Un’Alleanza Politica tra Bastardi


Lo stato sociale e il controllo della crescita demografica

[Di Gary North. Originale pubblicato su garynorth.com il 23 gennaio 2015 con il titolo A Political Alliance of Bastards: The Welfare State and Population Control. Traduzione di Enrico Sanna.]

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Esiste un’alleanza tra i figli bastardi dello stato sociale e i bastardi in sé che hanno progettato lo stato sociale per poi sbolognarlo agli elettori fin dalla Rivoluzione Francese. L’alleanza poggia su un’idea in due parti: la legittimità morale della pianificazione centralizzata e la sua efficacia economica.

Il Controllo Demografico

Questa è una legge fondamentale della natura: non si può modificare qualcosa senza toccare il resto.

Questa è una legge fondamentale della politica: lo stato non può regolamentare qualcosa senza toccare il resto.

Questa è una legge fondamentale dell’economia: controllo dell’economia significa controllo della popolazione.

A cominciare dall’illuminismo francese, e poi via via fino ai giorni nostri, tra gli intellettuali occidentali si è sviluppata una fazione che si oppone alla crescita demografica. Questi sono sostenitori della pianificazione centrale.

Contemporaneamente, i pianificatori centrali hanno cominciato a vedere con favore l’opposto, ovvero la crescita demografica.

Potrebbe sembrare strano trovare entrambe queste posizioni tra i pianificatori centrali e i suoi sostenitori, ma una spiegazione c’è. Da un lato, se si pensa che la popolazione cresca più dell’economia pro capite, si è per il controllo della crescita demografica. Si vuole tenere alta la ricchezza pro capite, e dunque è necessario tenere bassa la crescita demografica. Dall’altro lato, se, come succede sempre ai pianificatori centrali, ci si accorge che la pianificazione centrale ha bisogno di risorse “disponibili” da confiscare, soprattutto per scopi militari, e la popolazione non cresce, ecco che qui nasce un problema. Il problema è questo: occorrono nuovi lavoratori che paghino le promesse fatte agli elettori. I politici hanno promesso tantissimo in termini di assistenza agli anziani, ma non ci sono abbastanza giovani lavoratori da tassare. Oltre a ciò, è sempre più difficile trovare persone da reclutare, che siano volontari o meno. Negli anni trenta, i governi fascisti europei premiavano le famiglie numerose. Oggi vediamo programmi governativi dello stesso tipo, come gli asili nido e l’indennità di maternità per le mamme, in un’Europa occidentale che subisce il declino demografico della popolazione originaria, mentre il contrario accade tra gli immigrati, soprattutto musulmani. I pianificatori centrali, dunque, vogliono l’una e l’altra cosa.

Nel mio commento al libro dell’Esodo, del 1985, terminavo il primo capitolo così:

Il faraone capiva la necessità di proteggere le risorse della nazione dai prolifici israeliti. Tre millenni e mezzo più tardi, i socialisti, impauriti e sulle difensive, hanno la stessa preoccupazione. Bertrand Russell, il filosofo socialista e matematico britannico, vide chiaramente il dilemma del socialismo: per far crescere la ricchezza pro capite, un sistema a bassa produttività come il socialismo ha bisogno della crescita zero. Anche il socialismo attuale punisce quelle popolazioni rivali che crescono, proprio come faceva il socialismo dell’antico Egitto. [Russell] scrisse nel 1923:

Il socialismo, soprattutto il socialismo internazionale, è possibile come sistema stabile solo se la popolazione è stazionaria o quasi. È possibile far fronte ad un lento incremento con il miglioramento dei sistemi agricoli, ma una crescita rapida porterebbe in breve tutta la popolazione all’indigenza, e sfocerebbe molto probabilmente nella guerra. Considerato che la popolazione francese non cresce, e che il tasso di natalità è declinato enormemente tra le altre nazioni bianche, è lecito sperare che presto la crescita demografica mondiale si fermi. Le razze asiatiche impiegheranno più tempo, e i negri ancora di più, ma il tasso di natalità calerà fino a stabilizzare i numeri senza l’aiuto delle guerre e delle pestilenze. Ma bisogna anche sperare che muoiano i pregiudizi che finora hanno impedito la diffusione del controllo delle nascite, e che tra duecento anni, diciamo, tutto il mondo abbia imparato a non essere spropositatamente prolifico. Finché questo non avverrà, i benefici a cui il socialismo mira saranno realizzati solo in parte, e le razze meno prolifiche dovranno difendersi da quelle più prolifiche con metodi che sono tanto ripugnanti quanto necessari. Per ora, dunque, le nostre aspirazioni socialiste devono confinarsi alle razze bianche, magari includendo i giapponesi e i cinesi in un futuro non distante. [Bertrand Russell, The Prospects of Industrial Civilization, 2ª edizione, Londra, George Allen & Unwin, 1959, p. 273. Prima edizione: 1923. Russell non cambiò le sue opinioni al punto da dover modificare questo passaggio.]

I pianificatori centrali si oppongono all’idea che le famiglie debbano avere il diritto di determinare le proprie dimensioni, e per questo mettono in piedi programmi che o sussidiano o penalizzano le famiglie numerose, secondo lo stadio in cui si trova il governo socialista. I pianificatori centrali semplicemente non riescono ad accettare il fatto che in materia di dimensioni della famiglia siano gli individui a decidere, che siano loro ad avere la responsabilità di decidere quanti figli avere, e dunque di decidere le dimensioni future della nazione. I pianificatori si oppongono ferocemente all’idea della responsabilità e dell’autorità individuale. Vogliono che sia il governo civile, non i governi famigliari, a determinare le dimensioni della famiglia media. La Cina, con la sua politica del figlio unico, è l’esempio più evidente. Ma ora quella politica si sta ritorcendo contro di loro, esattamente come previsto da molti critici trentacinque anni fa. C’è un eccesso di giovani uomini, e questo porta sempre allo scontento e ai problemi sociali. I pianificatori centrali vogliono evitare entrambi.

Dunque non sorprende che i proponenti della crescita zero si trovino tra i ricchissimi con istruzione superiore. Hanno assorbito l’ideologia keynesiana secondo cui l’economia può essere guidata, e sono preoccupati perché le classi inferiori potrebbero batterli alle urne. La stessa preoccupazione era alla base del movimento progressista ai primi del novecento. La promotrice più spudorata fu la fondatrice di Planned Parenthood, Margaret Sanger. La sua polemica razzista contro gli immigranti e i poveri, The Pivot to Civilization (1922), si trova online. La sua biografia scritta da George Grant ha un titolo significativo: Killer Angel (Angelo Assassino, es).

Il movimento eugenetico dell’Era Progressista era a favore della sterilizzazione di stato per i deboli di mente. Le leggi degli stati furono convalidate dalla corte suprema con la sentenza Buck v. Bell del 1927. La sentenza non è mai stata rovesciata. I nazisti usarono la legislazione americana, nata prima della prima guerra mondiale, come modello per il loro programma di sterilizzazione forzata. L’Indiana fece da apripista. Alcune di queste leggi rimasero in vigore fino agli anni cinquanta.

I megaricchi dei primi decenni del novecento appoggiavano il movimento. La famiglia Rockefeller era particolarmente coinvolta, sia ideologicamente che finanziariamente. Dopo la seconda guerra mondiale, i discorsi e i pamphlet degli anni venti furono gettati nel buco della memoria. I progressisti volevano nascondere il fatto che i nazisti avevano attinto pienamente al movimento eugenetico per quanto riguardava l’ideologia e l’attuazione. Ma la prospettiva di una crescita zero è rimasta. John D. Rockefeller III fu uno dei maggiori promotori della crescita zero. Nel 1952 fondò il Population Council.

La Rivoluzione Francese

Questa ostilità verso la crescita demografica risale al movimento giacobino della rivoluzione francese. Si tratta di un aspetto della storia europea a lungo ignorato. C’è una persona che più di ogni altra ha richiamato l’attenzione su questo aspetto della rivoluzione francese: Nesta Webster. Nel suo libro del 1919, The French Revolution: A Study in Democracy, dedicava molto spazio alla delineazione dello sfondo culturale di questa idea. I rivoluzionari francesi non volevano semplicemente controllare la crescita demografica: volevano sterminare almeno un terzo della popolazione. Lo dissero pubblicamente. E cercarono di farlo amministrativamente durante il regno del terrore di Robespierre. Questo aspetto della rivoluzione francese è stato intombato dagli storici di professione. Loro tendono a nutrire simpatie per l’ideologia della rivoluzione francese, e questo fatto li imbarazza. Sembra una cosa spietata. Io ho ristampato il capitolo del libro che tratta del programma di spopolamento, e Enrico Sanna l’ha tradotto in italiano.

I piani dei rivoluzionari francesi nel decennio 1790 furono stravolti dalla crescita costante della popolazione, crescita che cominciò proprio allora. La popolazione mondiale nel 1800 era al massimo di un miliardo di abitanti. Oggi supera i sette miliardi. L’imprevista crescita composita dell’economia, che cominciò proprio ai tempi della rivoluzione francese, ebbe come controparte un’altrettanto imprevista crescita della popolazione mondiale. Prima di allora, la crescita demografica arrivava sempre ai limiti della sostenibilità economica. Prima di allora, erano le carestie, le epidemie e le guerre a invertire la crescita. Attorno al 1800, per la prima volta nel corso della storia nota, l’incremento demografico continuò ma senza raggiungere i limiti della sostenibilità economica o ambientale.

Oggi, gli elitisti economici pensano che sia compito dello stato intervenire sulla vita delle persone per limitarne la riproduzione. Questi elitisti sono terrorizzati dalla crescita demografica come lo erano i giacobini nel 1793. Ma queste paure erano fuori luogo nel 1793 così come lo sono oggi. Che siano gli individui a decidere quanti figli avere, purché se ne assumano la responsabilità economica. Costi e benefici devono essere imposti dalla legge e dai costumi.

C’è una cosa che irrita la sinistra. I suoi programmi di confisca della ricchezza nel nome dei poveri hanno prodotto risultati ovvi: madri nubili con numerosi figli, che vivono di assistenza perché sanno che lo stato corre in loro aiiuto. Queste madri non sono stupide. Sanno mungere il sistema. La sinistra è atterrita dal risultato delle sue politiche. Scopre che, guarda un po’, quando lo stato incentiva la povertà il risultato è più povertà. Il libero mercato risponde agli incentivi. Quando smetteranno di stupirsi?

La sinistra è schizofrenica. Lo è sempre stata. Da un lato, giustifica la tassazione della classe media per finanziare i poveri. Ovviamente, le persone di sinistra si assicurano di avere vantaggi fiscali che li mettano al riparo dalle tasse. Poi finiscono in trappola. L’inchiostro rosso sommerge il governo. I politici hanno bisogno di lavoratori che tengano in piedi lo stato sociale, ma i figli bastardi delle madri singole, allevati dalla burocrazia assistenziale, non vogliono lavorare. Vogliono l’assistenzialismo. Come fanno i pianificatori centrali a trovare cittadini produttivi in grado di pagare le tasse e sostenere così i destinatari dell’assistenza? Tra questi ultimi c’è tutto un esercito crescente di anziani che sta per attingere alla più vasta operazione assistenziale di stato nella storia del genere umano. È dura essere di sinistra.

Dunque, ogni volta che leggiamo di programmi per il controllo demografico, possiamo tranquillamente ignorarli. La gente deciderà per conto proprio, e i benefattori [con i soldi altrui] megaricchi e dell’élite intellettuale non hanno alcun effetto su gran parte delle decisioni. In tutto il mondo, la classe media decide da sé quanti figli avere.

I giacobini che nel 1793 erano per lo spopolamento videro i loro sogni e i loro progetti finire sulla ghigliottina. Robespierre fu decapitato dal suo stesso governo nel 1794.

Gli elitisti keynesiani pensano di essere più intelligenti della popolazione generale. Ma non lo sono. Soffrono di quello che F. A. Hayek chiamava vanità fatale. Pensano di poter pianificare per gli altri. Pensano di ottenere un miglior risultato che non lasciando le decisioni agli individui e alle famiglie. Hanno un emulo: Robert Mugabe. E un esempio reale del risultato: lo Zimbabwe.

Non prendo sul serio questi programmi demografici degli intellettuali occidentali. Non hanno i voti necessari per trasformare l’occidente nella Cina comunista del 1979.

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