Tsipras, Ovvero il Nullismo Terminale


[Di Opinione Franchi. Pubblicato il 29 dicembre 2014.]

Tsipras il manifesto

Tsipras… Il Manifesto… capito l’antifona?

Notizia di oggi: terza fumata nera per il presidente della repubblica greca, si sciolgono le fila e si torna alle urne. La borsa crolla a picco per paura di trovarsi il 25 gennaio con Alexis Tsipras e Syriza a capo del parlamento. La sit-com del “guarda di là mentre io ti frego di qua” continua.

In queste ore la sedicente estrema sinistra sta avendo un orgasmo dettato da una malsana ed inconsapevole libidine che non salverà dallo stress (test delle banche) e neppure dall’azione cattolica (i greci sono ortodossi). Freddure a parte non penso proprio che Tsipras sia l’uomo della provvidenza dell’euroscetticismo di sinistra, bensì l’ennesimo specchietto per le allodole, forse i brezneviani di ferro del KKE sarebbero stati più credibili, ma il sinistrato rampante è l’incarnazione della rivoluzione soft e delegata attraverso l’urna, il politico della svolta radicale con sterzata dolce, quello che cambierà radicalmente il paese con contraccolpi minimi. Balle! Alexis Tsipras contrariamente a quello che si pensa è un atlantista convinto e non ha minimamente intenzione di andare al muro contro muro con i poteri forti dell’alta finanza: il fatto che sia stato invitato a Cernobbio dove ha esposto il suo modesto intervento basato sul nulla è un chiaro segnale di sdoganamento. Inoltre come osserva la nota di Panorama:

Tsipras ha promesso ai greci l’aumento delle pensioni, il ritorno della tredicesima per i pensionati poveri, l’aumento dello stipendio minimo e elettricità gratis per le famiglie non abbienti, oltre a un maxi piano di investimenti pubblici. C’è la convinzione, da parte sua, che l’Europa non potrà permettersi un’uscita della Grecia. C’è però anche la certezza che, anche qualora dovesse vincere, non avrebbe la maggioranza assoluta dei voti in parlamento per poter attuare un piano così radicale. La Grecia balla ancora sull’orlo del precipizio finanziario.”

Alexis Tsipras basa la sua strategia sul bluff e se vincerà potrà governare e continuare il programma di distruzione della Grecia e trincerarsi dietro alla scusa che non avendo una maggioranza schiacciante non può attuare riforme radicali. Se disgraziatamente (per lui) dovesse invece aver una maggioranza bulgara ugualmente non farebbe nulla, magari farebbe qualche riforma di alleggerimento per dimostrare che sta lavorando per il popolo, ma mai e poi mai andrà contro la troika. La borsa greca crolla? Un vero toccasana per gli oligarchi della finanza transnazionale poiché con 2 euro potranno sbancare il paese. Colpo di grazia dietro l’angolo?

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