La Lottizzazione Americana di Kiev


Imperialismo americano in fieri nel nuovo governo ucraino

[Di Patrick Smith. Estratto da These are lies the New York Times wants you to believe about Russia, pubblicato su Salon l’11 dicembre 2014. Traduzione di Enrico Sanna.]

ucraina_chevron

Conferenza stampa della Nuland con lo stemma Chevron alle spalle

Mi son cascate le braccia la settimana scorsa quando ho letto che il nuovo ministro delle finanze ucraino, Natalie Jaresko, è: 1) una cittadina americana a cui è stato concesso un passaporto ucraino nel momento stesso in cui veniva nominata al governo; 2) ex rappresentante del Dipartimento di Stato americano; 3) destinataria di centinaia di milioni presi dai cinque miliardi vantati da Victoria Nuland come soldi spesi per trascinare l’Ucraina in occidente; e 4) persona coinvolta in un vasto affare di insider trading tramite la società di gestione finanziaria fondata da lei dopo aver lasciato l’incarico al Dipartimento di Stato.

E poi questo:

La Jaresko è stata presidente e amministratore delegato della Western NIS Enterprise Fund (WNISEF), una società creata con una dote di 150 milioni dall’agenzia americana per lo sviluppo internazionale (USAID) per mettere su attività economiche in Ucraina. È poi co-fondatrice e socia di Horizon Capital, società che ha gestito gli investimenti della WNISEF con un tasso dal 2 al 2,5 percento, e onorari che negli ultimi anni hanno superato il milione di dollari, secondo quanto dichiarato da WNISEF nel 2012.

Il suo vero incarico alla Horizon Capital dovrebbe essere definito così: Rappresentante Primo dei Conflitti d’Interesse.

Cito la fonte, e con soddisfazione: Quanto detto qui sopra sui sordidi affari è stato estratto da un lungo rapporto scritto da Robert Parry, che ha fatto un lavoro di valore inestimabile sull’Ucraina. Leggete questo articolo: la lettura di tutti gli intrecci vi inchioderà alla poltrona. Parry cita anche John Hellmer, ex corrispondente da Mosca che ultimamente ha fatto indagini su come la Jaresko, da rappresentante del Dipartimento di Stato (e diplomatico nella Kiev post-sovietica), sia diventata destinataria dei fondi USAID.

Non c’è dubbio che questa sia la persona migliore per regolare i mercati finanziari ucraini, contrastare la corruzione con intenti angelici e negoziare con Washington, gli europei e il Fondo Monetario Internazionale, tutto nell’interesse degli ucraini. Non meraviglia che il parlamento ucraino sia andato in eruzione quando è stata annunciata la sua nomina.

Nota: I 150 milioni di dollari che il Dipartimento di Stato ha dato alla Jaresko hanno perso più di un terzo del loro valore da quando l’economia ucraina ha cominciato ad affondare. Al momento di prendere l’incarico, le riserve estere di Kiev ammontano ad appena 10 miliardi di dollari, in calo, e l’inflazione è al 22 percento.

Le mie braccia sono arrivate a livello di miniera quando, mentre la crisi ucraina si surriscaldava, il figlio del vicepresidente americano Joe Biden, R. Hunter, è stato eletto al consiglio d’amministrazione di Burisma Holdings, il principale produttore di gas naturale in Ucraina. In questo caso, non è chiaro chi sia il capo dei conflitti d’interesse, se Joe o il ragazzo.

Alcune notizie sul nostro Hunter. Il Wall Street Journal ha scritto che ai primi di quest’anno Hunter è stato sbattuto fuori dalla riserva della marina militare americana perché risultato positivo al test antidroga. Se questo quarantaquattrenne fosse stato ucraino (o di altra nazionalità), con una simile accusa non avrebbe potuto entrare negli Stati Uniti. Questo è il genere di persona che l’America è ben felice di mandare all’estero.

Fatto importante: il mese scorso Burisma ha annunciato l’inizio delle trivellazioni nei pressi di Slavyansk. Questo è il luogo in cui le truppe ucraine, tra un proiettile e l’altro, hanno installato i macchinari per l’estrazione del gas di scisto per conto della società. I lettori attenti ricorderanno che Slavyansk, tre mesi prima di questo annuncio, è stata oggetto di un intenso bombardamento durato tre mesi.

A sovrintendere il tutto la Jaresko e, secondo fra i tre stranieri nominati nel governo, Aivaras Abromavicius, un lituano che è anche socio di una società di gestione finanziaria chiamata East Capital. Sarà il prossimo ministro dell’economia, di quella poca che rimane.

Perché questi stranieri? A mio parere, Biden è un puro e semplice emissario mandato a fare da guida alle imprese americane nel campo delle risorse tramite joint venture o quello che vi pare, poi vedremo come. Gli altri sono più o meno l’equivalente dei mediatori che agivano in Cina per conto delle imprese occidentali, ovvero dei corrotti.

Vale la pena dare uno sguardo a tutta la scena: Da quella parte Vicky Nuland, dietro lo scudo della Chevron, che spiega agli amministratori delle società come sono stati spesi bene i cinque miliardi di dollari. Di qua c’è Hunter Biden che sistema la roba legale per Burisma. Da quest’altra c’è il sindaco di una cittadina rumena cacciato via per aver venduto alla Chevron il diritto di trivellare il territorio (questo lo trovate sul Times). E sullo fondo, presenti anche loro nell’articolo del Times, ci sono i lituani che costringono la Chevron ad abbandonare un progetto di estrazione del gas di scisto in seguito a diffuse manifestazioni di protesta.

Volete sapere perché disprezzo il programma dei neoliberal e chi lo sta portando avanti? Quello che vediamo è un banchetto tra squali, ecco perché. Non ha niente a che fare con la democrazia. Per gli ucraini non c’è nulla. Tra poco sentiranno parlare delle virtù della “austerità”.

Tre osservazioni.

Primo, l’avidità sulla pelle della società è così sfacciata che ogni tanto devo fermarmi e rileggere quello che ho appena scritto. È possibile che la coscienza di mercato ci abbia fatto sprofondare così in basso?

Secondo, quante volte avete letto le parole “Chevron”, “Burisma” o “interessi dell’industria del gas” nei servizi giornalistici dei corrispondenti? Io neanche una. È il “potere dell’esclusione”, come lo chiamo io, elevato al quadrato. Io espongo i fatti (per ora).

Terzo, esiste una tragedia ancora più grande. Gli ucraini vivono tra occidente e oriente. Non è solo una questione geografica: Esiste tra loro un misto di coscienza orientale e coscienza occidentale. Avevano la possibilità di ergersi e mostrare il meglio di quello che il nuovo secolo può offrirci, un pianeta le cui vecchie divisioni possono essere cancellate a favore di un’idea migliore, l’idea di una società e di un potenziale vincenti.

Questa possibilità è ora praticamente persa, distrutta da chi vi si è opposto.

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