Razzisti o Razziatori?


ll problema di Ferguson non è il razzismo ma un sistema giudiziario corrotto

[A cura dello staff di Daily Bell. Originale pubblicato su The Daily Bell il 7 marzo 2015 con il titolo Ferguson’s Problem Is not Police Racism But a Broken Justice System. Traduzione di Enrico Sanna.]

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A Ferguson un complotto contro i negri… Nonostante i dubbi attorno all’omicidio di Michael Brown, molti abitanti di Ferguson, nel Missouri, hanno subito pensato che fosse una vittima innocente del poliziotto Darren Wilson, che lo ha sparato dopo una zuffa. [Ma] il dipartimento di giustizia è arrivato alla conclusione che non esistono prove che smentiscano le dichiarazioni dell’agente Wilson, che ha detto di aver temuto per la propria vita. L’agenzia federale ha poi aggiunto una ricostruzione delle circostanze che spiega perché molti abitanti negri davano per scontata l’aggressione e sono scesi per le strade a protestare. Da anni la polizia di Ferguson semina brutalità, viola i diritti civili e aiuta i funzionari cittadini a sfruttare la comunità nera con la sfrontatezza di un capomafia. ~ The Atlantic

Tema Sociale Dominante: Ferguson è un’anomalia. Il governo federale deve intervenire e raddrizzare i torti.

Analisi di Libero Mercato: Il rapporto su Ferguson scritto dal dipartimento della giustizia è spaventoso. Le statistiche che saltano agli occhi sono state messe in secondo piano da The Atlantic; ma sono fondamentali, o dovrebbero esserlo. Eccole qui così come l’articolo le riporta verso la fine:

Bisogna tener presente che Ferguson ha circa 21.000 abitanti. “Secondo il tribunale, a dicembre 2014 oltre 16.000 persone avevano un mandato d’arresto in sospeso,” nota il rapporto. Questo è scioccante. Ancora: “Su 460 persone arrestate ai posti di blocco unicamente perché avevano un mandato d’arresto in sospeso, 443, ovvero il 96%, erano afroamericani.

Su 21.000 persone, 16.000 avevano un mandato d’arresto in sospeso. E quasi tutti erano neri. Questa è la realtà nell’America del ventunesimo secolo.

Ad esser sinceri, l’articolo spiega che la ragione di tutti questi mandati ha a che fare con i problemi di bilancio della città. La polizia è stata incoraggiata a fare il maggior numero possibile di citazioni mentre il tribunale, a sua volta, dò la caccia ai più poveri e disperati alla ricerca di ogni centesimo.

“Gli agenti eseguono regolarmente fermi che hanno poco a che vedere con la sicurezza e sono legalmente dubbi,” dice il rapporto. “Tre o quattro accuse per volta non sono inusuali. Gli agenti scrivono sei, otto citazioni per persona, e una volta sono arrivati a quattordici.” Ci sono agenti che fanno a gara a chi ne scrive di più.

Questo atteggiamento aggressivo della polizia, unito alla perversione del sistema giuridico trasformato in una macchina per fare cassa, non è insolito nell’America del ventunesimo secolo. I media, secondo l’articolo, si sono concentrati sul potenziale razzismo della polizia, che sarebbe evidenziato anche in varie email. Ma il vero problema è il meccanismo criminale istituzionalizzato che regolarmente incrimina le persone al fine di fare cassa.

Abbiamo parlato… con un’afroamericana con un caso pendente dal 2007, quando le capitò di parcheggiare in divieto. Ricevette due citazioni e una multa da 151 dollari più le spese. La donna, che si trovava in difficoltà finanziarie ed era senza casa da alcuni anni, ricevette sette denunce per non essersi presentata in tribunale tra il 2007 e il 2010. La corte emise un mandato d’arresto più multa e spese legali per ogni mancata comparizione.

Tra il 2007 e il 2014 la donna è stata arrestata due volte, sei giorni di carcere, e ha pagato alla corte 550 dollari per un divieto di sosta. Secondo i registri del tribunale, la donna per due volte ha cercato di fare pagamenti parziali di 25 e 50 dollari, ma il tribunale ha rigettato qualsiasi proposta inferiore al totale dovuto. Uno di questi pagamenti alla fine è stato accettato, ma solo dopo che la lettera con cui il tribunale rigettava la proposta è tornata indietro per mancato recapito. Oggi questa donna sta facendo pagamenti regolari. A dicembre 2014, sette anni dopo, a fronte di una multa di 151 dollari, aveva pagato 550 dollari e ne doveva altri 541.

Bisogna riconoscere il merito dell’articolo, che mette in evidenza questa sorte di psicosi giudiziaria. Purtroppo, però, manca la parte più importante di questo rapporto. Il giornale sembra arrivare alla conclusione che esiste un “complotto” tra poliziotti contro i negri di Ferguson.

Non sorprende il fatto che la popolazione nera sia scesa in strada dopo l’assassinio di Michael Brown. Prima o poi qualcosa avrebbe fatto scattare la protesta, e anche se l’agente Wilson avesse agito in maniera impeccabile questo non avrebbe nascosto il fatto che esiste una fondata sfiducia nei confronti dei vertici della polizia e dell’amministrazione cittadina. Un’indagine del dipartimento di giustizia è più che mai urgente, e con esso grosse riforme.

Riforme! Il genere di attività descritto nel rapporto, o almeno quel genere di mentalità, è sicuramente diffuso in molti dipartimenti di polizia dei grossi centri. Il vero problema, quello che i giornali tradizionali non affrontano mai, ha a che fare con il fallimento su larga scala del sistema giudiziario americano.

La giustizia penale non fa più giustizia. Crea criminali senza ritegno. E molti di questi sfortunati poi finiscono a lavorare in prigioni “privatizzate”. I problemi del sistema giudiziario americano sono molto, molto più profondi del razzismo. Parte dal sistema così come è strutturato nella maggior parte dei paesi occidentali. Come il monopolio della moneta fiduciaria finisce obbligatoriamente per essere abusato dalle banche centrali, così avviene con il monopolio della “pubblica” giustizia.

Quando una singola parte, in questo caso lo stato, ha la responsabilità dell’ordine pubblico, l’arresto, il giudizio e il carcere, il risultato è inevitabilmente corrotto. Un sistema del genere è sbilanciato e senza controllo.

Gli autori delle culture del passato lo sapevano benissimo. Un tempo esisteva una vasta tradizione in cui la giustizia era affidata a privati e a terze parti. Ancora oggi è così in Medio Oriente, in India e altrove. Le persone tendono a comporre i dissidi personalmente o tra famiglie. Si potrebbe obiettare che un sistema così offre al più una giustizia approssimata. Ma è forse meglio un sistema che criminalizza tre quarti di una città?

Conclusione:

Il sistema giudiziario americano è guasto come il sistema monetario e quello scolastico. È improbabile che queste istituzioni tornino a funzionare. Quando una società, americana o occidentale in generale, è in declino, il prossimo passo, come dice Gibbon, è il “crollo”.

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One thought on “Razzisti o Razziatori?

  1. Infatti i neri hanno una loro giustizia, più sbrigativa e più in linea con le loro preferenze temporali più alte. Il problema è che si rivolgono sempre ai bianchi invece di esigere l’indipendenza.

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