I Greci Ritirano i Soldi


In Grecia sta avvenendo la più grande corsa agli sportelli della storia. Depositi ai livelli del 2005.

[Di Tyler Durden. Originale pubblicato su lewrockwell.com il 27 febbraio 2015 con il titolo Greece Suffers Biggest Bank Run In History: January Deposits Plunge To 2005 Levels. Traduzione di Enrico Sanna.]

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Una delle principali incognite a proposito dei negoziati sulla Grecia e, in fin dei conti, l’estensione del salvataggio, è: quanto è forte il panico tra la popolazione e le imprese locali? Come già spiegato altrove, le tensioni si riducono a questo: la troika ha fatto tutto ciò che era in suo potere per accelerare la corsa agli sportelli così da limitare qualunque potere di negoziazione che Varoufakis potesse avere. D’altro canto, però, la Grecia ha cercato disperatamente di minimizzare al massimo questo svuotamento dei depositi bancari.

Qualche attimo fa la Banca di Grecia ha presentato il suo ultimo rapporto sulla consistenza dei depositi bancari relativo a gennaio. È monumentale: dopo un deflusso mensile record di 12,2 miliardi di euro, più grande in termini assoluti e relativi di qualunque altra cosa sperimentata durante le precedenti crisi greche, i depositi delle famiglie e delle imprese sono scesi ad appena 148 miliardi, un calo del 7,7% rispetto al mese prima e del 10% rispetto a novembre. Questa cifra è in linea con alcune delle aspettative più pessimistiche, e porta il totale dei depositi in contanti delle banche greche al livello più basso dal mese di agosto 2005.

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La cosa peggiore è che a febbraio il deflusso è sicuramente andato avanti. Secondo alcune voci, sarebbero stati prelevati almeno altri dieci miliardi di euro. Anche se il nuovo ministro delle finanze cerca disperatamente di far credere che la Grecia ha raggiunto un nuovo “accordo” che le permetterà di tirare a campare, e che dunque la corsa agli sportelli è finita, tutto ciò è molto dubbio.

Una cosa è sicura: le banche greche, già schiacciate da livelli record di crediti in sofferenza, attorno al 40%, e prive di capitali che facciano da cuscinetto, dopo quest’ultima corsa al prelievo sono tutte, senza eccezione, banche morte che camminano. In mancanza di un altro salvataggio, che secondo Standard and Poor’s richiederà altri 40 miliardi di contante e ulteriori misure draconiane, semplicemente non si capisce come potrà la Grecia uscire da questa spirale pericolosa che si autoalimenta se non adottando un controllo dei capitali come ha fatto Cipro.

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