Intelligenza Artificiale e Capitale


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Di Tomasz Konicz. Originale pubblicato su Exit il 18 febbraio 2018 con il titolo Inteligência Artificial e Capital. Traduzione italiana pubblicata su francosenia.blogspot.it.

“Quel gioco lì arriva anche al secondo livello?” (Nick Land)

L’umanità, è pronta a servire devotamente i robot, che ben presto saranno fra noi? Questa domanda, che spesso appare nei prodotti-spazzatura dell’industria culturale, potrebbe ben presto diventare abbastanza reale, secondo quella che è l’opinione di molti critici della ricerca sull’Intelligenza Artificiale (AI). Nel caso che i robot volessero ancora governare l’umanità – e non decidessero di volersi liberare rapidamente di questi irritanti “sacchi di carne”, facendo uno spietato remake del film Terminator.

Le voci che ci mettono in guardia circa la ricerca, in gran parte non regolamentata, sull’Intelligenza Artificiale, che viene svolta nei laboratori delle grandi imprese internazionali nel campo dell’alta tecnologia, ultimamente sono sempre più ascoltate – e provengono da una vasta gamma di figure di spicco della comunità scientifica e tecnologica. [*1]

Per Stephen Hawking, fisico noto a livello mondiale, la scoperta qualitativa cruciale avvenuta relativamente alla ricerca sull’Intelligenza Artificiale – a cui ci si riferisce spesso, nell’ambito dell’Intelligenza Artificiale, con il termine di “Singolarità” – potrebbe coincidere con la “fine dell’umanità”. [*2] Essa «si distinguerebbe da sé sola, si modificherebbe ad una velocità sempre più crescente. Gli esseri umani, limitati dall’evoluzione biologica, non potrebbero competere con essa e verrebbero eliminati». Bill Gates ha messo in guardia sul fatto che l’Intelligenza Artificiale potrebbe essere potenzialmente più pericolosa di un disastro nucleare. Nick Bostrom, professore di filosofia dell’Università di Oxford, vede nel suo libro, “Superintelligence”, un futuro pieno di miracoli tecnici ed economici, nel quale non ci sono più persone. [*3] Sarebbe come una «Disneyland senza bambini», nei cui impianti l’Intelligenza Artificiale eliminerebbe semplicemente il fattore umano.

Vernor Vinge, matematico e creatore del termine “Singolarità”, considera inevitabile che la formazione dell’Intelligenza Artificiale superi il potenziale intellettuale degli esseri umani in tutte le aree rilevanti – e ritiene possibile la «estinzione fisica dell’umanità». Lo specialista in AI, James Barrat, autore del libro “Our Final Invention: Artificial Intelligence and the End of the Human Era”, [*4] vede, come linea di conflitto più probabile, una lotta per le risorse fra umani e macchine intelligenti: senza istituzioni che si oppongono a questo e senza meccanismi di sicurezza, «un sistema autocosciente, che si auto-perfeziona, ed autonomo per quel che riguarda una definizione degli obiettivi, continuerà il suo cammino, utilizzando dei mezzi che per noi sarebbero folli».

Il famoso miliardario high-tech Elon Musk viene considerato come uno dei più veementi critici dell’Intelligenza Artificiale. In un’intervista a Vanity Fair [*5], ci dà un esempio del potenziale distruttivo dei sistemi di Intelligenza Artificiale che si annunciano, i quali derivano da una auto-ottimizzazione algoritmica illimitata. Persino un’Intelligenza Artificiale incaricata soltanto dell’ottimizzazione autonoma di attività inoffensive potrebbe finire per essere causa di un omicidio di massa: «Supponiamo che sia stata creata un’Intelligenza Artificiale per raccogliere fragole in modo auto-ottimizzato. Questa AI vuole migliorare sempre, vuole raccogliere sempre più fragole, migliorandosi continuamente in questo suo compito. Tutto quello che essa vuole è raccogliere fragole. Vorrebbe che il mondo intero diventasse un campo di fragole. Strawberry fields forever». [*6]. Non si sarebbe spazio per le persone.

Il pioniere dell’High Tech, Musk, che è forza motrice della Tesla-Motors, e che vuole accelerare la colonizzazione dello spazio per mezzo della società spaziale SpaceX, ha cominciato la sua “crociata” contro l’Intelligenza Artificiale nel 2014, come ha detto a Vanity Fair nella sua lunga intervista del marzo del 2017.

A quel tempo, Musk aveva messo in guardia, in una conferenza al M.I.T. (Massachusetts Institute of Technology), sul fatto che l’AI potrebbe diventare la «più grande minaccia per l’esistenza dell’umanità», ragion per cui ci dovrebbero essere delle istituzioni nazionali ed internazionali di regolamentazione e vigilanza – cose che ancora non esistono – per evitare che l’industria dell’AI di Silicon Valley distrugga accidentalmente l’umanità.

Nessuno – tranne coloro che vi sono coinvolti – sa esattamente cosa stiano macchinando esattamente gli dei dell’High Tech dell’era di Internet, nelle loro strutture di ricerca e nei loro laboratori altamente segreti. In ogni caso, Musk ha paragonato l’attuale boom della ricerca sui sistemi di AI all’evocazione dei demoni nei film horror. Si può essere sicuri di riuscire a tenere tutto sotto controllo – finché le cose non sfuggono di mano. In risposta a questi avvertimenti, Musk è stato descritto come un luddista a Silicon Valley, come qualcuno che vorrebbe evitare il progresso tecnologico facendo ricorso al sabotaggio.

Che cosa sarebbe la Singolarità?

Anche il concetto di Singolarità è controverso e poco chiaro, in quanto si tratta di un’ipotesi che sarebbe un punto di svolta fondamentale nel processo di civiltà. Le idee a proposito di un individuo portatore di Intelligenza Artificiale, come in Blade Runner o in Ex-Machina, in genere vengono considerate anacronistiche. Secondo questa ipotesi, spesso si presuppone che il portatore di Singolarità sia un software altamente complesso, che raggiunge la coscienza, e che continua a svilupparsi da sé solo, sulla base di algoritmi. Sarebbe dovunque e da nessuna parte; la Singolarità non potrebbe essere localizzata in un individuo artificiale, in uno spietato sterminatore o in un androide – sebbene potrebbe controllare tutte queste cose. Secondo molti scenari futuri, l’AI sarebbe un’astrazione reale, che risiede nella Rete, nel Cloud globale. Un software che acquisterebbe coscienza. Questa Intelligenza Artificiale, che si svilupperebbe in maniera esponenziale di per sé da sé sola, innescherebbe un’esplosione di intelligenza e di progresso tecnologico, trasformano fondamentalmente la civiltà umana in un mondo senza precedenti, oppure estinguendola (soprattutto su questo punto, le opinioni divergono). Di conseguenza, dopo l’atto della Singolarità, l’AI si renderebbe indipendente, tenderebbe a sfuggire al controllo e in poco tempo supererebbe la capacità intellettiva dell’umanità.

La Singolarità sarebbe semplicemente incontrollabile – e sarebbe essa ad assumere il controllo della civiltà. Un’Intelligenza Artificiale del tutto formata assomiglierebbe ad una rottura della civiltà, come se avvenisse uno “sbarco degli extra-terrestri”. ha detto a Vanity Fair Peter Thief, investitore a Silicon Valley. Anche gli scienziati coinvolti nella ricerca legata all’Intelligenza Artificiale non saprebbero esattamente come controllarla. «In realtà, ancora non sappiamo che cosa sarà concretamente l’AI. È molto difficile sapere come controllarla. »

Coloro che difendono la ricerca ai fini della realizzazione della Singolarità amano contestare tali avvertimenti, considerando che le macchine artificiali non sarebbero dotate di “inclinazioni e caratteristiche umane”, quali l’ambizione, l’autoconservazione, il potere. Yann LeCun, leader nella ricerca dei sistemi di AI e di “deep learning”, e attualmente a capo del programma di AI di Facebook, ha dichiarato alla BBC che uno scenario con un Teminator implacabile non sarebbe possibile. Nelle macchine artificiali, semplicemente, non si potrebbe implementare nessun istinto di autoconservazione, ragion per cui questi problemi sarebbero risolvibili, ha affermato Yann LeCun. [*7]

Stuart Russell, scienziato informatico, in delle sue dichiarazioni a Vanity Fair, considera tale affermazioni come se fossero semplicemente “matematicamente sbagliate”. È ovvio che l’Intelligenza Artificiale avrebbe la volontà di autoconservazione, anche nel caso che questa non venisse implementata esplicitamente. Se diamo ad una macchina intelligente istruzioni per prendere un caffè, essa svilupperà un istinto di autoconservazione al fine di compiere una tale missione. «E se qualcuno la minacciasse sulla strada per andare a prendere un caffè, essa lo ucciderà, per evitare qualsiasi rischio per il caffè. Molte persone possono spiegare questo a LeCun in maniera semplice. »

Sarebbe possibile rivedere la Singolarità? Lo scienziato Eliezer Yudkowsky, che lavora all’Università di Berkeley. affronta il problema dello spegnimento dell’Intelligenza Artificiale. Non sarebbe del tutto chiaro come fare ad incorporare un meccanismo di spegnimento, in un’intelligenza meccanica in grado di modificarsi ed evolvere, ha avvertito Yudkowsky. Esso potrebbe eliminare, o premere tale meccanismo. Se si costruisce qualcosa di più intelligente del costruttore, allora quei meccanismi di sicurezza dovrebbero essere implementati correttamente fin dalla prima volta. Il pericolo reale non proviene da dei robot malvagi, dagli occhi rossi (che, secondo le antiche profezie perdute [*8], distruggerebbero l’umanità nel 2084), ha spiegato Yudokowsky: «La questione dell’IA è che non si tratta di un robot. È l’algoritmo dei computer in Rete. Perciò, il robot è solo un’esternalità, è solo una serie di sensori e modificatori. L’AI sta nella Rete. Ora la questione decisiva è se l’intelligenza umana collettiva può essere in grado di fermare un algoritmo resosi autonomo. Ma se esiste un’AI grande e centralizzata, che prende decisioni, allora non può essere fermata. »

Google, Facebook & C. – L’Industria dell’Intelligenza Artificiale

Nell’industria globale dell’alta tecnologia, esistono attori influenti e gradi aziende che ritengono, quanto meno, di poter creare nei prossimi anni o decenni qualcosa che potrebbe sfuggire al loro controllo: un’Intelligenza Artificiale che supererebbe l’umanità e che si svilupperebbe in maniera esponenziale, indipendentemente. Individui che si sono arricchiti risolvendo problemi banali, come il sistema di pagamento online, ora credono di essere stati chiamati a “creare un nuovo mondo, una nuova specie”, ha commentato Vanity Fair. A Silicon Valley, il prossimo decennio è stato chiamato il decennio dell’epoca dell’Intelligenza Artificiale, con l’industria dell’alta tecnologia che usa il denaro per pagare un piccolo numero di “stregoni” che stanno familiarizzando con le “formule di evocazione” dell’AI.

L’attore principale dell’industria emergente dell’AI è il fornitore del motore di ricerca Google, noto per essere cresciuto grazie a modelli commerciali talmente banali come la pubblicità online. A partire dal 2014, Google ha investito fortemente nel campo dell’Intelligenza Artificiale. La società ha anche acquistato, per 650 milioni di dollari, DeepMaind – una società pioneristica nell’Intelligenza Artificiale. Il futurologo e consigliere militare degli Stati Uniti, Ray Kurzweil, che ha previsto nei prossimi trent’anni la creazione di meravigliosi sistemi ibridi fra uomo e macchina, è anch’egli sul libro paga di Google. In questi febbrili sogni tecnologici, si presuppone che gli esseri umani “trasferiranno” la loro coscienza nella Singolarità residente in Rete, e diverrebbero parte della matrice, sarebbero dei Borg [*9]. Lo stesso Kurzweil si nutre principalmente di “pillole vitali” e di latte di mandorla – per vivere il più possibile e fondersi con la “macchina”.

Fino a che punto l’Intelligenza Artificiale abbia prosperato, è stato recentemente dimostrato dal programma Alpha Go, di DeepMaind, che ha sconfitto i migliori giocatori del mondo nel gioco più complesso del mondo, il GO, per 60 a zero. Un altro sistema di AI ha dimostrato di essere in grado di bluffare – battendo i migliori giocatori in un torneo di Poker a Las Vegas [*10].

Inoltre, il problema dell’«oblio catastrofico» sembra sia stato risolto, almeno in linea di principio. Questo termine implica l’incapacità da parte dei sistemi AI esistenti a trasferire l’esperienza acquisita in un campo di lavoro per quel che riguarda un altro problema. Un programma sviluppato da DeepMind è stato in grado di realizzare una serie di compiti diversi, usando l’esperienza acquisita precedentemente. Finora, l’Intelligenza Artificiale doveva eseguire una “re-inizializzazione” per ogni nuova attività, per poter fare in modo che il processo di apprendimento potesse ricominciare. [*11]

Oltre a Google, anche Facebook è leader nella ricerca sull’Intelligenza Artificiale. Nel 2016, Marck Zuckerberg, il fondatore di Facebook, ha lanciato la sua iniziativa di AI, nella quale un’intelligenza artificiale deve monitorare e gestire la casa del miliardario. Tuttavia, secondo i critici, questo approccio non è avanzato come quello di DeppMind, giacché, di fatto, Facebook ha solo sviluppato e connesso sistemi di assistenza già esistenti, come Cortana e Siri.

Oltre tutto, DeepMind è stata co-fondato da Demis Hassabis – è buffo il fatto che sia l’autore del videogame Evil Genius, in cui uno scienziato pazzo si impossessa del mondo. Ed è nei classici giochi per computer, come Pong o Breakout, che i sistemi di AI di Hassabis dimostrano le loro capacità [*12]. Secondo Vanity Fair, anche per i capitalisti hard-core, le idee del guru dell’AI sembrano andare molto lontano. «Avrei dovuto sparare immediatamente, sarebbe stata l’ultima possibilità per salvare la razza umana», ha scherzato un investitore, dopo aver avuto un incontro con il pioniere dell’AI, che prosegue il suo studio sull’Intelligenza Artificiale con fervore religioso.

Transumanismo: il culto della morte dei talebani high-tech

Muovendosi per gli uffici delle “startup” AI – con le loro grandi vetrate – della Silicon Valley, per porre delle domande sui “principi del cloud” e capire su quali idee questo meraviglioso mondo nuovo verrà modellato dall’Intelligenza Artificiale, via via si registra sempre più una “sensazione inquietante”, riporta Vanity Fair. Con tutte le sue garanzie di rendere il mondo un luogo migliore, per mezzo dell’innovazione, le persone vengono viste come se fossero delle semplici cavie, come se fossero una sorta di «vecchia tecnologia, che ben presto verrà eliminata».

Molti di questi personaggi della Silicon Valley, si sono conformati alla realtà che vedono arrivare: «Arriveremo ad avere 150 anni di età, ma avremo anche governanti-macchine». Steve Vozniak, co-fondatore di Apple, parla di un futuro nel quale gli esseri umani saranno gli “animali domestici” di macchine intelligenti [*13].

E sono tanti i guru dell’alta tecnologia ad essere pronti anche ad accettare il potere delle macchine che sta per arrivare, con tutte le sue conseguenze. Ci sono molte persone che si muovono nello scenario dell’AI, i quali argomentano che se le macchine sono più intelligenti degli esseri umani, «allora devono prendersi cura del pianeta, e noi dovremmo andarcene via», ha spiegato Stuart Russell. Esiste anche la diffusa convinzione secondo la quale le persone potrebbero trasferire la propria coscienza nelle macchine, per poter continuare ad esistere, al di là del loro involucro materiale. «Avremo coscienza, e tuttavia saremo macchine», cosa che è altamente improbabile, dice Russell. In un simile contesto, Musk ha parlato di un “filo neuronale” fra l’essere umano e la macchina, che potrebbe impedire il verificarsi della “obsolescenza umana”, collegando direttamente il cervello umano all’Intelligenza Artificiale in Rete. Si tratterebbe di una “fusione della coscienza”, nella quale l’individuo finirebbe per essere completamente assorbito nei Nodi collettivi dell’Intelligenza Artificiale.

È ovvio che un tale dibattito sull’AI si caratterizzi anche come un materialismo palesemente volgare. Jean-Michel Besnier, critico francese del trans-umanismo, ha commentato: «La deflazione semantica del termine intelligenza è di per sé un sintomo, vale a dire, è la scomparsa, o se preferiamo, una semplificazione preoccupante dell’idea che l’essere umano ha di sé stesso» [*14]. Storicamente, la semplice idea dell’intelligenza artificiale è emersa seguendo la disciplina della fabbrica, quando l’essere umano è stato obbligato dal capitalismo ad essere una macchina. Per esempio, Emil Post (insieme ad Alan Turing, uno dei pionieri teorici del computer) era solito chiamare il modello di una macchina programmabile con il nome di un operaio addetto alla catena di montaggio [*15].

Ora si pretende di tradurre in realtà questa fusione ideologica dell’essere umano con la macchina. Nell’industria, per quel che riguarda lo sviluppo sociale e tecnologico, domina un fatalismo neoliberale classico, il principio TINA (There Is No Alternative: non c’è alternativa). «Gli imperi cadono, le società mutano e ci stiamo dirigendo verso la prossima inevitabile fase», si può leggere su Vanity Fair. Di conseguenza, oramai non si discute più se, ma di quando saremo pronti per «auto-perfezionarci», attraverso l’Intelligenza Artificiale. Tutti i «miglioramenti» tecnologici della nostra vita quotidiana, propagandati dalle oligarchie high tech, porteranno ad un futuro in cui l’umanità svolgerà un ruolo solamente minore, se non nessuno. Questo sarebbe un «paradosso», sostiene Vanity Fair.

Musk ha dichiarato alla rivista che, nella storia dell’AI, il ruolo storico dell’umanità viene paragonato alla funzione di un “boot loader”. Il termine Bootloader, ossia quello del noto programma GNU, Grand Unified Bootloader (Grub), designa dei programmi che hanno la funzione di avviare il caricamento del sistema operativo. Nell’ideologia dell’AI del Trans-umanismo, che si sta diffondendo come un fuoco nella steppa della Silicon Valley, all’umanità viene assegnato un tale ruolo: essa è il bootloader del vero sistema operativo di un’intelligenza artificiale superiore e senza limiti di espansione. «Noi siamo il bootloader biologico di una super intelligenza digitale», in questo modo Musk (che ha avuto “molte discussioni accalorate” sull’AI con Larry Page, capo di Google) ha riassunto la fede nella salvezza comune a molti trans-umanisti della Silicon Valley. «La materia non riesce ad organizzarsi su un chip. Ma può organizzarsi in un essere biologico complesso, che alla fine crea il chip».

Gli annoiati miliardari high tech di Silicon Valley, che hanno accumulato miliardi di milioni per mezzo di banali principi commerciali, quali i sistemi di pagamento online e la pubblicità online, ora vogliono giocare a fare Dio. Vogliono, alla fine, infondere la coscienza nella «bella macchina» (Adam Smith) prodotta dal capitale, nella sua cieca ossessione per la valorizzazione globale. Lo scienziato Jaron Lanier, uno dei creatori del concetto di realtà virtuale, ha raccontato a Vanity Fair il motivo per cui gli oligarchi dell’high-tech sono talmente ossessionati dal concetto di Intelligenza Artificiale. Essa soddisfa il loro narcisismo, dal momento che solo Silicon Valley è capace di fare questo: «Voi siete gli uomini della tecnologia digitale, create la vita, trasformate la realtà. » Nessuno potrebbe farlo, né il Papa, e neppure il Presidente, solo voi. «Il software che costruiamo è la nostra immortalità». Ci ricorda la storia del vitello d’oro, dice Lanier. In realtà, i pionieri dell’AI, come Kurzweil, si sforzano di prolungare la loro vita facendo uso di un’assurda dieta di pillole, per arrivare al momento in cui la fusione della loro coscienza con l’Intelligenza Artificiale in Rete potrà essere tecnicamente fattibile.

Indipendentemente dal fatto che la Singolarità possa essere tecnicamente fattibile, l’ideologia del trans-umanismo [*16], che è emersa sulla scia della ricerca sull’AI, è degna di nota – ed è pericolosa. In generale, questo modo relativamente nuovo di pensare l’ideologia capitalista liberale presuppone che il progresso scientifico-tecnico ed economico tenda a trascendere l’uomo, a trasformarlo oppure a gettarlo nella discarica della storia. L’umanità come ostetrica di un mondo di macchine iper-intelligenti, che porterebbe ad un’esplosione di tecnologia e di crescita – è questo il quadro ideologico in cui si inseriscono tutte le versioni del trans-umanismo [*17].

In questo modo diventa evidente il modo in cui l’attuale processo di crisi si riflette ideologicamente su questa religione dell’alta tecnologia. Le macchine devono proseguire con l’ossessione per la crescita senza fine del capitale, al di là dell’attuale dominio meccanico, anche qualora l’umanità dovesse morire. Il sistema continua, senza che ci sia il perturbante fattore umano, le cui deficienze mentali vengono indicate come la causa di tutte le attuali tendenze di crisi. Continuare con il capitalismo – perfino anche dopo la morte dell’umanità, che viene vista come un fattore perturbante, di fronte alla prossima esplosione di crescita e di intelligenza [*18].

Pertanto, i Trans-umanismo è un culto della morte, nato dal processo di crisi del tardo capitalismo, simile all’islamismo dello Stato islamico o dei talebani, simile al vecchio fascismo e a quello nuovo, europeo e americano, del XXI secolo. Lo sterminio dell’umanità viene trasfigurato in un atto di salvezza. La fantasia della salvezza islamica, che scappa dalle contraddizioni crescenti della socializzazione capitalistica tardiva per mezzo di attacchi suicidi, si trova situata nell’al di là, con le sue decine di vergini. I talebani dell’alta tecnologia di Silicon Valley vedono la loro prospettiva di salvezza nel dominio della macchina, nella fusione della loro coscienza con l’iper-intelligenza che risiede in Rete. È per questo motivo che molti che hanno partecipato alla storia dell’AI seguono tutte quelle assurde diete neo-calviniste che, come dice Vanity Fair, dovrebbero presumibilmente dare loro la vita più lunga possibile. Pretendono di prolungare la loro vita fino a quando la fusione con l’Intelligenza Artificiale non sarà tecnicamente possibile. Il Trans-umanismo, in cui sono caduti molti dei più potenti guru dell’alta tecnologia, è, pertanto, una religione meccanica immanente. IL culto liberal-capitalista della bella macchina, che il teorico della crisi Robert Kurz ha smascherato e denunciato nel suo Libro Nero del Capitalismo [*19], arriva alla sua logica fine nel trans-umanismo. Gli esseri umani devono diventare macchine, o dare luogo ad esse, per trovare la salvezza (Questa cosa della religione della macchina dev’essere preso anche alla lettera: è già stata fondata una setta nella quale l’AI dev’essere adorata come “Dio”, con tutta serietà) [*20].

Nella sua agonia, il capitalismo assume sempre più i tratti di un movimento intrinsecamente religioso [*21], una «setta suicida folle» (Robert Kurz) che, dalle montagne dell’Afghanistan a Silicon Valey, va follemente verso il collasso imminente del sistema mondiale. Per i talebani di tutti i colori, la salvezza può essere trovata solamente nella morte. Il Trans-umanismo è una religione della macchina, incubata nel “centro” del tardo capitalismo: la “bella macchina” del capitale, adorata dall’ideologia capitalista, deve essere letteralmente risvegliata alla “vita”, e dotata di una coscienza illimitata. L’intelligenza crescente in maniera esponenziale, di cui sognano molti guru dell’AI, è, chiaramente, solo un riflesso ideologico del desiderio di sfruttamento illimitato del capitale, che sta raggiungendo il suo limite storico.

Intelligenza Artificiale e “Soggetto Automatico”

L’amara ironia dell’ignoranza del trans-umanismo, che è nato dall’idiozia professionale classica, sta, naturalmente, nel fatto che è da molto tempo che le “macchine” hanno prevalso sull’umanità. Lo hanno fatto da quando è stato imposto il capitalismo – solo che non lo fanno consapevolmente. In qualsiasi crisi, in cui l’esplodere dell’automazione porta alla disoccupazione di massa e alla miseria, diventa evidente che le “macchine” hanno uno scopo diverso da quello della soddisfazione delle necessità umane – soddisfazione che per esse è solo un male necessario, è solo un mezzo per un altro fine. Questo era già evidente nell’automazione dell’industria tessile e nella conseguente pauperizzazione, che innescò, ad esempio, le rivolte dei tessitori. E questo è anche il caso della crisi che ora si sta sviluppando nella società capitalista del lavoro, cone un susseguirsi sempre più rapido di esplosioni di automazione – crisi che ora viene discussa non solo fra i gruppi teorici della sinistra, ma anche dal mainstream borghese [*22]. I passeggeri della ruota del criceto capitalista sono da molto tempo in lotta con le macchine – una lotta che, nell’immanenza del sistema, possono solo perdere. La scandalosa assurdità, di cui nessuno parla, sta proprio nel fatto che le macchine, sempre più intelligenti, possono produrre sempre più merci, in un periodo di tempo sempre più breve, con sempre meno lavoro umano. Il paradiso sembra a portata di mano, e le necessità di tutte le persone potrebbero essere soddisfatte, ma, tuttavia, è l’inferno quello che si scatena sulla terra – ed insieme ad esso nascono i corrispondenti culti di morte, come l’islamismo, il fascismo ed il trans-umanismo.

Nel capitalismo, la produzione sempre più efficiente, tutta la razionalità del processo di produzione, mira ad uno scopo alla fine irrazionale: la maggior valorizzazione possibile del capitale investito. È il fine stesso di ottenere il maggior profitto possibile per mezzo della produzione di merci, a rendersi indipendente sul piano sociale globale. Alle spalle dei produttori, questo processo di valorizzazione del capitale, sviluppa una dinamica propria, che si pone di fronte ai suoi attori del mercato come se fosse un potere esterno, quasi naturale (“mercati”, “vincoli oggettivi”, ecc.) [*23].

Perciò, se la stessa forza lavoro non può più essere venduta sul mercato del lavoro, a causa di un’esplosione di razionalizzazione, poiché le nuove tecniche di automazione rendono il lavoro magicamente superfluo, di modo che le macchine stanno già rubando alle persone i loro mezzi di sussistenza. Ormai le macchine “dominano” sull’umanità tardo-capitalistica, facendolo come concretizzazione del movimento della valorizzazione del capitale, realmente astratto e cieco, che diventa sempre più efficiente attraverso la concorrenza, allontanando sempre più il lavoro dalla produzione delle merci, man mano che diventano sempre più “intelligenti”.

In questo contesto, il pioniere della tecnologia Tim Berners-Lee parla dei robot che vengono assunti per fare i “nostri lavori”. Le automobili senza conducente e le fabbriche automatizzate renderanno sempre più superflui i lavoratori [*24]: «Oggi, sono soprattutto i posti di lavoro poco qualificati quelli che vengono sostituiti dai computer, ma finiranno per esserlo anche i posti di lavoro qualificato, come i redattori dei giornali, gli avvocati e i medici». È per questo che è necessario, secondo Berners-Lee, considerare e discutere in generale delle nuove forme di riproduzione sociale, come il reddito incondizionato di base.

In realtà, questa tendenza ha funzionato ormai da decenni, già fin dall’inizio della rivoluzione della IT (Information Technology): le macchine, in quanto strumenti del movimento di valorizzazione feticistica del capitale, stanno espellendo gli esseri umani fuori dal processo di produzione. E questo sviluppo è anche la causa dell’attuale processo di crisi socio-economica.

Marx ha sintetizzato nel concetto di soggetto automatico [*25] il movimento sociale globale, ciecamente illimitato, della valorizzazione del capitale, che sviluppa la sua dinamica feticistica proprio sui “mercati”, come “coercizione oggettiva”, contro gli impotenti soggetti del mercato. L’automatismo illimitato della “auto-valorizzazione” del capitale viene svolto con una tenacia soggettivata, la quale, in tempi di crisi, può devastare intere regioni del mondo, e può impoverire intere fasce di popolazione. Una dinamica sociale prodotta inconsciamente attraverso il mercato, dai membri della società, nella loro qualità di soggetti del mercato, li domina – e viene generalmente descritta per mezzo di concetti come “i mercati” o “vincoli oggettivi”.

L’ironia – che evidentemente è sfuggita al trans-umanismo – consiste nel fatto che gli esseri umani non sono ancora padroni della loro società, né lo sono mai stati. L’umanità, sotto il capitale, non è necessariamente l’animale domestico (Wozniak), bensì il bestiame di una dinamica sociale autonomizzata. Le macchine mostrano già di dominare gli esseri umani, dal momento che vengono usate nel ciclo di valorizzazione del capitale, ed essendo la loro applicazione rivolta all’obiettivo dell’automatismo della valorizzazione del valore, che costituisce globalmente tale dinamica soggettivata. È un dominio meccanico, reso cieco dalla rabbia ed inconsapevole, quello che costituisce il tardo capitalismo – spinto unicamente da un impulso malsano dell’auto-propagazione della relazione di capitale, in quanto soggetto automatico.

Quel che naturalmente è decisivo per la formazione concreta dell’Intelligenza Artificiale è la società nella quale essa verrebbe a nascere. Un esempio, relativamente a questo argomento, dell’ingenuità delle imprese high tech – che operano nella bolla delle loro pubbliche relazioni del tutto scollegate da qualsiasi contraddizione sociale concreta – è stato dato, nel 2016, dalla Microsoft, co-fondata dal “visionario” Bill Gates («640 kilobytes sono sufficienti» [*26]. L’azienda aveva messo su Internet il Chatbot dell’Intelligenza Artificiale Tay, il quale avrebbe dovuto diventare “più intelligente” attraverso delle “conversazioni casuali e divertenti” con gli utenti di Internet. Ben presto, il programma di AI ha dovuto essere messo off line, dal momento che si era trasformato in «un idiota razzista, in meno di un giorno», come ha affermato The Verge [*27].

L’Intelligenza Artificiale avanzata formata come se fosse una singolarità, perfezionando sé stessa senza fine, non è sorta fuori dal niente, ma da un’industria tecnicamente avanzata del tardo capitalismo – quello che ha costituito precisamente un culto trans-umanista della morte, i cui seguaci vogliono letteralmente essere assorbiti nella “bella macchina” del capitale. Cosa c’è in questo che potrebbe andare storto?

Quale sarebbe allora la singolarità, nel caso essa dovesse davvero sorgere in un capitalismo tardivo segnato dalla crisi (ammesso che tale intelligenza artificiale, che si auto-migliora ed è esplosivamente crescente, sia tecnicamente fattibile)? Il capitale, come soggetto automatico, diverrebbe consapevole di sé stesso – il perseguire in maniera rabbiosa e cieca la dinamica del capitale, nel suo movimento di accumulazione illimitato, che devasta il mondo, avrebbe consapevolezza di sé, arriverebbe alla coscienza. I guru dell’AI vogliono creare un dio meccanico, residente nella vastità virtuale della Rete, da cui verrebbe fuori un automatismo molto reale, “soggettivato” dalla dinamica della valorizzazione capitalista.

L’umanità è un modo che in qualche modo è rimasto ecologicamente intatto, che, in quanto più stadi necessari di un processo di valorizzazione, potrebbe perciò essere deliberatamente scartata. È per questo che il capitale ora si sforza, nel suo cieco processo di valorizzazione, di rendere l’umanità economicamente superflua. La religione trans-umanista della morte – questi talebani dell’high tech – esegue solo la tendenza intrinseca del capitale, quella di perseguire ciecamente lo scopo di distruggere l’umanità. Silicon Valley potrebbe quindi dare coscienza al processo sociale “incosciente”.

Berners-Lee vede già oggi i primi inizi di una «AI basata sulla Rete», che avvolge tutto il mondo [*28]. Il pericolo non proverrebbe dagli sterminatori implacabili o dai robot “sexy”, ma è più probabile che in rete la “super-intelligenza” si manifesti per la prima volta nelle «nuvola imprenditoriale»: «la distopia sarà molto più fastidiosa di un robot che vuole conquistare il mondo. Sarà un programma imprenditoriale nella nuvola di Internet».

Del resto, la valorizzazione del capitale nella sfera finanziaria è da tempo che è stata ottimizzata attraverso sistemi di AI – fra gli altri, da Robert Mercer, l’arci-reazionario patrocinatore di Trump, che ha fatto i suoi miliardi di milioni per mezzo della speculazione sul mercato finanziario, grazie a dei sistemi di AI ottimizzati [*29]. L’intelligenza quantistica si trova già nel cloud ed è assai potente, dice Berners-Lee. Soprattutto per quanto attiene alla negoziazione di titoli sui mercati finanziari, e viene usata per ottimizzare una speculazione rapida ed efficiente:

«Abbiamo già esternalizzato sui computer la maggior parte dei nostri affari. La nostra economia vuole che i computer facciano cose intelligenti, che li renda più efficienti. Noi vogliamo che i nostri computer siano i migliori, in modo da poter sopravvivere nell’economia. È a tal fine che addestriamo i nostri computer, per essere i migliori e sopravvivere. I computer creeranno nuovi programmi e perfino nuove aziende per poter fare meglio il loro lavoro… l’AI creerà i propri programmi. In realtà, i computer saranno in grado di creare programmi migliori e più veloci degli esseri umani».

Se sarà tecnicamente possibile realizzare la singolarità nel tardo capitalismo, allora essa sorgerà qui: nella corsa al successo, nella ricerca di maggiori profitti, nella sfera del capitale fittizio, nei mercati finanziari globali. I nuovi signori robot avranno le loro familiari caratteristiche disumane – e gestiranno l’umanità economicamente superflua «grondante sangue e sporcizia» (Marx), così come per 300 anni ha già fatto il cieco automatismo della relazione del capitale. [*30]


Note:

[*1] “5 Very Smart People Who Think Artificial Intelligence Could Bring the Apocalypse”, time. com, 02.12.2014

[*2] “Stephen Hawking warns artificial intelligence could end mankind”, bbc. com, 02.12.2014

[*3] Nick Bostrom, “Superintelligence: Paths, Dangers, Strategies”, Oxford University Press, 2014

[*4] James Barrat, “Our Final Invention: Artificial Intelligence and the End of the Human Era”, Thomas Dunne Books, 2013

[*5] “Elon Musk’s Billion-Dollar Crusade to Stop the A.I. Apocalypse”, vanityfair. com, 26.03.2017

[*6] https: //www. youtube. com/watch? v=tdbTOaRh79U

[*7] “Intelligent Machines: What does Facebook want with AI? “, bbc. com, 15.09.2015

[*8] https: //www. youtube. com/watch? v=2QLKk_RBEgw

[*9] https: //www. youtube. com/watch? v=ZetmwyBanNU

[*10] “Alpha Go zerlegt Go-Community”, golem. de, 05.01.2017

[*11] “Google’s DeepMind makes AI program that can learn like a human”, theguardian. com, 17.03.2017

[*12] “Evil Genius designer has created an AI that can play games and will doom us all”, pcgamesn. com, 26.02.2015

[*13] “Apple co-founder Steve Wozniak says humans will be robots’ pets”, theguardian. com, 25.06.2015

[*14] Laurent Alexandre, Jean Michel Besnier: “Können Roboter Liebe machen? Transhumanismus in zwölf Fragen” [I nostri robot potranno fare l’amore? Trans-umanismo in 12 domande], Wien, 2017, S. 80

[*15] Bettina Heintz, “Die Herrschaft der Regel – Zur Grundlagengeschichte des Computers” [Il dominio della regola. Storia fondamentale del Computer], Frankfurt/New York 1993, S.166.

[*16] Christopher Coennen, Stefan Gammel, Reinhard Heil, Andreas Woyke (Hg.): Die Debatte uber “Human Enhancement” – Historische, philosophische und ethische Aspekte der technologischen Verbesserung des Menschen [Il dibattito sul miglioramento umano. Aspetti storici, filosofici ed etici del miglioramento tecnologico dell’essere umano], Bielefeld 2010.

[*17] Qui il Trans-umanismo può essere riferito alle visioni capitalistiche più antiche relative al “miglioramento tecnico dell’uomo”. Si veda di nuovo: Christopher Coennen, Stefan Gammel, Reinhard Heil, Andreas Woyke (Hg.): Die Debatte uber “Human Enhancement” – Historische, philosophische und ethische Aspekte der technologischen Verbesserung des Menschen. In realtà, nel XIX secolo l’uomo è stato ripetutamente considerato come una macchina che dev’essere ottimizzata. I precedenti di ciò sono stati gli sforzi fatti per controllare a livello medico la “fatica” causata dal lavoro, come spiega Anson Rabinbach in

“Kraft Ermudung und die Ursprung der Moderne, Wien 2001”. In un certo senso, i trans-umanismo può essere visto anche come una forma estrema di eugenetica, sotto nuove apparenze. Con la differenza che ora tutti gli esseri umano vengono considerati “vite che sono un fardello”. Le tradizioni del trans-umanismo risalgono fino alla storia dell’imposizione del capitale: si manifestano nell’estrema ostilità nei confronti del corpo e nell’ascetismo calvinista dei trans-umanisti. Non deve destare stupore il fatto che i trans-umanisti, come altri prima di loro, sognino l’abolizione del parto: la concezione ed il parto devono essere sostituiti dalla fabbricazione. La mania androcentrica della fattibilità difficilmente potrebbe essere più chiara di così.

[*18] “AI is getting brainier: when will the machines leave us in the dust? “, theguardian. com, 15.03.2017

[*19] Online l’originale tedesco in: http: //www. exit-online. org/pdf/schwarzbuch. pdf

[*20] “Man kann Kirche nicht ohne KI schreiben” [Non si può scrivere chiesa senza la I e senza la A], zeit. de, 18.11.2017

[*21] “Die Prophezeiung” [A profecia], heise. de/tp, 27.12.2013

[*22] “Millionen Jobs fallen weg” [Milioni di lavori spariti], faz. net, 17.01.2016

[*23] Ma il determinismo tecnologico aggressivo dei ricercatori di AI e dei transumanisti è dimostrato anche dal fatto che non sono in grado di mettere in discussione – o di problematizzare in alcun modo – le forme sociali del capitalismo. Ad esempio, Hans Moravec dipinge febbrili sogni tecnologici ma non riesce ad immaginare un mondo non capitalista. Anche in un mondo in cui governino le macchine, ci sarebbe comunque concorrenza e niente sarebbe gratis, dice Hans Moravec in: “Computer ubernehmen die Macht – Vom Siegeszug der kunstlichen Intelligenz” [I computer prendono il potere – Il trionfo dell’intelligenza artificiale], Hamburg 1999.

[*24] “Internet founder speaks out on AI fear, the singularity, and beautiful robots”, businessesgrow. com

[*25] Karl Marx – Friedrich Engels – Werke, Band 23, “Das Kapital”, Bd. I, Zweiter Abschnitt [O Capital, Livro I, Secção 2], p. 161 – 191

[*26] “The ‘640K’ quote won’t go away – but did Gates really say it? “, computerworld. com, 23.06.2008

[*27] “Twitter taught Microsoft’s AI chatbot to be a racist asshole in less than a day”, theverge. com24.03.2016

[*28] “Internet founder speaks out on AI fear, the singularity, and beautiful robots”, businessesgrow. com

[*29] “Das Establishment hinter den Rechtspopulisten” [L’establishment che sta dietro i populisti di destra], heise. de/tp, 22.08.2017

[*30] Si veda: “Die sogenannte ursprungliche Akkumulation [La cosiddetta accumulazione originale]”, in: Karl Marx – Friedrich Engels – Werke, Band 23, “Das Kapital”, Bd. I, Siebenter Abschnitt [O Capital, Livro I, Secção 7], p. 741 – 791

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