Deflazione nella Ue: Realtà o Esagerazione?


[A cura dello staff di The Daily Bell. Originale pubblicato su The Daily Bell il 5 dicembre 2014 con il titolo EU Deflation: Real Problem or Eurocrat Exaggeration? Traduzione di Enrico Sanna.]

Bandiera europea con bomba

Draghi dice non permetterà ai dissenzienti di legare la Bce … Mario Draghi ha partecipato ad una conferenza della Bce il quattro dicembre, la prima volta da quando è stata costruita la nuova sede della banca centrale de 1.3 miliardi di euro a Francoforte … La Banca Centrale Europea deciderà all’inizio del prossimo anno se continuare nell’azione per ravvivare l’economia dell’eurozona, ha detto il suo presidente, facendo intendere che non sarà l’opposizione della Germania o di chiunque altro a fermarlo. ~ Reuters

Tema Sociale Dominante: La Ue è in crisi. Date più poteri a Bruxelles.

Analisi di Libero Mercato: Era prevedibile. Gli uomini della Ue ora dicono che faranno quello che vorranno, che gli accordi lo permettano o meno.

L’abbiamo già detto altre volte. Romano Prodi, già ai vertici della Ue disse pubblicamente che prima o poi sarebbe avvenuto così.

Secondo Prodi, molti a Bruxelles sapevano benissimo che l’euro avrebbe fatto precipitare una crisi, e che questa avrebbe richiesto soluzioni ben oltre ciò che era permesso.

Ora Draghi segue lo stesso copione. Qui c’è dell’altro:

Con linguaggio mai prima d’ora così chiaro, Mario Draghi ha sottolineato il compito della banca centrale nel risanamento dell’economia dei diciotto paesi, sostenendo che è il momento di stampare moneta con cui acquistare risorse come obbligazioni di stato.

Queste dichiarazioni, però, fatte qualche minuto dopo un incontro in cui le sue ambizioni si erano scontrate con i rappresentanti tedeschi, l’hanno messo in rotta di collisione con la nazione più grande e importante dell’eurozona.

Facendo un ritratto pessimista delle prospettive dell’eurozona, Draghi ha annunciato che la produzione economica dei prossimi anni sarà inferiore a quanto previsto tre mesi fa, mentre una ristagnazione delle quotazioni petrolifere abbasserà ulteriormente l’inflazione.

Un’inflazione molto bassa farebbe scattare l’intervento della Bce, che a quel punto dovrebbe stampare moneta per acquistare obbligazioni governative, ovvero serve quell’alleggerimento quantitativo a cui la Germania si oppone.

“L’alleggerimento quantitativo si è dimostrato efficace negli Stati Uniti e in Gran Bretagna,” ha detto Draghi ai giornalisti durante la conferenza stampa, aggiungendo che non permetterà che la prospettiva della stabilità dei prezzi, l’obiettivo centrale della Bce, si perda di vista.

Fatto forse più significativo, però, Draghi ha fatto capire che affronterà a muso duro chi si oppone ad ulteriori azioni radicali.

… “Occorre l’unanimità per procedere all’alleggerimento quantitativo o basta una maggioranza? Io credo che non occorra l’unanimità,” ha detto, mandando un messaggio forte alla Germania.

Questa nuova determinazione di Draghi, che vorrebbe imporre le sue decisioni, potrebbe essere legata alle previsioni della Bce che vedono una crescita di appena l’uno per cento l’anno prossimo, contro l’1,5 per cento previsto in precedenza. E poi, “l’inflazione dovrebbe essere allo 0,5 per cento nel 2015, in calo rispetto ad una previsione dell’1,1 fatta a settembre e molto sotto l’obiettivo che è di poco inferiore al 2 per cento.”

Se uno crede ai numeri della Ue, l’allarmismo è giustificato. Come suggerisce il titolo, però, ci chiediamo quanto siano accurati questi numeri. Draghi e quelli come lui hanno molte ragioni per esagerare.

Secondo i keynesiani, il calo dei prezzi ritarda la spesa: i consumatori si astengono dal fare acquisti in vista di un ulteriore calo dei prezzi. Il prezzo del petrolio è visto come portatore di ulteriore deflazione dei prezzi.

Ed ecco che arriva Stanley Fischer, ex presidente della Federal Reserve… “Stanley Fischer… sostiene che la stampa di moneta sarebbe di aiuto all’Europa come lo è stata per gli Stati Uniti,” dice l’articolo.

Da bastian contrari, e sulla base delle teorie economiche austriache, non siamo d’accordo. Fu Murray Rothbard a suggerire una leggera deflazione così che la popolazione, soprattutto gli anziani, potesse risparmiare.

In una economia libera, assenti le banche centrali, la deflazione sarebbe la norma perché l’avanzamento tecnologico abbasserebbe il costo della vita. Sono le normative e il monopolio monetario delle banche centrali a far salire i prezzi svalutando la moneta e i risparmi.

Perché le banche centrali amano l’inflazione dei prezzi e temono disinflazione e deflazione? Perché in fondo al cuore le banche centrali sono stataliste. I governi moderni spendono sempre più delle disponibilità e hanno bisogno dell’inflazione dei prezzi, ovvero della svalutazione della moneta, per ridurre le dimensioni del debito complessivo.

Se la guerra è salute per lo stato, le banche centrali forniscono il sangue. Senza inflazione gli stati non possono spendere tanto. Dunque, la deflazione fa calare il potere dello stato.

La deflazione abbassa anche l’attività dei consumatori? In un mondo meno consumista sarebbe un fatto positivo. Ma non in quello iperconsumista come l’occidente del ventesimo e ventunesimo secolo.

Da quando nel 2008 è iniziata la crisi in poi, le banche centrali hanno stampato qualcosa come 50 mila miliardi di dollari. Il mondo galleggia su un mare di denaro, soprattutto dollari. Si dice che Ben Bernanke abbia stampato qualcosa come 16 mila miliardi in un fine settimana all’apice della crisi.

Come è possibile che ci sia disinflazione o deflazione? La risposta solita è che è stata stampata moneta ma le banche non concedono prestiti e i consumatori non spendono. Difficile spingerli a fare altrimenti.

Draghi è evidentemente frustrato dal fatto che la Bce non può fare di più. Sostiene che è suo diritto assumere più poteri per via della crisi deflazionaria. Un po’ montato, a parere nostro. A noi sembra che la Ue soffra di una leggera stagflazione più che di una vera e propria deflazione.

Mettendo da parte il crollo del petrolio, creato apposta dalla passività saudita, ci chiediamo dove si annidi questa deflazione. Nella quotazione dell’oro relativa al dollaro? Probabilmente, l’oro è un altra materia prima manipolata, secondo noi: il suo crollo è una sorta di fatto compiuto.

Nella Ue cala il prezzo degli alimentari? Auto? Case? O è piuttosto che la deflazione è un altro meme, una storia inventata dai burocrati europei, che per acquisire più potere si inventano ogni genere di scusa?

Certo, la stampa di moneta aiuterà i mercati azionari europei: sono sempre i più ricchi ad avere la nuova moneta per primi. Magnati e multinazionali sarebbero i beneficiari. E con loro gli stati, che trarrebbero vantaggio dalla svalutazione dell’euro.

Allora ci chiediamo: La deflazione è davvero questa grande minaccia per la Ue, o sono i burocrati che “gridano al lupo” per reclamare più poteri e svalutare ulteriormente la moneta?

Conclusione

Non tutto è come sembra. Noi generalmente non ci fidiamo dei tecnocrati. Danno sempre l’impressione di dire il contrario di quello che pensano. Allora, perché fidarsi di loro quando parlano di deflazione? Un po’ di scetticismo ci sembra dovuto.

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