Buffoni di corte


Di Chris Shaw. Fonte: The libertarian ideal, 7 gennaio 2021. Traduzione di Enrico Sanna.

Giusto qualche ora dopo una delle più stupide debacle mai viste, l’argomento scottante su twitter[1] e i media[2] era il colpo di stato, l’insurrezione, l’ascesa del fascismo. Tutto ciò sembrerebbe indicare la fragilità e/o la distruzione delle norme democratiche, e tutto perché un branco di imbecilli ha invaso un palazzo con un’organizzazione tra le più inette, ha lanciato in aria un po’ di cartaccia, buttato un po’ di immondezza e preso qualche selfie. Se questa è la morte della democrazia, i rivoltosi hanno ucciso un cadavere. Ovviamente, non è la fine della democrazia, che è poco più che aria fritta prodotta dalla stampa e dai politici. È invece la continuazione delle dinamiche del 2020 e degli anni precedenti.

La democrazia statunitense oggi è elezioni e nient’altro. I movimenti sociali, se non fanno parte di una lobby, sono solo teste parlanti dai ristretti orizzonti politici. Gli unici movimenti sociali che ricevono ascolto dal congresso o dal presidente sono la camera di commercio, la Silicon Valley e l’associazione dei produttori. L’ironia delle “rivelazioni” di Trump riguardo il NDAA e gli aiuti economici legati al virus, che avrebbero dimostrato l’endemica influenza delle lobby sulla stesura delle leggi, è che ha dimostrato che questa cagata va avanti da decenni. Basta guardare agli aiuti agricoli a cominciare dagli anni novanta, o alla Banca per le Esportazioni e Importazioni, o i costi delle forniture del Pentagono. Gli Stati Uniti sono tanto democratici quanto lo sono i suoi modi di produzione prevalenti e le sue normative, e attualmente non gli importa molto dei sindacati, dei movimenti o della disapprovazione del pubblico.

Capita ogni tanto che un Maxine Waters o una Nancy Pelosi gettino l’osso del loro “sostegno” a Black Lives Matter o qualche altro movimento di protesta. Ma hanno la stessa sincerità che aveva Biden quando corteggiava il suo elettorato progressista durante le presidenziali. A giudicare dalla scelta dei ministri, non pare proprio che stia arrivando la giustizia razziale o un nuovo New Deal. È giusto una patina di governance neoliberale con un po’ di capitale illuminato nel miscuglio.

È tutto falso, ed è sempre stato falso. L’indice di approvazione del congresso è a livello di fogna dagli anni settanta[3], giusto un paio di volte è salito sopra il 50%. Non occorre chiamarlo pantano per capire che la politica del congresso è un cesso. Questa rivolta è solo un altro “pseudo-evento”[4] che punta ad una politica dell’evento post-rete e amovimentista. A nessuno importano più le norme[6] democratiche[5] o le proteste[8] pacifiche[7]. Quei giornalisti e commentatori che dicono così considerano il parlamento alla stregua dei loro quartieri esclusivi e dei loro uffici stampa: suolo sacro da non profanare mai.

Così come Trump, Biden e la politica del congresso in generale, questa rivolta è un simulacro delle vere macchinazioni politiche. È in corso una frammentazione politica alle loro spalle, con il partito repubblicano diviso tra trumpisti e moderati, il partito democratico diviso tra progressisti e centro, e le varie lobby che scelgono di volta in volta con chi parlare, il tutto all’interno di una “turbolenza economica fortissima[9], mentre la crescita economia ristagna e la disoccupazione cresce. La rivolta di Washington è giusto una buffonata, un circo accampato in “un campo di incertezze… che cerca di accelerare l’arrivo delle condizioni della riforma o del rovesciamento”[10]. Le norme che vorrebbero sovvertire sono morte da tempo.


Note

[1] https://twitter.com/search?q=Nazis&src=trend_click&vertical=trends

[2] https://www.bbc.co.uk/news/world-us-canada-55568131

[3] https://news.gallup.com/poll/1600/congress-public.aspx

[4] https://graymirror.substack.com/p/2020-the-year-of-everything-fake

[5] https://twitter.com/Ojeda4America/status/1346912151412170759

[6] https://twitter.com/post_liberal/status/1347113932801142788

[7] https://twitter.com/JournosPostLs/status/1347009986912776192

[8] https://twitter.com/JournosPostLs/status/1347013888861237249

[9] https://newleftreview.org/sidecar/posts/riot-on-the-hill

[10] https://thelibertarianideal.com/2020/06/20/notes-on-fractured-conflicts-autonomous-zones-and-siege-acc/

2 pensieri su “Buffoni di corte

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