Alla Conquista dell’Anima (II)


Non è che il nuovo ordine mondiale si riduce ad una battaglia per la conquista della vostra anima?

[Di Brandon Smith. Originale pubblicato su Alt-Market.com il 19 novembre 2014 con il titolo The New World Order: Does It All Just Boil Down To A Battle For Your Soul? Traduzione di Enrico Sanna.]

dechirico_gigantismo

Seconda parte – Prima parte ieri

Nel mondo della matematica, Kurt Godel, grande amico di Albert Einstein, è famoso (ma non quanto meritererebbe) per aver formulato quello che lui chiamò il “teorema dell’incompletezza”. In matematica, una dimostrazione è una dichiarazione SEMPRE vera, la cui verità può essere dimostrata sempre. Il teorema di Godel scosse le fondamenta della matematica, perché evidenziava il fatto che tutta la conoscenza matematica è limitata da paradossi numerici, e che l’umanità non riuscirà mai a definire ogni cosa in termini matematici.

Membri delle élite globaliste come Bertrand Russell hanno passato anni a cercare di dimostrare che il codice dell’universo è nella matematica, e che l’universo può essere interpretato interamente in termini numerici. Godel fece a pezzi questa illusione con i suoi teoremi dell’incompletezza, stabilendo una volta per tutte che la matematica è limitata, non infinita. L’esistenza di paradossi matematici assieme ad un indefinibile “infinito” finiscono per appoggiare la credenza religiosa secondo cui ci sono cose che l’uomo non saprà mai, ma di cui almeno può dimostrare l’inconoscibilità.

Nel mondo della fisica quantistica, il lavoro di Werner Heisenberg, assieme a quello di tanti altri scienziati, ha dimostrato che la stessa meccanica del mondo che ci circonda non è affatto quella che sembra, e che la fisica tradizionale è solo un guscio vuoto di conoscenza limitato dalla nostra capacità di osservazione.

Secondo il suo principio di indeterminazione, l’osservatore di un particolare stato fisico influisce sempre sull’oggetto osservato, così che è impossibile ricavarne tutti i dati necessari a predirne lo stato futuro. Se una persona volesse diventare dio, avrebbe sicuramente bisogno della capacità di conoscere il futuro; e per poter conoscere il futuro dovrebbe poter osservare e registrare ogni aspetto di ogni particella che interagisce nell’ambiente che ci circonda. Una qualunque incognita potrebbe modificare il risultato di qualunque particolare evento. Heisenberg scoprì che le particelle agiscono diversamente secondo come vengono osservate. In alcuni esperimenti, arrivò a scoprire particelle che apparivano contemporaneamente in due punti diversi, cosa che le rendeva assolutamente imprevedibili.

Questo comportamento osservato nelle particelle elementari confonde molti fisici. Aggiungete il fatto che gli scienziati continuano la ricerca, infinita e apparentemente futile, della particella su cui si basa l’universo, ed ecco che ancora una volta il sogno dei transumanisti atei di acquisire attributi divini va in frantumi. E poi c’è il comportamento apparentemente “intelligente” delle particelle inanimate, che porta a chiedersi se l’universo è davvero una massa caotica di materia o una dinamica macchina vivente.

Nel regno della psicologia, Carl Gustav Jung scoprì, in decenni di ricerche, l’esistenza di un inconscio innato. Ovvero, fin dal momento della nascita gli esseri umani hanno in sé elementi complessi di conoscenza e identità. Questo significa che questi elementi NON sono un prodotto dell’ambiente. Jung chiamò questi elementi “archetipi”.

L’aspetto più importante di un archetipo, per il nostro discorso, è l’esistenza di punti di vista opposti, o “dualità”. I concetti di bene e male, così come quelli di coscienza e senso di colpa, non li apprendiamo da altri. Li abbiamo dalla nascita. Il fatto che nasciamo con la capacità di distinguere, almeno a livello inconscio, il bene dal male significa che abbiamo potenzialmente il potere di scegliere, un potere che va oltre l’ambiente e oltre la portata di presunti tiranni e collettivisti. Se questo non dimostra l’esistenza di un “animo” nell’uomo, non so cosa altro possa dimostrarla. L’esistenza di archetipi è innegabile. La domanda è: Visto che non provengono dall’ambiente, da dove provengono?

L’articolo di Istvan non cita nessuna delle prove scientifiche dell’esistenza di un disegno intelligente. Sostiene semplicemente che la scienza è l’unica incognita definibile, e che questa incognita è l’unica forma accettabile di fede. Ma cosa accade quando l’incognita è così limitata che la società diventa pericolosamente ignorante?

L’articolo prosegue con la promozione (sfacciata) del libro dell’autore. Nel libro l’eroe, un ateo transumanista, ottiene il potere di rifare la società a suo piacimento. L’eroe ad un certo punto mette in dubbio la necessità della religione: se si eliminasse la religione, il mondo non potrebbe finalmente vivere in pace? Lo stesso Istvan si chiede se non sia il caso di bandire le espressioni religiose nel caso dei bambini, in modo da dare loro la possibilità di “scegliere” da adulti in cosa credere. Ovviamente, così facendo non riconosce il fatto che i bambini nascono già con la prospettiva della scelta. È per questo che molti bambini che nascono cristiani smettono di praticare la fede da adulti, mentre bambini nati in famiglie atee finiscono per aderire ad un movimento religioso. L’idea che tutti i bambini siano plasmati o danneggiati permanentemente dal credo dei loro genitori non ha alcun senso.

Ciò che l’autore rivela in questa sua opera di narrativa è la grande minaccia dell’ideologia atea e transumanista, ovvero la pretesa arrogante di sapere cosa è meglio per il mondo e la sua popolazione sulla base di osservazioni scientifiche, che sono limitate e spesso male interpretate. Questo è un problema dell’oligarchia globalista, che adora le teorie espresse nella “Repubblica” di Platone, dove una élite di “re filosofi”, uomini che possiedono un alto livello di conoscenze accademiche, sono esaltati come i più adatti a guidare il mondo. Ma per guidare occorre più che una conoscenza, per quanto profonda sia. Occorre compassione e consenso informato, due cose disprezzate dalle élite.

Il Nuovo Ordine Mondiale, un ideale spesso spacciato dai globalisti e definito da loro stessi come una dittatura scientifica in cui il collettivismo acquisisce valore e l’individualismo è criminalizzato, mi sembra, nella sua forma e nelle sue intenzioni ultime, una battaglia per la conquista dell’animo umano. Loro cercano di convincerci che non è così, che non esiste alcuna coscienza innata, che ogni azione ha una spiegazione, che lo spiritualismo è un’attività frivola e terroristica, e che la fredda logica e la scienza, così come definite da loro, rappresentano la strada che porta alla prosperità e alla pace. Provano anche a lusingare le masse con immagini di un benessere realizzabile e di un Eden artificiale, promesse che non potranno mai realizzare. Chiunque potrebbe puntarti una pistola e esigere la tua fedeltà, ma non è questo che vogliono le élite. Al contrario, vogliono che tu ti consegni spontaneamente alla coscienza collettiva sacrificando la tua coscienza individuale. Se è vero che non è chiaro quale sia il nocciolo del loro culto, è innegabile che il collettivismo, il relativismo morale e l’ateismo sono le loro armi promozionali preferite.

La risposta alle mie critiche alla filosofia elitista sarà probabilmente una denuncia infinita dei crimini commessi nel nome del fervore religioso. Sono d’accordo, la religione è stata sempre sfruttata, solitamente dalle élite stesse, per schiavizzare e uccidere. Anche oggi sento cosiddetti cristiani che fanno discorsi a favore del genocidio usando interpretazioni bibliche abborracciate. In fin dei conti, però, preferisco di gran lunga un mondo in cui ognuno possa esprimere liberamente il suo credo, piuttosto che il contrario nel nome di una bigotteria suprema guidata da una moralità matematica infantile. Preferisco un mondo in cui il lato spirituale dell’esistenza possa essere aggiunto a ciò che si vede. La logica da sola non rappresenta saggezza, dopotutto. La saggezza è una combinazione di ragione, intuito e esperienza.

Mi rifiuto di vivere in una qualunque forma di teocrazia, che sia religiosa o scientifica. L’idea secondo cui dobbiamo scegliere tra queste due è una farsa, un dibattito pilotato. L’unica cosa importante è l’animo (o come altro volete chiamarlo) dell’individuo. È importante tenere a mente che quando lottiamo contro il Nuovo Ordine Mondiale non stiamo semplicemente lottando per la libertà, ma anche per qualcosa di profondamente e intrinsecamente spirituale. Anche se non riusciamo a definirlo, possiamo comunque sentirlo. E questo basta.

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