Perché la Germania non Vuole Più il suo Oro


[Di Tyler Durden. Originale pubblicato su ZeroHedge il 17 novembre 2014 con il titolo The Real Reason Why Germany Halted Its Gold Repatriation From The NY Fed. Traduzione di Enrico Sanna.]

Oro

Dopo l’incredibile annuncio della Bundesbank, a gennaio 2013, secondo cui avrebbe rimpatriato 674 tonnellate d’oro depositato presso la Federal Reserve di New York e la banca centrale francese, un anno dopo la Bundesbank fa un’altrettanto incredibile rivelazione: delle 84 tonnellate che avrebbe dovuto riportare a casa, era riuscita ad ottenerne appena 37, 5 delle quali dalla Federal Reserve.

Questa la ragione addotta:

La Bundesbank ha giustificato [la piccola quantità di oro americano] dicendo che il trasporto da Parigi è più facile e perciò è stato più rapido.” Inoltre la Bundesbank ha avuto il “supporto” della Bank for International Settlements (Bis) “che ha già organizzato altri trasferimenti per altre banche centrali e possiede le conoscenze appropriate: il trasporto via strada e aereo avviene solo dopo mesi di preparazioni e controlli di sicurezza.” Questa è la stessa Bis che nel 2011 prestò una quantità record di 632 tonnellate d’oro…

Tornando alla scusa principale, ci chiediamo: come fa un trasferimento d’oro ad essere “più facile” quando parte da Parigi piuttosto che da New York? Forse che l’oro da New York viaggia in auto sul fondo dell’Atlantico, mentre quello francese emigra in Vespa?

Forse la ragione è un’altra: “L’oro conservato a Parigi è già della forma allungata con gli spigoli smussati richiesti dagli standard della “London Good Delivery”. Le barre dei sotterranei della Fed, invece, seguono uno standard più vecchio. Devono essere ricolati [secondo gli standard LGD]. E le capacità delle fonderie sono limitate.”

Detto semplicemente, un pretesto qualsiasi pur di non adempiere alla richiesta di ridomiciliare l’oro fisico originariamente avanzata dalla Bundesbank, soprattutto dopo che a novembre 2012 ZeroHedge pubblicò le prove di una collusione tra la Banca d’Inghilterra e la Fed nel tentativo di defraudare la Deutsche Bank. La Banca d’Inghilterra alla Fed: “Non dite nulla alla Bundesbank…”

A giugno di quest’anno la farsa è finita con un botto, quando invece di continuare la buffonata la Germania ha semplicemente dato forfait adducendo una ragione ancora più ridicola.

La Germania ha deciso che il suo oro è sicuro in mani americane. “Gli americani si stanno prendendo cura del nostro oro,” disse in un’intervista Norbert Barthle, portavoce del bilancio del blocco Cristiano Democratico della Merkel in parlamento. Oggettivamente, non c’è alcuna ragione per non fidarsi.”

E così è stato: Non una sola parola di più da parte della Germania sul mancato rimpatrio. Fino a questa settimana, quando la Deutsche Bank (la banca che in Germania è l’equivalente dell’americana Goldman Sachs in termini di capacità decisionali) ha rivelato un’altra volta le vere ragioni dietro il tentativo tedesco di riportare l’oro a casa. Dal servizio speciale di Robin Winkler:

…la comunità dell’oro ha prestato grande attenzione alla decisione della Bundesbank di “riportare l’oro tedesco a casa”. All’inizio del 2013, la Bundesbank annunciò il rimpatrio entro il 2020 di 300 tonnellate d’oro depositato negli Stati Uniti. In ritardo sul previsto, si disse citando difficoltà logistiche. Sembra più probabile, però, che le cause principali del ritardo siano di natura diplomatica, soprattutto se si considera che la Bundesbank ha già dimostrato la propria capacità di trasportare grosse quantità d’oro. Agli inizi degli anni 2000, rimpatriò in più riprese 930 tonnellate d’oro depositato pressa la Banca d’Inghilterra.

Se c’è qualcuno che sa cosa è veramente accaduto dietro le scene in Germania, e dietro le porte chiuse della Bundesbank, è la Deutsche Bank.

E questa è la verità: il problema non era il trasporto o i “good delivery standards”, o la Germania che “ha deciso che il suo oro è sicuro in mani americane”, ma esattamente il contrario: la Germania ha ricevuto pressioni per lasciare l’oro negli Stati Uniti dopo che una linea di comunicazione “diplomatica” è stata aperta, molto probabilmente quando la Fed ha fatto capire chiaramente alla Bundesbank non solo chi è che comanda, ma anche che il mancato rimpatrio dell’oro tedesco avrebbe avuto ripercussioni sulla “stabilità dei prezzi”.

E questo, almeno per ora, ha messo fine alla richiesta di rimpatrio.

Ora la questione è: come faranno gli Stati Uniti a fare pressioni “diplomatiche” sulla Svizzera per fare in modo che il referendum sul rimpatrio del suo oro non passi? Perché se la Germania ha fallito miseramente nel tentativo di riavere 674 tonnellate d’oro nel 2013, è sicuro che la Svizzera non andrà da nessuna parte con la sua richiesta di riavere indietro 1.500 tonnellate d’oro nel caso in cui il referendum del 30 novembre dovesse passare.

E poi, considerato che fu un atto di Obama a distruggere il settore bancario svizzero, quando gli Stati Uniti schiacciarono la tradizione plurisecolare svizzera del “segreto bancario”, questa potrebbe essere l’azione appropriata con cui la “neutrale” Svizzera potrebbe vendicarsi sul regime che le ha tolto quella che per secoli è stata la fonte primaria di capitali in quella che era (fino ad allora) una nazione molto prospera dell’Europa centrale.

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2 thoughts on “Perché la Germania non Vuole Più il suo Oro

    • Soprattutto ora che i sensi di colpa per il passato nazista non funzionano più. E dopotutto perché dovrebbero avere sensi di colpa? 🙂 Gli italiani non hanno sensi di colpa per il passato fascista e gli americani non li hanno per il Vietnam e le atomiche e un sacco di altre birichinate.

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