Aprite le Porte e Levatevi di Mezzo


Se davvero volete migliorare le relazioni con Cuba

[Di Ron Paul. Originale pubblicato su Ron Paul Institute il 17 dicembre 2014 con il titolo For Truly Better Relations with Cuba, Open the Door and Get Out of the Way! Traduzione di Enrico Sanna.]

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Oggi Obama ha fatto un passo coraggioso e sorprendente verso la fine di cinquant’anni di futile embargo americano contro Cuba. Ha annunciato l’inizio della normalizzazione delle relazioni, compresa la promozione ad ambasciata della missione diplomatica all’Avana. Il presidente ha anche annunciato provvedimenti per incoraggiare i viaggi, il commercio e il flusso di informazioni tra gli Stati Uniti e Cuba.

Ha anche definito il mezzo secolo di embargo un “approccio datato” che “non ha promosso i nostri interessi”. Giustamente ha notato che cinque decenni di sanzioni “hanno prodotto scarsi risultati”.

Ha poi notato, come ho fatto spesso io, che gli Stati Uniti hanno relazioni economiche e diplomatiche con la Cina comunista da 35 anni, e hanno addirittura messo su relazioni produttive con il Vietnam, dove quarant’anni fa gli Stati Uniti hanno combattuto una guerra brutale.

Mi ha fatto piacere vedere il presidente che faceva una mossa così drammatica in politica estera a vantaggio della libertà degli americani. Ho sempre considerato l’embargo prima di tutto una politica contro gli americani. Non spetta al governo dire agli americani dove andare e con chi fare affari. Ovviamente anche il cubano medio ha sofferto enormemente per l’embargo, e io spero che questo cambiamento porti ad un miglioramento anche della sua vita.

L’aspetto più incoraggiante di questa mossa è il fatto cinquant’anni di congelamento delle relazioni sono svaniti con una semplice telefonata tra Obama e la sua controparte cubana, Raul Castro. Io mi sono sempre opposto alla politica isolazionista delle sanzioni e dell’embargo, incoraggiando i presidenti americani all’uso della diplomazia, anche di una semplice telefonata, per risolvere le discrepanze. Questo fatto può costituire un precedente per le relazioni con l’Iran, la Russia, la Siria e altri paesi.

Sul cambiamento sono ottimista ma anche molto cauto.

Consentire di viaggiare e commerciare con Cuba è un passo nella direzione giusta, ma se il governo americano utilizza l’apertura per incrementare le ingerenze negli affari interni di Cuba avrà fatto un passo avanti e uno indietro. Già leggiamo di un piano idiota dell’Agenzia Americana per lo Sviluppo Internazionale (Usaid) che intenderebbe istigare un cambiamento di regime a Cuba, stavolta cooptando musicisti cubani. Prima ancora, gli Stati Uniti hanno canalizzato fondi verso le Ong per creare un finto account su Twitter che avrebbe dovuto rovesciare il governo cubano. Il miglioramento delle relazioni non deve diventare un cavallo di Troia per le Ong che puntano al cambiamento di regime.

Ci sono neoconservatori che plaudono la mossa proprio per questa ragione. Oggi Max Boot, noto guerrafondaio neocon, ha elogiato l’apertura di Obama dalle pagine di Commentary Magazine. Ma con un ragionamento molto diverso dal nostro. Con candida spudoratezza, Boot pensa che l’apertura possa fornire un’eccellente copertura per le attività sovversive dentro Cuba: sotto l’etichetta dei “diritti umani”. Scrive:

La restaurazione delle relazioni diplomatiche porterà comunque alcuni benefici agli Stati Uniti, consentendoci di dare corpo allo staff degli interessi americani al’Avana, incrementando così la nostra capacità di (almeno teoricamente) sovvertire il regime tramite la promozione dei diritti umani.

L’impressione è che anche Obama pensi di continuare a fare ingerenze nella politica interna di Cuba, quando dice che gli Stati Uniti “continueranno a sostenere la società civile” di Cuba. È probabile che questo significhi un accordo che consenta alle Ong americane di infiltrarsi e promuovere un cambiamento di regime.

Se gli Stati Uniti vogliono davvero aiutare Cuba a diventare un paese libero e prospero io consiglierei un’altra strada: che il governo americano tolga tutte le restrizioni imposte ai suoi cittadini e si faccia da parte. I turisti, gli uomini d’affari, gli studenti e gli studiosi possono promuovere i veri valori americani, molto di più dei burocrati, delle Ong al soldo dello stato, e delle trasmissioni propagandistiche fatte con denaro americano.

Se si vuole migliorare il futuro di Stati Uniti e Cuba basta semplicemente che il governo apra le porte e si levi di mezzo!

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2 thoughts on “Aprite le Porte e Levatevi di Mezzo

  1. In effetti ci vorrebbe una bella dose di chutzpah per realizzare la messianica visione neocon di un’egemonia mondiale. Si preparino i sigari esplosivi!

    • Io credo che sia sempre stato così. Cosa pensava la nobiltà francese nel 1789, alla vigilia della rivoluzione? Probabilmente aveva la stessa sicurezza (o la stessa faccia di culo, questo significa chutzpah) dei neocon di oggi.

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