La Cisco Cerca di Seminare gli Spioni


L’azienda informatica invierà i pacchi ad indirizzi fantasma nel tentativo di depistare le intercettazioni della Nsa

[Di Darren Pauli. Originale pubblicato su The Register il 18 marzo 2015 con il titolo Cisco posts kit to empty houses to dodge NSA chop shops. Traduzione di Enrico Sanna.]

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Nel tentativo di frustrare e depistare i tentativi di intercettazione della Nsa, la Cisco ha deciso di spedire pacchi ad indirizzi fantasma, rivela il capo del settore sicurezza Cisco John Stewart.

Queste spedizioni a vuoto servono a rendere vana un’operazione dello spionaggio americano, operazione resa nota da Snowden. Secondo le rivelazioni di Snowden, l’Nsa intercetta l’hardware durante la spedizione al cliente per installare dei microchip spia.

La campagna di intercettazioni dei pacchi è stata rivelata a maggio dell’anno scorso. Secondo le rivelazioni di allora, lo spionaggio americano intercetta l’hardware spedito fuori dai confini americani per installare dei microchip che poi permettono alla Nsa di venire in possesso di ogni dato che passa dall’elettronica.

Parlando oggi ad una conferenza stampa organizzata dalla Cisco a Melbourne, Stewart ha annunciato che lo spedizioniere Borg spedirà a entità fittizie i pacchi destinati ai clienti più a rischio, con la speranza di sviare il programma di intercettazioni e modifiche messo in atto dalla Nsa.

“Noi mandiamo [il pacco] ad un indirizzo che non ha niente a che fare con il cliente vero. In pratica, nessuno sa dove è diretta la spedizione,” ha detto Stewart.

“I clienti sono veramente preoccupati… Bisogna rendere la vita più difficile a chi vuole intercettare le spedizioni. L’Nsa non può sapere dove è diretto quel particolare router, e questo rende particolarmente difficile l’individuazione dell’obiettivo. Se volesse farlo, dovrebbe intercettarli tutti quanti. Ovviamente, questo significa che ci sono sempre rischi inerenti.”

In alcuni casi, ha detto Stewart, i clienti arrivano a recarsi dal distributore per prendere l’hardware di persona.

Niente però può garantire una protezione totale contro le operazioni dell’Nsa. “Se le macchine fossero installate in un ambiente sigillato… allora potrei rimuovere i controlli che riguardano la spedizione,” ha detto. Ha poi aggiunto che le attuali tecnologie hardware possono rendere la vita “incredibilmente difficile” a chi vorrebbe manomettere le macchine con intenzioni ostili.

La Cisco controlla i suoi router alla ricerca di possibili chip spia ma finora non ha trovato nulla. Anche perché, ha aggiunto Stewart, non si sa come siano fatti.

Dopo essere venuto a conoscenza della campagna di sabotaggio della Nsa, il capo della società di spedizioni Borg, John Chambers, ha scritto al presidente americano Barack Obama dicendo che lo spionaggio sta danneggiando l’industria tecnologica globale. Finora, nessuna risposta.

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