Relazioni Contraddittorie


Accattò

Fonte: Ruptura. Traduzione di Enrico Sanna.

Un gruppo che solitamente viene compreso nella classe media è quello formato dai “quadri intermedi” nella struttura gerarchica del lavoro. A seconda dei criteri e dei punti di vista, troviamo qui persone che vanno dal capufficio all’alto dirigente. Non serve una laurea per capire che un dirigente di banca non è come il direttore di un McDonalds o il supervisore di un call center. Ma non occorre neanche tanta intelligenza per capire che un capo in fondo è un capo. Questa apparente contraddizione ha una spiegazione relativamente logica rappresentata dal fatto che si tratta di una realtà effettivamente contraddittoria. Spieghiamo.

In fondo, il capitalista non è che la personificazione di una relazione sociale, rappresenta uno dei due poli di tale relazione (il salariato rappresenta l’altro polo). In quanto proprietario dei mezzi di produzione, essere personificazione del capitale implica sostanzialmente due cose: organizzazione e supervisione del processo lavorativo e proprietà dei prodotti stessi, insomma il diritto ad una parte del plusvalore. Lo sviluppo del capitalismo ha fatto sì che queste funzioni siano parzialmente o totalmente dissociate: grazie alle azioni, ai titoli di stato eccetera è possibile avere benefici senza doversi macchiare le mani con la gestione diretta di un’attività, stando nella posizione del cosiddetto “rentier”, e si può gestire un’attività senza esserne proprietari. Quest’ultima è senza dubbio la figura più controversa: quella che va dal capufficio agli esecutivi. Mettiamo da parte questi ultimi per concentrarci su quei proletari che occupano posizioni di controllo del lavoro. Niente impedisce di assumere un proletario perché faccia da rappresentante del capitalista e, pertanto, funga da personificazione del capitale. Questo non significa che cessa di essere un proletario, non cessa di essere un salariato, ma semplicemente si converte in una sorta di “rappresentazione salariata del capitale” e come tale è attraversato da relazioni contraddittorie: agli occhi dei suoi subordinati rappresenta il capitale, mentre agli occhi di chi gli sta sopra nella gerarchia del lavoro egli rappresenta il lavoro. Possiamo dire che lo sfruttamento del lavoratore da parte del capitale si realizza qui tramite lo sfruttamento del lavoratore da parte del lavoratore. Cosa implica tutto ciò nella pratica? Che tale persona affronta ad un tempo i problemi del capitale (come migliorare l’efficienza, maggiori profitti) e quelli del lavoratore (avere sopra di sé un superiore che organizza il suo lavoro, sentire la pressione della disoccupazione o la concorrenza di altri proletari suoi subordinati pronti a prendergli il posto, eccetera) ed è costretto, caso per caso, a scegliere da che parte porsi.

Altro caso di relazioni di classe contraddittorie è quello della cosiddetta “finanziarizzazione delle economie domestiche”. Questa si presenta perlopiù in due forme: risparmi impegnati in operazioni finanziarie, come le azioni, i titoli di stato eccetera, e fondi pensione privati (cosa che in tanti paesi, più che una possibilità, è una necessità). In questo caso, i risparmi dell’individuo si convertono (o sono convertiti) in capitale, e pertanto l’individuo diventa egli stesso in qualche modo una minuscola personificazione del capitale, che pur percependo raramente benefici (in realtà quel poco che gli spetta compensa appena la svalutazione dei suoi risparmi operata nel tempo) corre continuamente il rischio di perdere tutto in un crollo borsistico. A molti questo può sembrare un particolare, ma quando la vostra pensione dipende da un fondo gestito da una banca siete favorevoli o contrari al salvataggio di questa banca quando questa sta per falllire?

Questo non significa che una persona appartiene alla classe media o ad una classe diversa, ma che è attraversata da relazioni di classe contraddittorie, relazioni che si trovano in “forma pura” nel salariato e nel capitalista. Se cercassimo di incasellare un quadro intermedio in una classe, o se cercassimo di capire le proteste di chi ha perso tutto con il fallimento di Lehman Brothers, ci troveremmo davanti i problemi visti più su, ma se andiamo oltre le persone, se guardiamo le relazioni sociali, capiamo che quella che sembra una contraddizione è effettivamente una contraddizione.

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