Compattazione, Istinto del Branco e Territorialità


sturmtruppen

[Di Fred Reed. Originale pubblicato su fredoneverything.com il 6 ottobre 2016 con il titolo Compaction, Pack Instinct, and Territoriality. Traduzione di Enrico Sanna.]

Siamo tutti pazzi. Questo spiega tutto. Mi spiego meglio, nella speranza di diventare come quei fari dell’intelletto di Platone, Burke e Hunter Thompson.

La mente umana non può pensare a più di poche cose per volta. Ad esempio, non riusciamo a considerare individui un miliardo di abitanti della Cina, e dunque diciamo che “la Cina”, o “i cinesi”, hanno fatto una certa cosa che gran parte di loro non sa, non voleva fare, o voleva fare altro. Il miliardo diventa un solo essere senziente, una sorta di persona atomizzata.

Ad esempio, c’è chi dice Cuba per dire “Castro”, o dice che “Cuba” dev’essere punita perché fa qualcosa che Washington non approva, onde per cui embargo. In realtà, ci sono 11.000.000 di cubani, di cui solo uno è Castro. Gran parte dei cubani non ama Castro, come dimostra la loro disponibilità a pagaiare novanta miglia fino a Miami su un tubo. L’embargo non punisce “Cuba”. Rende miserabile la vita di 11.000.000-1 persone, nessuna delle quali ha potere d’influenza sulla politica di Cuba. Di sicuro l’embargo non sconfigge Castro, che può avere tutte le bistecche e tutto il miglior bourbon che vuole, embargo o no.

Questa incapacità di affrontare la complessità accomuna e quasi definisce tutta la politica. Ad esempio, Donald Trump vuole punire il Messico facendogli pagare il muro, e questo viene accolto con entusiasmo da quelli per cui il Messico è una sola cosa: un essere spregevole con sombrero e bandoliere incrociate che “spedisce criminali negli Stati Uniti”. (Il ruolo di uno studente elementare di Mérida nello spedire criminali non è chiaro). È più facile pensare al “Messico” che a diverse migliaia di criminali, o a svariate centinaia di migliaia di persone moderatamente povere che spontaneamente decidono di andare dove sono i soldi.

Prendere miliardi per costruire un muro punisce chi? O cosa? I soldi verrebbero sottratti dai fondi per le strade, le scuole, la sanità o altro. Ovvero, verrebbero puniti quelli che non sono entrati illegalmente negli Stati Uniti. Certo nel governo messicano nessuno verrebbe colpito.

Spesso questa compattazione psichica ha conseguenze terribili. L’Onu stima che 600.000 bambini iracheni siano morti per malattie trasmesse dall’acqua, come la dissenteria, perché l’America impose un embargo sul cloro usato per potabilizzare l’acqua (potevano ricavarne gas velenosi). “Iraq”, ovvero Saddam, diventò una singola entità malefica. Entrambi erano da punire. (Chi governava gli Stati Uniti voleva petrolio, impero e Israele. La punizione di Saddam e l’imposizione del benessere e della democrazia servivano a gabbare i grulli perché si unissero al branco).

Vedere un bambino che piange mentre muore di diarrea porta la comprensione al livello individuale. È per questo che lo stato non vuole che queste cose si sappiano.

Poi c’è la compattazione temporale. Gli ebrei uccisero Cristo (non li facevo così vecchi) e il Sud praticava la schiavitù, ed entrambi devono essere puniti. Nessun americano possiede più schiavi da generazioni, ma questo non entra nella testa. “Il Sud” è un unico, enorme, immortale, sghignazzante padrone di schiavi.

Altra cosa che rende il comportamento umano disperatamente odioso è l’istinto del branco. Abbiamo un’insuperabile tendenza a formare branchi che ringhiano contro altri branchi. Nel caso di alcune specie, come la nostra, entra in gioco anche un forte senso della territorialità. La voglia di fondersi con il branco e azzuffarsi con gli altri è forse più forte del sesso. Non è proprio degli uomini (anche delle formiche, ad esempio) ma in natura è un fatto insolito. Alcune specie intelligenti, come i cavalli, formano branchi ma non si azzuffano. Anche le balene. I gatti, poi, sono completamente indifferenti.

Le nazioni (grossi branchi) ringhiano e si azzuffano tra loro, e formano branchi più grossi (la Nato, il Patto di Varsavia) per ringhiare e azzuffarsi. Sono terribilmente territoriali. Le belve di questi branchi non pisciano per delimitare il territorio ma poco ci manca.

Similmente (molto similmente) le bande di ragazzini hanno gerarchie militari, territori, vestono allo stesso modo, e si fanno la guerra. Le squadre di football esistono solo per combattersi a vicenda, con i fan nel ruolo di ausiliari di supporto. Idem per le olimpiadi e i mondiali. Partiti, femministe, razze, etnie, nazionalità, fedi religiose, sottoinsiemi delle fedi, tutti agiscono allo stesso modo.

L’analogia con il branco è straordinariamente adatta. Quando un cane sconosciuto passa sul marciapiede di fronte alla nostra casa, i nostri tre cani si fiondano sullo steccato e abbaiano furiosamente. Non pensano che lo sconosciuto sia davvero una minaccia. È tenuto al guinzaglio dal suo padrone. È che i nostri botoli hanno l’istinto territoriale del branco, e agiscono di conseguenza.

Idem per la difesa aerea. Quando un vecchio, traballante bombardiere ad elica russo trasformato in aereo da ricognizione si avvicina allo spazio aereo americano, i caccia rombano in aria come forsennati per abbaiargli contro. I piloti sanno che l’intruso non vuole bombardare alcunché. È che siamo animali con l’istinto territoriale del branco.

La storia è piena di branchi che lottano per il territorio, ognuno dei quali pensa che l’altro branco sia un’unica entità senziente. Gli imperi, i branchi maggiori, crescono come bolle, conquistano territori altrui, salvo poi sgonfiarsi quando compaiono nuovi imperi più formidabili. L’impero ateniese, Roma, l’Inghilterra, i sovietici, gli americani, la Cina. Anche i cani più grossi invecchiano.

Le nazioni hanno lo stesso comportamento idiota dei cani perché sono governate da persone idiote come cani. I cani maschi di un branco lottano perché vogliono diventare cani alfa. I politici maschi, comprese le poche marginalmente femmine, vogliono diventare politici alfa e per questo lottano, graffiano, mordono, mentono, imbrogliano e rubano. La politica premia le persone violente e senza principi, quelle che hanno più probabilità di iniziare una guerra. Un numero piccolissimo di queste persone patologicamente combattive decide se un paese di trecento milioni deve andare in guerra contro un altro paese che la maggior parte della popolazione non conosce.

Disgrazie possono accadere quando persone con istinti adatti a piccoli gruppi di sbandati decidono di mandare alla guerra nazioni di centinaia di milioni di individui con armi nucleari. I loro istinti ormonali sono esattamente gli stessi delle risse nei bar. Il branco li segue perché, ancora una volta, siamo animali del branco. Questo facciamo.

Questo facciamo dappertutto. Immerso nel suo fetore, imparai tanti anni fa la Prima Regola del Giornalismo: Se vuoi avere successo, scegli un punto del panorama politico tra destra e sinistra e non allontanarti mai, mai, da lì. Quale punto non ha importanza. I partiti più piccoli arraffano meno ma hanno anche meno aderenti tra cui distribuire il bottino. Ma l’importante è appartenere ad un branco.

La coerenza è importante. Devi pensare come il resto del branco altrimenti quest’ultimo degenera in un gruppo di pensatori indipendenti, dio ce ne scampi. Se sei un buon liberal e fai una dichiarazione contro l’aborto, o se sei un conservatore e ti opponi al Secondo Emendamento, non te la perdoneranno mai. Il primo dovere di chi fa parte di un branco è far parte del branco.

E questo è tutto. Tutto il comportamento politico in 1200 parole. E non dovete neanche pagare.

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