Davvero gli Svizzeri Riavranno l’Oro?


[A cura dello staff di The Daily Bell. Originale pubblicato su thedailybell.com l’8 ottobre 2014 con il titolo Swiss Move to Back Franc with Gold for Real? Traduzione di Enrico Sanna.]

Oro

Il quesito referendario sull’oro sarebbe un intralcio all’attività della banca centrale svizzera, dice il governo… Imporre alla Banca Nazionale Svizzera una certa proporzione dei suoi beni in oro sarebbe un impedimento alla politica monetaria, ha detto oggi il governo. Il trenta novembre la Svizzera vota per il referendum che è stato definito “Salvate l’Oro Svizzero”. Il passaggio del quesito referendario obbligherebbe la banca centrale a convertire almeno il venti percento dei suoi beni in oro. Quest’oro non potrà uscire dai confini nazionali e non potrà essere venduto. ~ Bloomberg

Tema Sociale Dominante: Questo è ridicolo. Tutti sanno che le banche centrali sono per il progresso e che l’oro è una reliquia barbarica.

Analisi di Libero Mercato: Dopo aver tagliato il legame che univa il franco svizzero all’oro attorno al duemila, gli svizzeri ora ci ripensano. Buona fortuna.

Abbiamo cercato di capire se c’è qualcosa di nascosto in questa vicenda. Non siamo sicuri. Solitamente, quando accade qualcosa del genere la banda dei globalisti che faticano duro per mantenere e espandere il controllo cerca di stare da entrambe le parti.

Noi crediamo che stia accadendo qualcosa ai Brics, ad esempio. Bisogna ricordare che il concetto di Brics è stato sviluppato dall’economista Jim O’Neill, di Goldman Sachs. E i Brics non stanno offrendo una moneta alternativa.

In realtà, l’idea alla base della riforma radicale cercata dai Brics prevede un fondo monetario e una banca mondiale alternativi a quelli attuali. Non va oltre. India, Cina, Brasile e Russia (e anche Sudafrica) hanno un sistema basato sulla moneta di carta, con una banca centrale, e tutto il resto.

È per questo che siamo scettici di fronte a questo presunto scisma tra i Brics e l’occidente. L’idea sarebbe che i Brics sono stufi del dollaro e vorrebbero una valuta alternativa. Il risultato potrebbe essere una finta guerra valutaria che potrebbe sfociare in una moneta internazionale, forse un paniere di monete. Qualcosa che potrebbe includere anche l’oro.

Ma perché aspettare? Se uno dei Brics volesse creare una moneta in grado di conquistare il mondo, non avrebbe che da legare la propria moneta all’oro.

Questa sembra l’intenzione degli svizzeri. Qui c’è dell’altro:

I risultati dei sondaggi saranno pubblicati alla fine di questo mese. Dopo gli interventi messi in campo per difendere il tasso minimo di cambio di 1,20 con l’euro nel 2011, il bilancio della Bns è cresciuto. Alla fine di settembre, la Bns aveva riserve in valuta estera pari a circa 462.200 miliardi di franchi (381 miliardi di euro), su un totale di circa 522 miliardi.

I referendum sono un elemento chiave della democrazia diretta svizzera. Il referendum sull’oro è iniziativa di alcuni membri del Partito Popolare Svizzero, che ha raccolto le necessarie 100 mila firme. Il presidente della Bns Thomas Jordan ha chiesto più volte l’invalidamento, sostenendo che l’iniziativa renderebbe difficile adempiere il mandato della stabilità dei prezzi.

“L’iniziativa potrebbe limitare le capacità d’azione della banca centrale,” ha detto il primo ottobre in un’intervista al Frankefurter Allgemeine Zeitung. Secondo Beat Siegenthaler, esperto in politiche monetarie presso la Ubs ag di Zurigo, la Bns sarebbe costretta ad acquistare circa 1.500 tonnellate d’oro in cinque anni per adeguarsi all’obiettivo del 20% minimo.

Alla fine di giugno la banca centrale, che ha la base a Zurigo e Berna, possedeva 1.040 tonnellate del metallo prezioso. Le sue riserve auree hanno reso la Bns dipendente dagli sviluppi del mercato. L’anno scorso è stata costretta a rinunciare al dividendo a causa di una perdita di 9,1 miliardi di franchi dopo la più grande caduta dell’oro dal 1981.

Secondo dichiarazioni della Bns fatte ad aprile 2013, il 20% circa dell’oro si trova presso la Bank of England, un altro 10% è presso la Bank of Canada e il resto è in Svizzera.

Quando leggiamo notizie sul franco svizzero e la sua banca centrale, diventiamo molto scettici a proposito dell’oro che la Bns dice di avere. TFMetalsReport.com, in un articolo di maggio intitolato “Lettera Aperta agli Svizzeri di Buon Senso”, ha fornito informazioni preziose sull’attuale politica monetaria svizzera.

Qui c’è un estratto:

Odio fare l’uccello del malaugurio, Svizzera, ma quello che hai sempre sospettato è vero. Il tuo oro è andato. Tutto. Prestato, svenduto dai tuoi politici e dalla tua banca centrale.

Ancora nel 1996, il franco svizzero era considerato “buono come l’oro”. Perché? Era dagli inizi del ventesimo secolo che il franco svizzero offriva una valuta di riserva sostenuta dall’oro. Questa moneta sonante, nella sua unicità, dava al paese grande potere finanziario e indipendenza. Spronati dai loro politici e dalla banca centrale, però, gli svizzeri hanno abbandonato questa invidiabile posizione di loro spontanea volontà.

La fine del franco e della sovranità svizzera cominciò nel 1992, quando gli svizzeri decisero fatalmente di unirsi al Fondo Monetario Internazionale (Fmi). L’articolo IV, comma 2b dell’accordo dice chiaramente che nessun paese membro può avere una valuta legata all’oro. Pertanto, la Svizzera corse subito a slegare il franco dall’oro. Appena quattro anni dopo, la Bns e il governo svizzero misero su un piano per slegare il franco dall’oro, e a maggio del 1997 fu approvato un emendamento della legge detta Nationalbank, liberando così il franco dall’oro. Inoltre, visto che la moneta metallica era obbligatoria secondo la costituzione svizzera, anche questa dovette essere emendata. La nuova costituzione fu approvata in fretta e furia a maggio del 2000. Quest’ultimo atto slegò permanentemente il franco dall’oro e portò la Svizzera nel mondo delle valute fiduciarie.

Negli ultimi quattordici anni, la Bns ha ipotecato più volte le riserve auree del paese. Secondo la banca centrale, le riserve nel 1999 ammontavano a 2.590 tonnellate. Secondo il “rapporto” più recente, le riserve in bilancio ammontano a 1.040 tonnellate, di cui secondo me neanche un grammo è oro fisico. Probabilmente, la Bns possiede solo pagherò e rivendicazioni sulla carta. Le restanti 1.040 tonnellate sono state vendute e rivendute nel mercato da avidi banchieri intenti a sopprimere il prezzo dell’oro servendosi di futures e reipoteche. In poche parole, l’oro che la Bns dice di custodire o possedere per conto degli svizzeri è andato. Questo fa del popolo svizzero l’ennesimo derelitto. Quando il sistema bancario a riserva frazionaria inevitabilmente collasserà, gli svizzeri andranno ad allungare la fila dei correntisti illusi.

Proprio quest’ultima tranche d’oro, è la mia conclusione, è stata usata per manipolare il prezzo dell’oro al ribasso quando a settembre 2011 raggiunse la massima quotazione storica.

Noi non possiamo confermare quest’ultima informazione, ma ricalca altre notizie riguardo le riserve auree delle banche centrali. La Germania, ad esempio, dovrà aspettare molti anni prima di rivedere il suo oro depositato presso la Federal Reserve. La cosa non ispira molta fiducia.

Come fa capire l’estratto di prima, chi diffida dell’attuale apparato bancario crede che buona parte dell’oro affidato alla custodia delle banche centrali in realtà sia stato dato in prestito per “ribassarne” il prezzo. Oggi, però, le banche centrali sono sotto pressione fortissima. Come abbiamo previsto in passato, è probabile che tutto il paradigma stia cominciando a crollare. Sicuramente, gli ultimi sei anni di crisi finanziaria non l’hanno aiutato.

Prima di internet, gli occidentali moderni guardavano con ammirazione tutto ciò che veniva dal mondo della cosiddetta “alta finanza”. Ma dopo le sofferenze di quest’ultimo decennio, anche se molti continuano a non capirci un granché, cresce il disincanto. La credenza che il sistema debba per forza funzionare in un certo modo non è più tanto radicata. Ci sono precedenti storici.

La prima volta che abbiamo avuto notizia di questo quesito non siamo riusciti a trovare traccia di alcuna “pistola fumante” da cui poter concludere che si trattava di una finzione proveniente da una sorta di opposizione controllata. Non viene dall’ala destra dei conservatori svizzeri; anzi, uno dei suoi proponenti afferma di essere un “libertario radicale”, sebbene in passato abbia portato avanti una campagna per la messa al bando dei minareti in Svizzera.

Quei globalisti che hanno portato il numero delle banche centrali da cinque agli inizi del ventesimo secolo a circa 150 oggi sono più che chiari nel sostenere che la crescita del globalismo finanziario è un obiettivo eterno. Se il paniere di valute che attualmente stanno studiando comprenda anche l’oro al momento non è chiaro. Forse vareranno una nuova valuta chiamandola formalmente bancor, che è poi il nome scelto da Keynes.

Si tratta di un’iniziativa spontanea? Se no, forse è una mossa per cominciare ad integrare l’oro in un discorso più ampio su una valuta globale. Nella migliore delle ipotesi, l’iniziativa è sia spontanea che popolare. Emotivamente e intellettualmente, sarebbe una buona cosa.

Conclusione

E una buona cosa anche per gli svizzeri.

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