L’Italiaccia del CAC e della Pera Marcia


prigione

[Di Gian Piero de Bellis. Originale pubblicato su Panarchy.]

Ero a Oxford e stavo vedendo alla TV la cerimonia di apertura del Giochi Olimpici invernali (Torino). A un certo punto è arrivata in scena una bimbetta e ha incominciato a cantare l’inno di Mameli. Dopo un primo momento di stupore assoluto, seguito da un conato di vomito, ho afferrato il telecomando e ho subito spento il televisore. Non era possibile che anche in una manifestazione internazionale di fratellanza sportiva dovessi sorbirmi un inno alla patria.

Allora ho pensato: ecco, questa è l’italiaccia del CAC, del CarloAzeglioCiampi nostrano, del presidente italianissimo, statalista e patriottico sotto il fascismo, statalista e patriottico sotto il post-fascismo.

Riflettiamo un attimo.

Molti come me avevano acceso il televisore per vedere l’inaugurazione di una manifestazione sportiva che raccoglie atleti di tutto il mondo in una festa fatta di competizione sportiva e di interscambio culturale cosmopolita.

Che cosa c’entrava in tutto ciò l’inno di Mameli?

Sarebbe come imporre simboli religiosi a persone che si sono incontrate per altri motivi.

Eppure questo fanatismo statalista e settario che si è così bravi a cogliere negli islamici, non viene minimamente avvertito quando si tratta di simboli propri, acquisiti fin dalla più tenera età nelle scuole di stato, che sono, in occidente, l’equivalente delle madrasse, le scuole coraniche.

L’emblema e il massimo rappresentante di tutto ciò è il CAC, il ripetitore massimo di tutti i luoghi comuni e più nefasti di patria e famiglia, seguito a ruota … da chi se non dalla seconda massima carica dello stato, il perino nostrano, la pera delle pere o il pirla dei pirla.

Esaminiamo brevemente l’ultimo fatto.

Il cardinale Martino è a favore dello studio della religione islamica nelle scuole italiane dove ci sono studenti che ne facciano richiesta; subito interviene sdegnato la Pera marcia nazionale (marcello pera), tutto sdegnato a riaffermare le radici e l’identità cristiana degli italiani. E questo sarebbe lo studioso di Popper, il massimo esponente nostrano della società aperta!

Il mio dubbio è che pera si faccia continuamente delle pere perché parla proprio come un pirla appestandoci con pazzesche puttanate.

Sarebbe ora di dire: Pasta, Pasta, Pasta!

Insomma, altro che Popper. In Italia c’è Pipper, Pluter und Paperinen, vale a dire esseri patetici, buffoni, mariuoli, in una farsa ridicola che lascia la bocca disgustata.

Crimini contro la lucidità mentale, questo è quello che la stragrande massa degli italiani compie ogni giorni ascoltando le idiozie del CAC e della Pera marcia.

Finirà tutto in un rigurgito e in un vomito giganteschi.

(Speriamo presto)

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