il Petrolio?


Il fondo dei fratelli Rockefeller disinveste in petrolio e gas e il meme dei cambiamenti climatici prende fuoco

[A cura dello staff di Daily Bell. Originale pubblicato il 24 settembre 2014 su The Daily Bell con il titolo As Rockefeller Brothers Fund Divests Oil and Gas, Climate Change Meme Heats Up. Traduzione di Enrico Sanna.]

trivella

La politica energetica tedesca è cara, pericolosa e miope … Berlino dimentica i poveri e non aiuta né la sicurezza energetica né il clima. ~ Financial Times

Tema Sociale Dominante: Questo riscaldamento globale è un problema che solo le soluzioni degli ambientalisti possono risolvere.

Analisi di Libero Mercato: Questa analisi è divisa in due parti. Nella prima, vediamo cosa succede in Germania.

Nella seconda, parliamo dell’annuncio del Rockefeller Brothers Fund, che ha deciso di disinvestire nei combustibili fossili. La discussione produrrà una conclusione in termini di investimento che utilizza il modello VESTS di High Alert.

Prima vediamo un altro estratto dell’articolo citato sopra. Risale a marzo di quest’anno, ma fornisce informazioni preziose se messo a confronto con il recente annuncio del Rockefeller Fund:

La crisi ucraina ha ancora una volta messo la politica energetica tedesca sotto i riflettori. Finché la politica energetica verde dell’Europa rimarrà costosa e inaffidabile, favorirà il gas russo lasciando il continente con una politica insostenibile.

La energiewende, l’uscita tedesca dal nucleare e dai combustibili fossili per abbracciare le energie rinnovabili, è stata considerata da molti commentatori un esempio per il resto del mondo.

Ma ora la Germania mostra al resto del mondo come non fare politica ecologica. Dimentica i poveri e non aiuta né la sicurezza energetica né il clima. Il mese scorso il governo ha rivelato che 6,9 milioni di famiglie vivono nella povertà energetica, ovvero spendono più del dieci per cento del reddito in energia.

Questo è in gran parte il risultato delle sovrattasse che servono a sostenere l’energia rinnovabile. Tra il 2000 e il 2013, il prezzo dell’elettricità per le famiglie è aumentato dell’ottanta per cento in termini reali, secondo i dati dell’Ocse e dell’Agenzia Internazionale per l’Energia.

Questo significa che sempre più soldi passano dai poveri ai ricchi. I proprietari di casa più poveri della Ruhr o di Berlino pagano l’energia a prezzi più alti per sovvenzionare i ricchi bavaresi che mettono i pannelli solari sul tetto di casa.

Quello che vediamo era prevedibile: la politica energetica tedesca, come tutte le altre nel resto del mondo, non risolve i presunti problemi ambientali ma spinge enormemente verso l’alto il prezzo dell’energia.

Secondo un rapporto del parlamento tedesco, infatti, normative e sovvenzioni hanno spinto le industrie a continuare ad offrire soluzioni vecchie e inefficienti, come “vento, solare e biomasse”, piuttosto che affrontare il rischio di nuove tecnologie. Una revisione di questo programma, la legge sull’energia rinnovabile, è stata approvata il mese scorso, ma non affronta tutti i casi; e l’esperienza passata della Germania non ispira fiducia.

“La politica energetica tedesca è una maniera costosa per ottenere poco più di niente”, è la conclusione del rapporto. Solo per il solare, la Germania ha promesso sovvenzioni per oltre cento miliardi nei prossimi vent’anni, anche se il solare contribuisce al consumo energetico per lo 0,7%.

L’effetto di questi pannelli solari sul clima ritarderà il riscaldamento globale di appena trentasette ore entro la fine del secolo, secondo un rapporto citato da Der Spiegel. Uno studio McKinsey pubblicato all’inizio di quest’anno ha scoperto che il prezzo dell’energia per le famiglie tedesche è superiore del 48% alla media europea.

Queste notizie non fanno che riconfermare le critiche a questo genere di programmi. I governi cercano sempre di imporre soluzioni energetiche alternative per legge, e i risultati sono grosse inefficienze e iniquità che ricadono sugli utenti.

È bene ricordare che questo succede in Germania, un paese che molti considerano (relativamente) efficiente nel pubblico e nel privato. Il problema è così grave, continua l’articolo, che la Germania rischia di diventare anticompetitiva se non mette in campo politiche alternative.

La conclusione è che, se si inseguono nuove tecnologie che offrono energia a costi sempre più bassi, la Germania può continuare sulla strada dell’ecologismo con più efficienza. Forse è quello che sta accadendo, almeno secondo il Rockefeller Brothers Fund. Di recente, i suoi rappresentanti hanno annunciato a sorpresa che il fondo farà ulteriori disinvestimenti nei “combustibili fossili”.

Il pezzo qua sotto è estratto da un articolo del New Yorker di ieri:

Il Rockefeller Brothers Fund lascia il petrolio… Lunedì ha pubblicato un annuncio sul suo sito che, in termini scelti accuratamente, annunciava la sua “intenzione di mettere in pratica il proprio desiderio di uscire in due fasi dagli investimenti in combustibili fossili.”

L’organizzazione, istituita nel 1940 dagli eredi di [John Davison] Rockefeller, è più piccola della ben più nota Rockefeller Foundation. Ma visto il momento scelto, dopo le grosse marce ambientaliste in tutto il mondo e prima del vertice sul clima delle Nazioni Unite a New York, e visto che il fondo porta il nome dei Rockefeller, le cui fortune sono legate alla Standard Oil, l’annuncio ha attirato un’attenzione spropositata.

Non è come se gli eredi di McDonald’s avessero improvvisamente abbandonato il settore carni. In realtà, il fondo si muove in questa direzione da anni. Nel 2010, il consiglio decise di investire fino al dieci percento della sua dotazione in compagnie che rispettano gli obiettivi di uno sviluppo sostenibile.

… Secondo ambientalisti e vari studiosi, gli investitori valutano le compagnie energetiche sulla base delle riserve di carbone, gas e petrolio che ancora sono nel sottosuolo. Secondo loro, quando gli effetti del cambiamento climatico si faranno più intensi i governi renderanno sempre più difficile, addirittura illegale, l’estrazione di queste risorse da parte delle compagnie.

In altre parole, queste risorse potrebbero diventare “beni bloccati”, inutili a tutti gli effetti. Questo potrebbe far calare le quotazioni delle compagnie energetiche che hanno fatto soldi estraendole dal sottosuolo.

… È troppo presto per dire che effetti avrà questa teoria dei beni bloccati. Dipende in parte dall’aggressività delle leggi sul cambiamento climatico. Negli Stati Uniti, l’Agenzia per la Protezione dell’Ambiente ha proposto un taglio del 30% (rispetto ai livelli del 2005) delle emissioni delle centrali entro il 2030.

Per ora, il fatto che si tengano sott’occhio le implicazioni finanziarie degli investimenti nei combustibili fossili sembra un segno della pragmaticità crescente degli ambientalisti: chi cerca di risolvere il cambiamento climatico cerca di far capire agli investitori che il disinvestimento non fa soltanto sentire meglio, ma arricchisce.

Questo è il punto cruciale, ovviamente: investire in combustibili fossili non promette più bene? Solo così, sotto questa luce, la decisione dei Rockefeller ha un senso.

È qui che applichiamo il modello VESTS di High Alert. Il modello chiede agli investitori di decidere se un certo tema sociale dominante darà un valore aggiunto ad un determinato investimento o se quella che noi chiamiamo la Riforma Internet lo renderà impraticabile privandolo di valore.

Ovviamente, ci sono forti dubbi sul fatto che il mondo abbia bisogno di ridurre la dipendenza da petrolio e gas, e anche questo rientra nelle analisi condotte secondo il modello VESTS. Bisogna cercare di capire se l’effetto riformatore di internet ha fatto salire il livello dello scetticismo riguardo le “energie alternative” tanto da renderlo impraticabile, o almeno inefficace come strumento legislativo ampio.

Ovviamente, chi gestisce il Rockefeller Fund deve tenere conto di questa possibilità, ed è probabilmente per questo che mantiene la cautela.

Dal punto di vista degli investimenti, bisogna capire se questi temi sviluppati dalle élite di potere andranno avanti o se lo scetticismo generato da internet renderà la loro applicazione impossibile.

Il Rockefeller Fund sta ovviamente scommettendo sulla possibilità dei governi di “bloccare” le risorse anche delle più grosse compagnie petrolifere tradizionali. Sanno qualcosa che noi non sappiamo? Queste leggi sono in fase di stesura? Saranno approvate e poi applicate?

Noi non sappiamo cosa sta accadendo ma è probabile che, come accade con altre analisi VESTS, lo sapremo più in là.

Conclusione

Vale la pena seguire questo meme significativo e controverso, soprattutto perché ora ha il supporto del Rockefeller Brothers Fund.

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One thought on “I Rockefeller Lasciano il Petrolio?

  1. Per la vicenda del Rockefeller Brothers Fund forse c’è anche qualcosa di diverso da dire. Può darsi che stiano semplicemente cercando di tutelarsi da un settore poco affidabile: le aziende Usa dedite a ricerca di idrocarburi sono sommerse di debiti. Più che una mossa pensata per i pericoli del futuro remoto, parrebbe un tentativo di evitare gli scossoni del futuro prossimo.

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