Ebola e la Tendenza allo Scetticismo


[A cura dello staff di The Daily Bell. Originale pubblicato su The Daily Bell il 6 ottobre 2014 con il titolo Ebola and the Skeptical Trend. Traduzione di Enrico Sanna.]

ebola

Il presidente Ellen Johnson Sirleaf [ha parlato] contro quei liberiani che non accettano la realtà dell’epidemia. “Noi possiamo mettere su unità per la lotta contro l’ebola e laboratori di analisi in tutto il paese, importare tutti i medicinali e gli indumenti protettivi che vogliamo, ma se l’atteggiamento dei liberiani non cambia il virus continuerà a diffondersi,” ha detto… Il comizio del giorno passa senza incidenti o impedimenti, ma non sempre le cose vanno così lisce, dice [Prezton] Vaye, assistente sociale. “La gente non vuole sentir parlare di ebola. Dice che il governo mente, che sta cercando di prendere i nostri soldi,” dice alla Afp. ~ Afp/Yahoo

Tema Sociale Dominante: Ebola, la peste nera del ventunesimo secolo.

Analisi di Libero Mercato: Negli ultimi mesi si è parlato dello scetticismo degli africani a proposito di ebola e questo articolo di Yahoo dimostra come questo scetticismo, giustificato o meno, persiste. Queste voci erano particolarmente numerose alla fine dell’estate, quando i casi di ebola erano pochi. La rivista Vice pubblicò un articolo intitolato “Perché l’Africa Occidentale non Crede nel Rischio Ebola?” Qui c’è un estratto:

… Dopo che per settimane gli unici casi di ebola di cui si aveva notizia erano appena una manciata, nel paese si è diffuso un certo scetticismo circa la presenza del virus. A maggio, se aveste chiesto un’opinione alla maggior parte dei liberiani per le strade di Monrovia, vi avrebbero risposto: “L’ebola non esiste in Liberia.” Oggi che il numero di morti cresce ogni giorno, gli esperti si lamentano perché i loro sforzi sono frustrati da un misto di paura, superstizione e rifiuto.

“La gente pensa che si tratti di un’invenzione del governo per ottenere soldi dalla comunità internazionale,” dice Daniel Krakue, difensore dei diritti delle comunità liberiane che visita spesso angoli remoti del paese. “Nelle zone rurali c’è molto scetticismo riguardo il governo, soprattutto per quanto riguarda la fornitura di servizi sanitari.”

Ma non è solo ebola. In Medio Oriente, i sondaggi sorprendono gli osservatori occidentali. Molti mediorientali pensano che l’occidente, soprattutto gli Stati Uniti, abbiano finanziato il nemico “terrorista” (Isis) che ora dicono di combattere. Alla base c’è il fatto storicamente provato che al Qaeda era inizialmente finanziata dalla Cia.

In un nostro articolo recente abbiamo fatto notare come l’intelligence occidentale, tramite il movimento “Occupy”, stia cercando di destabilizzare Hong Kong. E molti a Hong Kong e nell’Asia Orientale lo sanno.

Lo scetticismo riguardo i media tradizionali è diffuso; anche in occidente. Un sondaggio Gallup di luglio scorso evidenziava come la “fiducia nei giornali [americani] sia più che dimezzata rispetto al picco del 51% toccato nel 1979, mentre la fiducia nei notiziari televisivi è crollata da quando nel 1993, il primo anno in cui Gallup pose la domanda, toccò il 46%.”

Su internet, elementi di scetticismo circa la storia di ebola sono condivisi da molti blogger e giornalisti dell’informazione alternativa. In parte, questo si ricollega all’epidemia di Sars nel 2003. A quei tempi National Review, in un articolo intitolato “Isteria, il tuo nome è Sars”, commentava: “Questa isteria globale non ha alcun lato positivo.” Secondo Wikipedia, infatti, “Negli Stati Uniti nessuno morì di Sars, nonostante ci fossero otto casi confermati e ventisette probabili.”

Ci sono elementi di ebola che ricalcano l’allarmismo della Sars? Jon Rappoport, candidato al premio Pulitzer e giornalista d’indagine sulle élite di potere, ha scritto molti articoli su ebola, compreso uno intitolato “La paura di ebola: ‘il contagio’.”

Il contagio… è ciò che preoccupa tutti. … Ma contagio non significa automaticamente malattia. Se così fosse, il genere umano sarebbe stato già spazzato via secoli fa.

I germi si trasmettono tra individui continuamente. Le persone ospitano e diffondono un numero enorme di germi. So che molti hanno paura dei germi. Usano prodotti chimici e fanno di tutto per liberarsi dei germi… come se questo fosse possibile.

… La verità è che, se il vostro sistema immunitario è debole, bisogna trovare il modo di renderlo più sano e resistente. Altrimenti non resta che cedere al terrore di ebola, tanto per fare un esempio, e credere che il semplice “contagio” mette a rischio la vita.

Rappoport dice una cosa importante a proposito della trasmissione di ebola. Secondo Vox.com ci sono diverse varietà di ebola e la possibilità di contrarre la malattia o meno. Tra gli altri fattori anche la robustezza del sistema immunitario.

Un altro articolo recente di Rappoport parla della diffusione di ebola negli Stati Uniti. Si chiede: “Il primo paziente di ebola è una truffa?” Dice:

I media, prendendo spunto dal Centro per il Controllo delle Malattie (Cdc), parlano di “primo caso di ebola in America”, che è chiaramente un falso. Ci sono anche altri malati di ebola che sono stati curati negli Stati Uniti, il più famoso dei quali è il dottor Keith Brantly.

Apparentemente, il Cdc intende: il primo caso di ebola diagnosticato negli Stati Uniti. Gli altri sono stati diagnosticati in Africa Occidentale. La differenza fa poca importanza. Certo non giustifica i titoli a nove colonne. Allora perché il Cdc, e dunque il governo americano, sta montando tutta questa messinscena su questo singolo caso?

Il Cdc vuole che ogni americano sappia che l’agenzia sta dando la caccia, e metterà in quarantena, a chiunque abbia avuto contatti recenti con il paziente di Dallas. Questo darà inizio ad una nuova fase della campagna di terrore sull’ebola…

La retata arriva proprio mentre si intensificano le voci di un nuovo vaccino. Ovviamente, il Cdc vuole assicurarsi che gli americani accettino il vaccino, anche se i test sulla sicurezza sono appena cominciati. Monta la paura, metti in vendita il vaccino, fai pressione sulla popolazione perché si faccia vaccinare.

È il caso di dire che si sta gonfiando il caso ebola così che lo stato possa estendere il proprio potere e il controllo sulla vita dei cittadini e sulla loro libertà di viaggiare? Speriamo di no; e ci dispiace che alcune persone siano morte.

Ma quello che sappiamo, e che è importante, è che sembra crescere lo scetticismo verso l’informazione tradizionale in generale, non solo in America o in occidente ma in tutto il mondo. Ebola è solo l’ultimo caso.

A prescindere dalla morbosità del caso ebola, uno scetticismo informato, al contrario di un’ignoranza sospettosa, è generalmente una buona cosa, e sicuramente un alleato della libertà.

Conclusione

Una tendenza degna di essere seguita.

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